Tarsu, all’Ars si parla di Racalmuto. Audizione conclusa: le tariffe non calano

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Nulla da fare. I commissari straordinari di Racalmuto ascoltati dai componenti della commissione Ambiente e Territorio. Sul costo della Tarsu pesano gli stipendi di 22 dipendenti trasferiti dal Comune all’Ato Gesa. E annunciano: i costi della politica faranno sballare il bilancio. Il M5S presenta una risoluzione al governo per chiedere sospensione pagamenti.

Si è conclusa l’audizione dei commissari straordinari al Comune di Racalmuto davanti ai componenti della commissione regionale Territorio e Ambiente. Enrico Galeani, Maria Salerno ed Emilio Saverio Buda – accompagnati dal segretario comunale Calogero Ferlisi e dal dirigente dell’Ufficio tributi Vittorio Lauricella – hanno risposto alle domande dei deputati regionali sul raddoppio della Tarsu nel Comune di Racalmuto, arrivata ormai a 7,17 euro a metro quadrato.

Quanto alle ipotesi di ridurre le tariffe, niente da fare. O quasi. Ecco, in sintesi, le argomentazioni dei commissari secondo quanto riportato da alcuni deputati regionali che hanno partecipato all’audizione.

Protesta contro la Tarsu

Protesta contro la Tarsu (Foto Salvatore Alfano)

COSTI. I commissari hanno spiegato che gran parte del costo del servizio che grava sui cittadini di Racalmuto riguarda il pagamento di ventidue dipendenti che il Comune di Racalmuto aveva trasferito all’Ato Gesa, impegnandosi a pagare il costo complessivo di stipendi e indennità.

AUMENTI. L’aumento del costo del servizio di raccolta e smaltimento dell’ultimo anno (arrivato alla cifra complessiva di un milione e 900 mila euro), pari a circa 350 mila euro, è la conseguenza del fatto che nei tre anni passati il Comune vantava un credito di circa un milione sull’Ato Gesa, che lo ha “scontato” in tre anni. Saldato quel credito, ora l’intero servizio è arrivato alla sua quota massima mai registrata.

COMPENSAZIONI. Riguardo agli accertamenti disposti dall’Ato per gli anni precedenti (dal 2006 in poi) che ha finito per colpire le seconde case, i commissari hanno spiegato che in realtà per gli anni precedenti il servizio non era stato interamente pagato perchè molte famiglie di Racalmuto non hanno mai pagato, lasciando così dei debiti inesigibili. Per questo motivo, e per coprire i “buchi” degli anni precedenti, l’Ato ha deciso di disporre gli accertamenti sulle seconde case.

PICCOLE RIDUZIONI. I commissari e i funzionari comunali hanno annunciato che, per alcuni, potrebbero esserci lievi riduzionidi pagamento, perchè si sta procedendo ad alcuni accertamenti, anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini contribuenti, per verificare la reale misura delle case tassate. In alcuni casi, i metri quadrati tassati erano maggiori della reale dimensioni delle abitazioni.

FUTURO CUPO. I commissari hanno anche fatto previsioni nere sul futuro. Hanno infatti spiegato che il Comune è in predissesto, con le aliquote portate ai massimi: questo non consentirà alcuna manovra di riduzione sulla Tarsu. Anzi, hanno detto i commissari, quando saranno eletti il nuovo sindaco e il consiglio comunale, i costi della politica (stipendi e indennità per sindaco, assessori e consiglieri) rischieranno di far sballare il bilancio, portando il Comune al dissesto.

Matteo Mangiacavallo, deputato del Movimento 5 Stelle e promotore dell’audizione, ha commentato: “E’ venuto fuori quadro purtroppo molto fosco, a causa di scelte fatte nel passato sul personale che il Comune ha trasferito all’Ato Gesa. Domani metteremo in votazione la nostra risoluzione in commissione Ambiente. Non abbiamo dubbi che sarà approvata, ma quello che ci hanno raccontato i commissari ci fa temere che non potrà avere efficacia. Noi siamo dalla parte dei cittadini di Racalmuto, ma siamo consapevoli che per Racalmuto occorre trovare una soluzione straordinaria”.

Ecco il testo della risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle al governo regionale, firmata dai deputati Matteo Mangiacavallo e Giampiero Trizzino.

