Trentotto anni con voi, cercando di raccontare il nostro tempo

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Era l’aprile del 1980 quando tre giovani studenti iniziarono a pensare a “Malgrado tutto”. Ed era l’aprile del 1982 quando il nostro giornale cominciava ad avere vita ufficiale. Ed è stato nell’aprile del 2012 che “Malgrado tutto” ha fatto il suo approdo sul web. E l’avventura continua. Grazie sempre per la vostra attenzione.

Nella nostra storica tipografia. Da sinistra: Gigi Restivo, Egidio Terrana, Giancarlo Macaluso; seduto Lillo Vitello; in fondo, da sinistra: Gaetano Savatteri, Gaetano Restivo e Salvatore Picone. (Foto di Shobha)

Ho deciso oggi di riproporvi, rivedendolo in qualche parte, un mio vecchio editoriale. C’è una ragione ben precisa, che è sostanzialmente legata al mese di aprile e alla storia di questo giornale. 

Era l’aprile del 1980 quando tre giovani studenti liceali di Racalmuto – Carmelo Arrostuto, Giancarlo Macaluso e Gaetano Savatteri – avevano deciso di stampare un giornale

“Doveva essere un inizio di primavera, se mettiamo a confronto i ricordi – scriverà Savatteri anni dopo – E quel Malgrado tutto, che Gesualdo Bufalino e Leonardo Sciascia consideravano, bontà loro, il miglior titolo che si sia trovato per un giornale, nacque veramente dal nostro pessimismo di natura. Nacque, scartandone tanti altri che comunque si nutrivano dello stesso spirito, se non sbaglio, per una felice intuizione di Carmelo Arrostuto, che era uno di quei tre ragazzi. Malgrado tutto perché non ci credevamo nemmeno noi mentre ne parlavamo sul treno che ci portava ogni giorno da Racalmuto ad Agrigento, dove sbrigavamo i nostri latinucci quotidiani”.

E dopo una serie di numero zero, fu nell’aprile del 1982 che cominciò la vita ufficiale di Malgrado tutto con l’iscrizione nell’apposito registro del Tribunale di Agrigento.

Ed, infine, è stato nell’aprile del 2012 che Malgrado tutto ha fatto il suo approdo sul web – www.malgradotuttoweb.it. Sommati sono complessivamente, ad oggi, trentotto gli anni che, cari lettori, abbiamo trascorso insieme a voi. Grazie sempre per la vostra attenzione. (E.T.)

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Quante parole ci vogliono per raccontare trentotto anni? Migliaia, forse milioni di parole. E titoli. E foto. E firme. Dà la vertigine sfogliare la collezione di Malgrado tutto dall’aprile del 1982, quando il giornale cominciò ad avere vita ufficiale.

Lo abbiamo già scritto altre volte, un giornale è vivo fin quando finisce nelle mani dei suoi lettori, fin quando riesce a parlare a qualcuno.

Alcuni numeri di Malgrado tutto

Festeggiando i primi cinque anni di vita di Malgrado tutto Leonardo Sciascia ne individuò benissimo l’essenza. “Cinque anni di vita… è un buon segno”. Già nel titolo di quel contributo c’era lo spirito sciasciano dell’ironia, della modestia, della consapevolezza di quanto fosse difficile far vivere un giornale alle nostre latitudini. Oltre trentasei anni di vita sono molto di più che un segno; sono la documentazione del nostro recente passato, la chiave per comprendere il nostro presente.

Ed è quello che quotidianamente cerchiamo di fare, non senza difficoltà, ma con l’entusiasmo e la passione che hanno sempre alimentato un racconto di storie e personaggi (chi, anche nel suo piccolo non lo è?) lungo quasi un quarantennio.

Abbiamo scritto per la cronaca, non certo per la storia. Abbiamo raccontato quello che succedeva, dai piccoli casi curiosi alle stagioni tragiche del piombo mafioso. Abbiamo espresso le nostre opinioni sulle molte cose che non andavano e non vanno, ancora oggi. Abbiamo ingaggiato le nostre battaglie e non sono state poche. Abbiamo anche lanciato le nostre proposte, una per tutte l’unione dei Comuni di Grotte e Racalmuto, che ha prodotto, e continua a produrre, un vivace ed interessante dibattito. E tutto cercando di raccontare il nostro tempo e il nostro presente. A volte lo abbiamo fatto bene, a volte male. Ma sempre con onestà. E non è poco.

E se errori ci sono stati e carenze e mancanze, non possiamo, però, dimenticare che questo giornale ha sempre avuto una sua identità ben precisa, che veniva dall’eredità lasciata da Leonardo Sciascia, che abbiamo sentito di voler raccogliere, ma anche dalle convinzioni di ciascuno che ha trovato spazio su Malgrado tutto. Il gusto per il confronto civile, la tolleranza per le idee degli altri, la fermezza morale e le battaglie per le regole e contro il malaffare sono stati i punti cardinali della storia del giornale. Malgrado tutto ha preso spesso posizione e si è sempre collocato dalla parte dei suoi lettori, dei cittadini, della gente. Si è collocato contro il potere, contro le sue arroganze e i suoi vizi, e contro la mafia, naturalmente.

www.malgradotuttoweb.
In rete il 10 aprile del 2012

In questi anni abbiamo scritto per la cronaca, non certo per la storia. Abbiamo raccontato quello che succedeva dai piccoli casi curiosi alle stagioni tragiche del piombo mafioso. Abbiamo espresso le nostre opinioni sulle molte cose che non andavano e non vanno, ancora oggi. Abbiamo ingaggiato le nostre battaglie e non sono state poche. Abbiamo anche lanciato le nostre proposte, una per tutte l’unione dei Comuni di Grotte e Racalmuto, che ha prodotto, e continua a produrre, un vivace ed interessante dibattito. Abbiamo cercato di raccontare il nostro tempo e il nostro presente. A volte lo abbiamo fatto bene, a volte male. Ma sempre con onestà. E non è poco.

Ed è con grande gioia che possiamo ancora una volta scrivere: l’avventura continua… con un grande grazie a quanti questa avventura – unendosi a Giancarlo Macaluso, Salvatore Picone, Gigi Restivo, Gaetano Savatteri, Lillo Vitello, storico gruppo di Malgrado tutto – hanno deciso di condividerla: Eugenio Agnello, Salvatore Alfano, Carlo Barbieri, Daniele Billitteri, Mimmo Butera, Simona Carisi, Felice Cavallaro, Colpi di Spillo, Massimo D’Antoni, Antonio Fragapane, Luigi Galluzzo, Alfonso Maurizio Iacono, Valeria Iannuzzo, Antonio Liotta, Raimondo Moncada, Anna Rita Peritore, Francesco Pira, Giuseppe Piscopo, Giuseppe Maurizio Piscopo, Ester Rizzo, Carmelo Sardo, Anna Maria Scicolone, Daniela Spalanca, Agostino Spataro, Paolo Terrana, Accursia Vitello.

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