Tarsu, la madre di tutti i guai: così è cominciato il disastro

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Documenti. Nel 2005, l’allora sindaco di Racalmuto Gigi Restivo, con un volantino alla cittadinanza e una lettera di protesta all’Ato rifiuti denunciava che la Tarsu sarebbe diventata presto insostenibile e avrebbe innescato rivolte popolari

Racalmuto, rifiuti abbandonatiNel 2005 veniva costituito l’Ato Gesa 2, incaricato di occuparsi della raccolta dei rifiuti e della riscossione delle tariffe. L’allora sindaco Gigi Restivo, per protesta, si dissociava dalla costituzione dell’Ato e con una lettera ai cittadini e una ai dirigenti dell’Ato denunciava che presto l’Ato sarebbe diventata una macchina per produrre stipendi, con un carico pesantissimo per i contribuenti. Riportiamo integralmente le due lettere per capire come si sia potuti arrivare all’aumento vertiginoso delle tariffe.

LETTERA AI CITTADINI – Maggio 2005

Sono pervenute numerose lamentele e parecchie critiche da parte dei cittadini sull’entità delle somme dovute a titolo di tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU) per l’anno 2004 che, rispetto all’anno precedente, è aumentata notevolmente.

Tale aumento, così come comunicato dall’amministrazione comunale anche in precedenza attraverso manifesti murali ed interventi televisivi, non è certo da ascrivere ad una libera decisione del Sindaco o dell’amministrazione comunale ma è il frutto dell’appli­cazione del Piano regionale dei rifiuti approvato dalla Regione siciliana con la costituzione degli Ambiti territoriali ottimali (ATO) per la gestione integrata dei rifiuti, di cui anche il nostro Comune fa parte.

Racalmuto è inserito nell’ ATO AG2 della provincia di Agrigento insieme ad altri 18 Comuni ed alla Provincia di Agrigento: Agrigento, Favara. Siculiana, Grotte, Aragona, Comitini, Castrofilippo, Casteltermini, Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Montallegro, Realmonte, San Giovanni Gemini, Raffadali , Cammarata, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta , Sant’Angelo Muxaro.

Funzione dell’ ATO rifiuti è quella di sostituirsi a tutti i 19 Comuni nella gestione integrata dei rifiuti, dalla raccolta al conferimento, dallo smaltimento al riciclaggio.

L’ATO è stato costituito in società per azioni e l’atto costitutivo e lo statuto sono stati sottoscritti alla fine del 2002: in quell’occasione, poiché non è stato consentito a nessun Comune di avanzare proposte diverse rispetto alla struttura degli ATO e rispetto all’ organiz­zazione del servizio, il sottoscritto si è rifiutato di sottoscrivere atto costitutivo e statuto, ma la Regione siciliana ha commissariato tutti i Comuni che manifestavano perplessità e pertanto per il Comune di Racalmuto ma anche per altri enti locali che la pensavano allo stesso modo l’atto costitutivo e lo statuto sono stati sottoscritti da Commissari regionali nominati dal Presidente della Regione.

La struttura e le regole di funzionamento degli ATO pertanto, così come le modalità di svolgimento del servizio relativo alla raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti, sono state imposte dalla Regione siciliana.

In questi ultimi due anni pertanto l’ATO si è dotato di un Consiglio di amministrazione composta da sette membri, di un amministratore delegato, di un direttore generale, di un collegio sindacale, di personale tecnico ed amministrativo, di locali ed attrezzature al fine di predisporre un bando unico per la gestione integrata dei rifiuti nei 19 Comuni aderenti che dovrebbe ammontare a ben 150 milioni di euro.

I costi di gestione dell’ ATO (retribuzioni, indennità, canoni di locazione, acquisto di beni e servizi etc…) che nell’anno 2004 ammontavano a ben un milione di euro e che per l’anno 2005 si prevede aumenteranno, debbono essere coperti, pro quota, dai Comuni aderenti: per il nostro Comune ben 50.000 euro per l’anno 2004, somme che hanno contribuito ad aumentare il costo complessivo del servizio.