Sala d'Ercole

Sala d’Ercole

PREMESSO:

  • che nel 2005 il Comune di Racalmuto ha consegnato i ruoli dei contribuenti ai fini della Tassa per la Raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani (acronimo TARSU), giuste norme di settore, all’A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale) Gesa Ag 2;

  • che il predetto Ambito Territoriale è costituito tra i Comuni di Agrigento, Aragona, Cammarata, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Realmonte, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Siculiana, San Giovanni Gemini;

  • che attualmente la società d’ambito è in fase di liquidazione dovendo passare la gestione dei rifiuti nuovamente in mano ai comuni attraverso la costituzione delle S.R.R. e degli A.R.O., giusta normativa di settore;

  • che la riscossione dei tributi per gli anni 2006 – 2012 pare sia avvenuta sempre sulla scorta dei ruoli forniti dal Comune e mai aggiornati;

  • che il gestore dei rifiuti ha provveduto alla riscossione mediante invio di cartelle ai contribuenti;

  • che il contratto fra il gestore e l’ente pubblico poneva a carico di quest’ultimo la copertura dei costi del servizio non coperti attraverso l’incasso principale della TARSU;

  • che lo stesso contratto prevedeva una compensazione fra le somme per la copertura del servizio negli anni e quelle coattivamente riscosse dall’A.T.O. nei confronti dei contribuenti inadempienti negli anni precedenti;

  • che per il 2006 venne rilevato il mancato pagamento dell’imposta per le c.d. “seconde case”, spesso abitazioni rurali non servite dalla raccolta e occupate dai proprietari per brevi periodi all’anno, specie d’estate;

  • che attraverso la riscossione coattiva l’A.T.O. riuscì ad incamerare delle somme che, sempre giusto il contratto con l’ente, sarebbero dovute andare a compensazione delle somme per la copertura dei servizi negli anni successivi;

  • che tutto questo non solo non avvenne allora ma non risultano posti in essere atti di accertamento per gli anni successivi;

  • che nel 2010 ebbe a concludere un accordo di natura transattiva con l’A.T.O. Gesa AG2 col quale, preso atto che quest’ultimo ente era debitore nei confronti del comune di Racalmuto di una somma di denaro ammontante a circa 100.000,00€, si impegnava a compensare detta somma con quella dovuta dal comune per la gestione dei r.s.u. congiuntamente alle altre che avrebbe incamerato attraverso la riscossione coattiva.

  • che al 31/12/2012 il ruolo tornò nelle mani del comune di Racalmuto;

  • che lo stesso ente, malgrado la ristrettezza delle risorse, è riuscito sempre negli anni a corrispondere all’A.T.O. Gesa AG 2 le somme tutte per la copertura dei servizi forniti, risultando, pertanto, uno dei pochi comuni virtuosi in seno alla società d’ambito;

  • che con Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2012 veniva sciolto il consiglio comunale di Racalmuto e nominata la Commissione Straordinaria per la gestione dell’ente (GU n. 93 del 20-4-2012), commissione i cui poteri sono stati prorogati di ulteriori sei mesi con Decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 2013 (Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Racalmuto in G.U. Serie Generale n.199 del 26-8-2013);

  • che nel pieno dei loro poteri i Commissari hanno adottato la deliberazione n. 10 del 21/06/2013 con la quale ha stabilito gli importi dovuti per la TARSU per l’anno 2012, divisi per categorie di immobili previsti all’art. 7 del Regolamento Comunale per l’applicazione della Tarsu, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 98 del 05/12/1995;

  • con deliberazione n. 15 del 15/05/2013 veniva approvato il Regolamento Comunale l’istituzione e l’applicazione dei tributo per i rifiuti e i servizi (TARES);

  • con deliberazione n. 36 del 28/11/2013 si stabiliva di mantenere invece per l’anno 2013, giuste le facoltà previste dalla legge, la TARSU;

  • con deliberazione n. 37 sempre del 28/11/2013 veniva revocata la deliberazione n. 15 del 15/05/2013 di istituzione della TARES;

  • che nella delibera n. 36 del 28/11/2013 si prende atto che per l’anno 2013 il costo per la r.s.u. ammonta ad € 1.956.034,30 e di conseguenza si stabilivano gli importi per le varie categorie;

