Toc toc, c’è qualche donna disposta a candidarsi per me?

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Torna Colpi di Spillo. I partiti di Racalmuto cercano donne. La legge obbliga alle candidature di genere. Ma il mondo femminile sembra estraneo e lontano, tranne poche eccezioni, alla battaglia elettorale.

Cercasi donne. Cercasi donne, mediamente impegnate, ma non più di tanto, disposte a candidarsi, anche per perdere elezioni, purché pronte a mettersi in lista. Tutti cercano donne, ma le donne non si trovano. Qualcuna c’è, ma si contano sulle dita di una mano.

Dove stanno le donne? Dove sono le donne di Racalmuto (ma il discorso può valere per molti altri Comuni) pronte a scendere in campo con le loro idee, i loro pensieri, il loro modo di vedere il mondo?

donne

Al momento se ne vedono poche. Pochissime. Il problema è che i partiti e i movimenti cercano donne. Non perché credono veramente che le donne possano portare un contributo nuovo alla politica. Ma solo per obblighi di legge. La legge regionale prevede infatti una rappresentanza di genere di almeno il 40 per cento, questo significa che per ogni lista di quindici candidati ci vogliono almeno sei candidate. Moltiplicate almeno per tre (almeno si presume che ci saranno tre candidati a sindaco di Racalmuto) e il conto è fatto: servono una ventina di donne per assolvere agli obblighi di legge. Peraltro la stessa legge elettorale prevede un doppio voto di genere, cosa che dovrebbe assicurare comunque l’elezione di un ceerto numero di donne.

Ma dove trovarle? Al momento all’orizzonte se ne vedono ben poche, veramente impegnate nel dibattito politico. L’unica che ha già offerto la propria disponibilità e Selene Arnone, che ha ufficialmente annunciato la sua candidatura nella lista del candidato Enzo Sardo. Certo, nelle discussioni e anche negli incontri se ne affacciano altre: Angela Penzillo, Valentina Zucchetto. E il Pd si divide sul nome di Morena Mattina, che però ancora non ha espresso una sua posizione pubblica su questa possibilità di una sua candidatura a sindaco, sempre che le varie anime democratiche si mettano d’accordo. Un’altra che interviene spesso, quantomeno sulla rete e su facebook, mostrando una sua volontà a un coinvolgimento è Santina Merulla. E anche Iolanda Salemi, di area Pd, ha più volte commentato fatti di politica locale sui blog cittadini. Ma al di fuori di questi sei nomi, si vede veramente ben poco.

Dove sono le donne, allora? Viene il sospetto che di donne pronte a impegnarsi per il proprio paese ce ne siano pochine. Malgrado le quote rose, malgrado il fatto che molte donne sono impegnate nel sociale, nell’insegnamento, negli uffici pubblici (tanto per parlare di donne che sono già a contatto con la realtà di ogni giorno) al momento di scendere concretamente in campo si spalanca il deserto.

Ma la legge dice che le donne ci vogliono, sennò non si può partecipare alle elezioni. E così i politici, i politici maschi, bussano a molte porte: toc toc, c’è una donna che si vuole candidare per me? Spesso non risponde nessuno. Ma dove sono finite tutte le donne di Racalmuto?

 

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2 Responses to Toc toc, c’è qualche donna disposta a candidarsi per me?

  1. Redazione Rispondi

    22 marzo 2014 a 17:05

    Lillo Taverna su Facebook –

    L’articolo è spiritoso, spumeggiante, ha captato, si è reso partecipe. Sarà compartecipe? Secondo le scolastiche regole dovremmo scrivere: l’articolista. Ma non sappiamo chi è. L’anonimato a Racalmuto, l’omertà direi arriva sin qui: paura di esporsi persino nello svelarsi nello svelare la notizia fresca fresca appresa in quel formicolio politico meglio campanilistico che schiuma da mane a era tra l’Agorà e il BS. Mi dispiace per SPILLO (mi ricorda il gran calciatore dei miei remoti tempi) ma l’ultimo problema di Racalmuto è la quota Rosa. Diciamo subito: se invece di 15 la lista si ferma a dodici, le donne da mettere mi pare che siano cinque e problemi non ce ne sono: mi diceva B.: io non mi candido, candido mia figlia; ne ha bisogno. Quindi con logica ribaltata rispetto ai tempi dei miei studi storici in cui anche la contessa Ventimiglia aveva bisogno del Muldualdo, ora è l’uomo a Racalmuto che si sceglie a Muldualda. Non è questo il problema. Il problema è la lista. Guardiamo il caso del PD. Con l’irruzione del Postino e dell’Immobiliarista, che se candidati, sarebbero di sicuro eletti, può succedere che il PD, se tutto gli va bene, arriva secondo e di posti al Comune gliene spettano sei. Già due occupati. Mulè al 95% si prende la terza sedia. Restano solo tre posti. Quante esclusioni: tra Giglia, Maniglia, Totò Sardo, Emilio Messana e Carmelo Brucculeri, chi si brucia, quanti se ne bruciano? Ecco perché l’altra sera, quando canididi marchesi, già democristiani, osarono davvero dire che come a Roma con Alfrano anche a Racalmuto con il postino cii si deve alleare, è finito a fischi e pirita. SPILLO tace al riguardo. Non sa? Non credo.

    • Roberto Salvo Rispondi

      22 marzo 2014 a 18:52

      Concordo con quanto scrive il Dott. Taverna, in quanto a “spillo”, mi ricorda il pseudonimo Ghino di Tacco.

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