Turi Morello resterà sempre nella memoria di Favara

|




Il pittore e tenore si è spento all’età di 86 anni. Ha raccontato la storia del paese con la brillantezza dei colori ad olio

Turi MorelloIl suo cuore ha cessato di battere dopo 86 esaltanti stagioni. Turi Morello, pittore e tenore, uno dei cittadini più illustri di Favara, si è spento il 29 novembre, a seguito di un ictus, il cui corpo indebolito dagli acciacchi della vecchiaia non è riuscito a resistere. Ma l’età non deve trarre in inganno nessuno. Turi Morello è rimasto un giovanotto dentro sempre, con una forza in corpo che gli faceva programmare sempre il futuro. “Con il canto ho realizzato il mio sogno, con la pittura ho dipinto il mio passato” amava ripetere a chi lo ha conosciuto. Lo incontravo spesso e tante erano le telefonate che ci scambiavamo. Ed ogni volta un programma diverso, un appuntamento artistico da organizzare, una vita da vivere. L’ultima intervista ufficiale un paio di anni fa.
Una semplice telefonata per un’intervista: subito porte aperte, un entusiasmo da ragazzino ed una straordinaria ospitalità. Buon favarese non mente…

 

Turi Morello è nato nel lontano 1926 a Favara. E’ stato cantante, pittore, compositore di canzoni e grande musicista.Lasciò sua moglie per diciotto mesi, per andare a lavorare in America. Cantò a Filadelfia, in Florida e visitò l’Argentina. Turi Morello iniziò a cantare all’età di dodici anni sia in italiano che in inglese, componendo oltre 80 canzoni. Smise di cantare a ottant’anni e l’ultimo canto plateale l’ha eseguito in occasione del suo cinquantesimo anniversario di matrimonio.Poi il ritorno in Sicilia, tra Catania e Favara, per un’intensa attività pittorica. Fino a pochi giorni fa si è goduto, nonostante gli acciacchi dell’età, una buona vecchiaia con al fianco la sua inseparabile moglie Rina, con cui condivideva la passione per la pittura.Turi ha dipinto molti quadri ispirandosi alle miniere, pur non avendo mai lavorato in miniera. Egli visitò per la prima volta la miniera all’età di dieci anni e vide che gli operai andavano alla” pirrera”con un autobus chiamato “Pintaiota”e si accorse che il lavoro dei minatori era molto duro non solo per gli adulti, ma soprattutto per i ragazzi chiamati “carusi”.”I “carusi” – ci raccontava il maestro- a quell’epoca erano già vecchi e usavano u “stirraturi” per portare fuori lo zolfo dalle gallerie. Mi colpivano i grossi pesi che schiacciavano la schiena. La colazione di un”carusu” era molto diversa da quella dei giovani di oggi: cipolla, poche olive e una sarda salata divisa in tre.”Il pittore nei suoi quadri ha rappresentato tanti aspetti di Favara.Oltre alle miniere ha dipinto scene di serenate che cantava per fare “favori” ai suoi amici, rischiando spesso la dura e scomposta reazione del papà della amata.La casa di Turi Morello è una vera e propria galleria d’arte. Tanti i Un quadro di Turi Morelloquadri che ricoprono ogni angolo di parete: scene di feste popolari, processioni religiose, vita quotidiana. Nelle sue tele c’è posto anche per Gaetano Guarino, il sindaco-farmacista ucciso nel 1946, immortalato al centro della Piazza Cavour sempre al fianco del popolo favarese, durante una manifestazione popolare.L’opera più rappresentativa è sicuramente la maxitela realizzata nel 1991 e denominata “Favara nella memoria. Una vera e propria opera d’arte, presentata allora nella redazione del mensile “La mela”, che fotografa la Favara degli anni Cinquanta, con il Ponte Tre Archi attraversato dal treno che univa Naro ad Agrigento. In quel quadro si respira ancora il profumo dei fichi d’india della collina di San Francesco o delle tante piante spontanee che crescono nella zona denominata “degli orti”. E proprio quell’opera, divenuta icona del progetto di riqualificazione della zona Cicchillo, è stata donata alla Città di Favara e collocata, dall’allora amministrazione guidata da Lorenzo Airò nei saloni del Castello Chiaramontano. Nel 1997, per ringraziare l’artista della preziosa donazione, l’Amministrazione Comunale pubblicò un volume, curato da Giovanni Marchica, che raccoglie la vita, le foto, i quadri della intensa e brillante carriera di Turi Morello.

 

Giuseppe Piscopo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *