Tra Marce e Conventi, istantanee dell’Italia che soffre

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Riusciranno, metaforicamente parlando, Alfano e Letta ad uccidere i loro padri politici? Tutti gli scenari possibili in un Paese che sprofonda sempre di più verso l’abisso

altMentre il Pdl marciava su Brescia tra polemiche, per la presenza del vice premier Alfano, contestazioni e qualche scontro, mentre la Figlia di Tortora prendeva le distanze da Berlusconi che si paragonava al padre come vittima della giustizia italiana, Enrico Letta preparava i dettagli del suo personalissimo conclave, il ritiro spirituale in un convento senese, dalle parti di Sarteano. Polemica per polemica a quelli che hanno criticato Alfano per la parata anti magistrati è stato risposto per le rime, ma allora Letta che va all’assemblea Pd? L’assemblea Pd che tra tanti mal di pancia e tiri in libertà ha scelto il suo Caronte, il segretario traghettatore, puntando su un socialista, l’ex leader Cgil Epifani, un po’ come anni fa puntò sul democristiano Franceschini.

Poi ad ottobre si vedrà, nel congresso vero, se esiste ancora un partito oppure se ne faranno due o chissà. Per il momento è tregua armata con Sel che va per conto suo e non a caso nel giorno dell’assemblea Pd ha riunito le sue genti in Piazza Santi Apostoli a Roma per dire che la sinistra e viva e sempre vivrà. Ma il contesto è malcerto, nel convento di Spineto i Ministri cercheranno di ricapitolare le idee e darsi delle prospettive, se non di lunga, almeno di media durata. L’Imu prima casa sarà rinviata a settembre per prendere fiato e capire dove trovare i soldi che verranno a mancare, soldi da trovare anche per rifinanziare la cassa integrazione e per uno straccio di proposta seria sull’occupazione giovanile. Temi giganteschi, aspettando che l’Europa decida se può allentare le briglia che ci tengono legati al palo. Partita difficilissima per il giovane e forse già vecchio Letta e per Angelino Alfano. Per loro è forse l’ultima chiamata, si giocano tutto in un’unica stagione e si gioca molto attorno al loro destino personale il Paese, almeno quella parte di paese che preferirebbe un riformismo conservatore al cambiamo tutto avventurosamente. L’impressione è che Letta ed Alfano abbiano una sola via per riuscire nella loro impresa: uccidere, metaforicamente s’intende, i padri. Col loro agire sotto traccia potrebbero anche riuscirci, sicuramente non hanno altra via che questa, fingere di lavorare sotto tutela di Alfano e LettaBerlusconi e del Pd dai mille padroncini, per eliminarli tutti prendendo in mano le redini del paese e quindi di centrosinistra e centrodestra. Se il loro tentativo fallirà, fallirà anche il salvataggio hic stanti bus rebus della nazione e allora si apriranno altre prospettive, dal ritorno di Berlusconi, finalmente Capo di uno Stato Presidenziale,come lui sogna, al trionfo di Grillo e di qualcuno che incarni il rivoluzionarismo populista e mitologico alla Grillo. Un’altra storia insomma. Ma del resto sarà solo questione di mesi per capire quale storia o quali storie ci riserverà il nostro futuro. Intanto la nazione, l’Europa galleggiano su acque tempestose, in Grecia la gente comune, quella che un tempo era l’agiata classe media, ora si cura negli ospedali da campo di Emergency, gli unici che abbiano le medicine. Ma la cosa ancora più sconvolgente, mi raccontano, è che ciò comincia ad accadere anche a Palermo, nel silenzio generale. Ecco, è l’assordante silenzio attorno al nostro sprofondare verso l’abisso che veramente atterrisce.

Luigi Galluzzo

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