  • che non sembrano esistere documenti giustificativi che portino all’esorbitante somma di cui si è testé detto mancando, sia presso il Comune di Racalmuto che presso l’A.T.O. Gesa AG2 un piano industriale dei costi;

  • che l’assenza di documenti giustificativi dei costi viene segnalata financo nella relazione al bilancio preventivo del 2013 redatta del collegio dei revisori dell’ente (pag. 16 del parere dell’Organo di Revisione sul Bilancio di previsione 2013 allegato al bilancio di previsione 2013);

  • che l’ente, nel rispetto dei ruoli e competenze di cui nuovamente è stato investito a partire dal 01/01/2013, sta provvedendo ad aggiornare i ruoli e inviare ai contribuenti cartelle con richieste di pagamento della TARSU per il 2007 e gli anni a seguire relativi a presunte evasioni, omesse denunce e altre irregolarità che l’ente ritiene di aver riscontrato;

VISTA:

la determinazione della Commissione Straordinaria del comune di Racalmuto n. 36 del 28/11/2013 nella quale testualmente si legge:

  • “esaminata la proposta di deliberazione relativa alla rideterminazione tariffe “TARSU” per l’anno 2013, sulla quale sono stati resi i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile ai sensi dell’art. 53 comma I della Legge n. 142/90 come recepita dalla Regione Siciliana con Legge n. 48/91, modificata ed integrata dall’art. 12 della legge regionale 30/2000;

  • Rilevata l’insussistenza di motivi ostativi all’approvazione

DELIBERA

approvare la rideterminazione tariffe per la tassa rifiuti solidi urbani interni da applicare per l’anno 2013 alle categorie di seguito riportate […]”

RILEVATO:

  1. che detta determinazione appare illegittima in più parti ed invero:
    1. non sono indicati documenti in grado di dar conto di quali servizi vengono svolti;

    2. non si da atto di una puntuale e precisa ragione che ha portato ad un aumento, in corso d’anno, della previsione dei costi da € 1.631.262,00 ad 1.956.034,30 pur richiamando due precise note del locale Ufficio di Ecologia ed ambiente;
    3. nel determinare i costi non si tiene conto delle previsioni di recupero dell’evaso per gli anni pregressi a partire dal 2007 in poi;

    4. contiene un aumento spropositato delle tariffe che passano, per esempio, per la Categoria 1 (quella nella quale rientrano la quasi totalità degli immobili a Racalmuto) da € 5,46 ad € 7,17 per metro quadrato;

    5. nella previsione dei costi, per come è dato estrapolare dal parere dell’Organo di Revisione sul Bilancio di previsione 2013 allegato al bilancio di previsione 2013, vengono inseriti anche costi per il personale – ammontanti da € 406.103,00 salvo ulteriori modifiche – mentre questo dovrebbe rientrare fra le somme trasferite all’ATO Gesa AG 2;

    6. nulla viene detto circa l’esenzione degli immobili comunali vuoi essi di proprietà dell’ente che di proprietà di terzi ma in uso al comune giusti contratti di locazione (qualora l’ente decida di esonerare detti immobili dalla TARSU non può far carico ai cittadini contribuenti della quota non riscossa a causa dell’esenzione ma dovrebbe prevedere in bilancio la copertura attraverso altre entrate);

    7. mancano del tutto documenti comprovanti i controlli in merito ai servizi effettivamente erogati rispetto a quelli di cui nella c.d. “carta dei servizi” e per l’effetto si da per scontato che tutti i servizi contenuti nella “carta dei servizi” siano di fatto stati effettuati;

CONSIDERATO:

  • che, tale situazione, innestandosi in un tessuto socio – economico al limite della sopravvivenza, viene ad aggravare la situazione economica delle famiglie molte delle quali monoreddito e/o con reddito da pensione sociale.

  • che la totale confusione in merito alla cattiva gestione dei rifiuti, che da potenziale risorsa sono divenuti ancora una volta un cancro per la comunità, ingenera inquietudine, paure e angoscia;

  • che la raccolta e quindi il recupero dei materiali riciclabili, che potrebbero trasformarsi da costo in risorsa, nel territorio comunale raggiunge percentuali reali irrisorie malgrado vi insista un centro di raccolta differenziata attrezzato con macchinari vari mai entrati in funzione.

