Terme di Sciacca: cercasi imprenditori qualificati e di alto profilo

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 Il sindaco: “Dal loro rilancio dipende lo sviluppo complessivo del nostro territorio”.La Regione vuole affidarne la gestione a privati

altCon il nuovo anno sono ripartite le aspettative per il destino delle Terme di Sciacca. Entro il 28 marzo dovranno essere notificate alla Regione eventuali manifestazioni d’interesse per gestire il patrimonio termale: Grand Hotel, parco, piscine coperte e piscine molinelli, antiche terme selinuntine, stabilimento, stufe di San Calogero, convento di San Francesco, ex motel Agip, alberghi sul Monte Kronio.
Dal rilancio delle Terme dipende lo sviluppo complessivo del nostro territorio. Fabrizio Di Paola è stato fin troppo chiaro su questo durante la sua conferenza stampa di fine anno. La dicitura tecnica indica l’intenzione della Regione di affidare a privatigestione e valorizzazione dei complessi cremotermali e idrominerali, compreso lo sfruttamento delle acque termali nonché le attività accessorie e complementari. Palermo seguirà le modalità del dialogo competitivo, definizione utile a stabilire una sorta di trattativa per ottenere più possibile dalprivato disposto ad investire. La Regione chiede numerose garanzie. La  prima:riorganizzare, razionalizzandolo, il patrimonio immobiliare. La seconda: rilanciare e promuovere le strutture presso circuiti turistici nazionali ed internazionali. La terza: rilanciare e puntare su una ripresa delle prestazioni termali convenzionate con il SSN. La quarta; sfruttare le acque termali ed idrominerali; la quinta: gestire la rifunzionalizzazione di aree/beni immobili in gestione da parte degli Enti.

Il bando prevede una serie di requisiti minimi per poter presentare la manifestazione di interesse. Sono sicuramente significative le premialità previste per chi garantisce servizi aggiuntivi offerti al territorio ed alla cittadinanza, valorizzazione ed utilizzo delle risorse locali attraverso la ricerca di fornitori di beni e servizi a km zero, sostenibilità ambientale del progetto, miglioramento architettonico e paesaggistico del progetto, protocolli con Università, scuole ed enti di formazione con possibilità di effettuare stage o inserimenti formativi, impegno ad avviare progetti di ricerca finalizzati alla valorizzazione delle risorse termali, potenziamento del sistema turistico integrato del territorio e accordi territoriali con altriEnti pubblici e privati per lo sfruttamento e la valorizzazione di ulteriori patrimoni (non solo immobiliari ma anche culturali) del territorio. Il bando prevede ancora che la durata dell’affidamento del patrimonio sia da valutare, ma che comunque non debba superare i trent’anni. Così come lo stesso canone deve essere valutato in separata sede, sulla base dell’idea progettuale proposta dall’investitore. Occorrerà valutare l’idea progettuale più vantaggiosa. Il Comune di Sciacca ha ottenuto, già dall’ex assessore Armao, un ruolo di responsabilità e di vigilanza rispetto a questo progetto. E questo anche se le Terme appartengono alla Regione. Di più, il sindaco potrà nominare un rappresentante del Comune (nulla esclude che sia lo stesso primo cittadino) all’interno della commissione che aggiudicherà il patrimonio al miglior offerente. L’attuale amministrazione su questo ha proprio puntato i piedi, e la nuova giunta regionale non ha modificato quanto già predisposto in precedenza. Questo per ribadire un ruolo essenziale del Comune sul destino delle Terme che apparterranno pure alla Regione, ma sorgono comunque sul territorio di Sciacca. Lo studio preventivo sul patrimonio termale è stato fatto da Sviluppo Italia Sicilia. Tra gli investimenti più importanti ci sono sicuramente quelli volti alla riapertura degli alberghi sul monte Kronio e all’aumento del numero dei posti letto. In tale direzione potrebbe inserirsi anche la ristrutturazione dell’ex Motel Agip, per far tornare la struttura ad una funzionalità alberghiera. Un’ipotesi appetibile per il privato nell’ottica di poter incrementare gli introiti. La speranza adesso è che a manifestare interesse siano imprenditori qualificati e di alto profilo. Un auspicio utile, soprattutto se si pensa che in passato il patrimonio termale ha subito un degrado che ne ha determinato una perdita di valore che a più di qualcuno aveva fatto dire (ma era l’epoca della strategia della vendita, e non della gestione) che una storia così importante e ultramillenaria, come quella del bacino idrotermale rischiava di essere ceduta per un piatto di lenticchie.

Massimo D’Antoni

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