Tra gli abissi della disperazione

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Il caso orribile della gente che a Palermo era disposta a farsi fratturare un braccio o una gamba per incassare qualche soldo. Le riflessioni di Carlo Barbieri.

Il caso orribile della gente che a Palermo era disposta a farsi fratturare un braccio o una gamba per incassare qualche soldo dalle assicurazioni sposta tragicamente le frontiere della disperazione che abbiamo in casa. Per arrivare a una cosa del genere bisogna essere oppressi da una realtà incredibilmente brutta, ignorata da chi dovrebbe prendersene cura.

Ci vedo un paio di cose in comune con i disperati che attraversano mezza Africa fra terribili sofferenze, schiavizzati e stuprati, e affrontano il rischio di una probabile morte per affogamento in mare per conquistarsi il “paradiso” della raccolta di pomodori a un euro e mezzo l’ora.

Anche nel loro caso, ci troviamo di fronte a un abisso di disperazione che non riusciamo, o preferiamo non immaginare, e alla responsabilità di una società – stavolta quella dell’intero consesso dei paesi ricchi che li hanno sfruttati e li sfruttano ancora – che invece di curare il problema alle radici, aiutando i paesi da cui partono i migranti a conquistarsi finalmente l’autosufficienza che gli è stata impedita per secoli, fa del problema oggetto di sfruttamento politico.

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