Tutto ciò premesso, visto, rilevato e considerato,

LA COMMISSIONE AMBIENTE E TERRITORIO

IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE:

ad invitare la Commissione Straordinaria a:

  • intervenire tempestivamente a tutela dei cittadini residenti nel comune di Racalmuto revocando in autotutela la determinazione n. 36 del 28/11/2013;

  • attenzionare e preventivare le somme che si ritiene di poter incamerare da una efficace ed efficiente lotta all’evasione al fine decurtare detta somma dal costo del servizio per il 2013 e gli anni a seguire, rideterminando contestualmente il complesso dei soggetti passivi dell’imposta con conseguente definizione dei parametri della base imponibile e della tariffa;

  • adottare urgentemente tutte le iniziative necessarie volte a garantire il regolare e corretto funzionamento degli uffici di gestione della raccolta e smaltimento dei r.s.u. sino all’entrata in funzione delle S.R.R. e degli A.R.O.,

  • intervenire presso l’A.T.O. Gesa AG2, quale gestore del servizio integrato per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, affinché si faccia definitivamente chiarezza sulle somme che questa probabilmente deve al Comune di Racalmuto;

  • sospendere la riscossione della terza rata dell’anno 2013 nonché gli accertamenti degli anni pregressi non ancora vicini al termine prescrizionale.

 

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5 Responses to Tarsu, all’Ars si parla di Racalmuto. Audizione conclusa: le tariffe non calano

  1. IRATUS PROCREATOR Rispondi

    25 marzo 2014 a 17:20

    Per un paese straordinario governato da una commissione straordinaria evidentemente ed inevitabilmente occorre trovare una soluzione straordinaria!!
    Di ordinario rimane l’amaro in bocca ai racalmutesi! Per addolcire il loro palato prossimi aumenti della tassa sulla monnezza!! Che cosa vuoi di più un amaro sciasciano??!!
    AD MAIORCA FARINACEE ESPERANDO SEMPER

  2. Salvatore T. Rispondi

    25 marzo 2014 a 17:20

    E io pago… pago…pago… non ne possiamo più

  3. Nicolò Vignanello Rispondi

    25 marzo 2014 a 19:34

    Al netto delle responsabilità anche solo politiche e morali di tutti noi che, chi più chi meno, ci siamo disinteressati della questione quando ci faceva comodo e ancor di più di chi questo comune ha amministrato, continuo a non capire: una volta si afferma che il personale transitato all’ATO GESA nel 2007 o giù di lì è sempre stato a carico dei cittadini contribunenti TARSU ai quali si aggiungono per il 2013 gli operatori ecologici mai transitati nella società d’ambito; un’altra volta si dice che l’aumento di 350.000,00€ è dovuto a questo personale che pur essendo impiagato presso l’ATO veniva pagato dai Racalmutesi.
    Io davvero mi rifiuto di capire anche se ho avuto modo di affrontare la questione da vicino mi pare che si voglia deliberatamente far poca chiarezza sui costi.
    Ma non è solo la questione TARSU che mi brucia quando il giudizio espresso, ancora una volta fuori luogo, dai Commissari per i quali i costi della politica faranno saltare il bilancio. Ammesso e non concesso che i loro compensi non siano pagati dai racalmutesi (in modo sia pure indiretto alla fine lo sono sempre), mi pare di capire che la loro soluzione sarebbe quella di un commissariamento ad oltranza e quindi mi chiedo e vi chiedo: Racalmuto è ancora un paesino in cui vige la democrazia!?

  4. Nicolò Vignanello Rispondi

    25 marzo 2014 a 20:59

    Dimenticavo: complimenti per la risoluzione, spero si ottenga qualcosa.

  5. Angelo Cutaia Rispondi

    25 marzo 2014 a 21:44

    intanto dobbiamo ringraziare il M5S per l’interessamento e la puntuale relazione. Mi chiedo chi ha trasferito e chi all’ATO. Si poteva fare altrimenti? E’ vero che vi sono dei nominati? perché non si è ancora provveduto al servizio in proprio e si procede per proroghe di due mesi in due mesi?

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