Ma l’applicazione del Piano regionale dei rifiuti ha comportato altresì, sia per Racalmuto, sia per numerosi altri Comuni del nostro territorio e deli’intera Sicilia la chiusura della maggior parte delle discariche esistenti.

Gigi RestivoLa nostra discarica è stata realizzata nella metà degli anni ’80 ma purtroppo sin dalla sua origine senza quelle caratteristiche che potessero renderla idonea e sicura a tutti gli effetti: mancanza di un’adeguata recinzione, mancanza di opere per il deflusso del percolato, mancanza di un impianto di sorveglianza. assenza di un bilico per la pesatura reale dei conferimenti etc….

Proprio per questo il suo esercizio è sempre stato autorizzato solo ed esclusivamente per ragioni di ordine pubblico prima con provvedimenti della Regione siciliana ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n.415/82 e successivamente con provvedimenti prefettizi ai sensi deIl’ art. 13 del decreto Ronchi.

Una discarica pertanto realizzata sin dall’inizio male e che non era più possibile adeguare dopo uno sfruttamento ultradecennale.

Quindi con Ordinanza n. 2384 del 30.12.2003, il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario delegato per l’emergenza rifiuti, ha ordinato la chiusura di tutte le discariche autorizzate, come la nostra, solo per motivi di ordine pubblico, ed ha ordinato ai Comuni del nostro hinterland di conferire i rifiuti presso l’impianto di selezione e trasforma­ zione della ditta Catanzaro s.r.l., ubicato nella zona ASI di Aragona: il costo del conferimento. pari a 70 euro a tonnellata è stato altresì determinato con provvedimento regionale.

Presso l’impianto della ditta Catanzaro i rifiuti, prima del conferimento, vengono quotidianamente e regolarmente pesati ai fini di stabilire e determinare il costo del conferimento: poiché la nostra comunità produce e conferisce in media circa 10 tonnellate al giorno di rifiuto indifferenziato, il costo aggiuntivo annuo per l’anno 2004 è stato pari a 250.000 euro. Senza contare anche l’aumento dei costi di trasporto dei rifiuti da Racalmuto alla zona ASI di Aragona.

Per l’anno 2004 quindi, che è l’anno cui si riferiscono le bollette arrivate negli ultimi giorni nelle case dei racalmutesi. il costo complessivo del servizio è passato dai 735.000 euro del 2003 a ben 1.100.000 euro.

Altra disposizione dettata da norme statali e regionali è quella che obbliga alla trasfor­mazione della TARSU, che è essenzialmente una tassa, in TARIFFA: ciò significa che il servizio relativo alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti sarà a totale carico dei cittadini.

Anche per questo motivo, considerando altresì le consistenti diminuzioni di trasferi­ menti da parte dello Stato e della Regione. il Comune di Racalmuto è stato costretto ad aumentato la percentuale di copertura del costo del servizio relativo ai rifiuti portandola al 70%: per l’anno 2004 quindi i cittadini dovranno coprire complessivamente un costo pari a 761.957 euro mentre 350.000 euro sono rimasti a carico del Comune.

Anche con riferimento a quest’ultima disposizione legislativa il nostro Comune, così come tutti gli altri, non può modificare il regolamento per la determinazione della nuova tariffa: sino ad oggi il Consiglio comunale, anche su invito dell’amministrazione si è rifiutato di discuterlo ed approvarlo, ma a breve arriverà anche in questo caso un commissario regionale che provvederà ad approvare il regolamento che prevede, secondo i calcoli dell’ATO rifiuti, una tariffa media provvisoria pari a 95 euro pro capite.

E” chiaro ed evidente a tutti che sino a quando il servizio integrato per tutti i Comuni non decollerà, i costi sono destinati ad aumentare poiché i comuni restano obbligati all’assolvimento del servizio e dovranno comunque continuare a garantire la copertura dei costi di gestione dell’ATO. struttura che, passati ormai più di due anni non è ancora riuscita a definire il piano industriale che è presupposto necessario per stabilire le modalità con le quali si dovrà procedere all’affidamento del servizio integrato.

Senza contare che gli ATO si stanno trasformando – ovvero si sono già trasformati – in dorati sottogoverni per coloro che li amministrano.

Per tutte queste ragioni nell’ultima assemblea dei sindaci del nostro ATO cui ho partecipato, ho invitato. unitamente ai Sindaci di Grotte, Favara e Siculiana, tutti i partecipanti ad una seria riflessione sul futuro della struttura e della sua organizzazione anche con riferimento ai costi che dovranno sopportare i cittadini, ma ogni richiamo a posizioni di responsabilità è caduto nel vuoto.

Per tutte queste ragioni proporrò una modifica dello statuto del nostro ATO sui criteri di nomina del Consiglio di amministrazione affinché siano i Sindaci e non soggetti esterni a far parte dell’organo esecutivo con un risparmio pari a ben 400.000 euro sui costi di gestione.

Infine appare opportuno ricordare che proprio all’ inizio del mio mandato, preoccupato dalle conseguenze dell’applicazione del Piano regionale dei rifiuti ho fatto predisporre ai nostri uffici un progetto per la realizzazione di un centro comunale per la raccolta differenziata (carta, cartone. plastica. vetro. alluminio etc…) affinché Racalmuto fosse dotata di una nuova discarica che consentisse a cittadini e imprese di conferire i rifiuti differenziati senza costi aggiuntivi: il progetto, il primo in provincia di Agrigento, è stato finanziato dal Commissario per l’emergenza rifiuti ed i lavori sono in corso.

Pertanto entro la fine dell’ anno Racalmuto sarà dotata di una struttura che contribuirà a diminuire la tariffa a carico dei cittadini: è nostra intenzione infatti predisporre gli adempimenti necessari affinché ogni cittadino possa pesare i propri conferimenti differenziati e quanto più riuscirà a conferire rifiuti differenziati tanto più diminuirà proporzionalmente il costo a suo canco.

L’invito pertanto è ancora una volta quello di differenziare i rifiuti al fine di diminuire il costo del conferimento presso la ditta Catanzaro, utilizzando le campane di diverso colore presenti sul nostro territorio.

Analogo invito è ancora una volta quello di evitare l’abbandono di rifiuti ingombranti (televisioni, frigoriferi, pneumatici, materiali di risulta) sul territorio, poiché la loro raccolta ed il successivo smaltimento comportano costi notevoli che inevitabilmente si riflettono sulla tassa che i cittadini pagano.

Su un argomento così complesso e con effetti sicuramente negativi sulle tasche dei nostri cittadini è opportuno maggiore senso di responsabilità da parte di tutti, forze politiche in testa affinché tutti assieme si possa intervenire sugli organi esecutivi del nostro ATO, sulla Provincia regionale di Agrigento e sulla Regione siciliana perché si giunga ad una revisione del Piano d’ambito attraverso soluzioni che riducano i costi per i tutti i cittadini e migliorino la qualità del servizio.

 

LETTERA AI SINDACI E AI DIRIGENTI DELL’ ATO

Egregi signori,ho ritenuto di assumere l’iniziativa di rivolgermi a tutti voi in forma epistolare poiché troppo spesso ormai le parole si perdono inutilmente nelle diverse aule istituzionali in cui vanamente e vacuamente risuonano.

La questione è ormai nota e riguarda quanto avviene attorno alla società di gestione dell’ambito territoriale ottimale, GESA AG2, che dovrebbe avviare la gestione integrata di rifiuti in 19 Comuni della nostra Provincia.

Nell’ultima assemblea convocata dal Presidente, Prof. Massimo Muglia, abbiamo appreso delle difficoltà incontrate dalla società in merito all’aggiudicazione di una gara ad evidenza pubblica per lo svolgimento del servizio in alcuni Comuni facenti parte dell’ambito, sino al 31 dicembre 2005.

Abbiamo altresì appreso delle dimissioni dal Cda di due consiglieri e successivamente, dagli organi di stampa, delle Il sito del'Ato Gesa2dimissioni dell’amministratore delegato, cosi come dagli stessi organi abbiamo appreso degli atti intimidatori commessi in danno del Direttore generale.

Nel corso della stessa assemblea, il Cda ha presentato un budget di previsione finanziaria per l’anno 2005 che prevedeva un incremento percentuale delle spese pari all’8O% in più rispetto all’anno precedente passando da poco più di un milione di euro a ben 1.852.252,96 euro.

Ta le aumento sarebbe giustificato per quasi il 20% dalla quota posta a carico della società dei progetti già finanziati dal Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e per la restante parte all’intendimento della società di procedere all’assunzione di nuovo personale.

Alla luce delle considerazioni svolte in assemblea appare non più rinviabile un confronto serio sul futuro della gestione integrata dei rifiuti nella nostra provincia e soprattutto sull’organizzazione della società d’ambito GESA AG2.

Dimentica infatti troppo facilmente l’intero Consiglio di amministrazione che, attualmente, i Comuni sono obbligati ad assicurare tutti i servizi relativi ai rifiuti ed al tempo stesso a coprire i costi di gestione di una società che, ormai a più di due anni dalla sua costituzione, non è ancora riuscita a far decollare la gestione integrata.

E tale costi, inevitabilmente, si scaricano, ormai quasi integralmente, sulle tasche dei cittadini contribuenti.

Le difficoltà sono certamente a tutti note e numerose responsabilità per il ritardo ricadono anche sui Comuni che non hanno messo in condizione la società di bene operare.

Ma a parte gli ostacoli obiettivi che la società ha incontrato in questi due anni, dalla lettura del budget di previsione presentato all’ultima assemblea appare chiaro ed evidente che la società si è già trasformata da società di servizi in una sorta di “dorato” sottogoverno per coloro che la amministrano e per i loro partiti di riferimento.

Apprendiamo infatti che i compensi per gli organi societari (Cda, amministratore delegato, direttore generale, collegio sindacale, segretario cda, compensi a risultato direttore generale) ammontano per l‘anno 2005 a ben 484.383,81 euro a cui si aggiungono 80.000,00 euro per competenze professionali e 727.258,98 euro per spese di personale.

Tra le competenze professionali utilizzate rientrano la consulenza fiscale e tributaria e quella del lavoro già determinate per 24.000 euro cui si aggiungono consulenze legali e tecniche, con professionisti ancora da determinare per complessivi 56.000,00 euro senza che sia dato sapere di cosa questi esperti dovranno occuparsi.

Tra il personale a collaborazione la società ha assunto altresì un dottore commercialista e un sindacalista per complessivi 30.000 euro ed ha previsto ulteriori 15.000 euro per un terzo professionista da determinare unitamente alle funzioni di cui dovrebbe occuparsi.

A queste spese dovrebbero aggiungersi altri 358.553,22 euro per l’assunzione temporanea o il distacco di altre 14 unità di personale che si aggiungono alle 7 unità già operanti presso la società: anche in questo caso senza che sia dato sapere di cosa queste persone dovranno concretamente occuparsi.

Altri 70.000 euro sono previsti per un eventuale rinnovo contrattuale e per la costituzione di un fondo di incentivazione per l’attività a progetto del personale.

Nelle loro comode e silenziose stanze pertanto, i consiglieri di amministrazione, bene al riparo da ogni contestazione dei cittadini che vessati dai Sindaci protestano, giustamente, per l’aumento della tassa per i rifiuti, disegnano, a spese degli enti locali e dei contribuenti, una struttura aziendale che compensa i sacrifici di politici trombati, grandi elettori, professionisti prezzolati che vagano, come personaggi in cerca d’autore, da un Comune all’altro.

Appare quindi non più rinviabile una proposta di modifica dello statuto della società GESA AG2 che consenta ai Sindaci di far parte direttamente del Consiglio di amministrazione e ciò per una duplice finalità: da una parte consentire un significativo risparmio non potendo i Sindaci pretendere una seconda indennità e dall’altra permettere una piena assunzione di responsabilità sulle scelte di gestione della società a quei soggetti, che per il ruolo e la carica rivestita, quotidianamente risentono delle conseguenze degli atti di gestioni.

Senza una riflessione seria su queste delicate questioni, è ormai prossimo il rischio di un’agitazione popolare che, stimolata e alimentata ad arte, potrebbe comportare conseguenze nefaste in tutti i nostri Comuni.

Gigi Restivo

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