Suor Cecilia, quando la fede e il coraggio raccontano una vita straordinaria

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Racalmuto le ha oggi dedicato una strada. La Toponomastica femminile si arricchisce di una nuova storia

Foto di Nicolò RizzoQuando la toponomastica racconta storie straordinarie. E’ proprio il caso di dirlo. Così è per il nome e le vicende legate ad una donna di Racalmuto. Ad una suora il cui il nome adesso sarà legato ad una strada importante del “suo” paese: la via del Serrone, che collega il centro abitato del paese con la nuova 640. Lei è Suor Angela, al secolo Suor Cecilia Basarocco, nata il 7 novembre del 1914 e morta a Niscemi il 20 ottobre del 1986. Racalmuto è il paese dove è nata. Niscemi è la città dove ha vissuto tutta una vita. E i niscemesi devono molto a questa monaca che guidò le sorti dell’ospedale per cinquant’anni, come scrisse due anni dopo la sua scomparsa, su Malgrado tutto, Alfio Zappalà Ségur, un medico che gli era stato accanto in sala operatoria. E a lei, nel ’94, è stato dedicato l’ospedale dove Suor Cecilia ha servito gli ammalati e le loro famiglie. Una donna straordinaria legata in particolare ad un episodio poco conosciuto.

Suor Cecilia, nei giorni dello sbarco americano, nel 1943, da meno di dieci anni prestava la sua opera all’ospedale civile di Niscemi. L’11 e 12 luglio del ’43 dall’ospedale fuggirono tutti, medici e infermieri. Solo Suor Cecilia restò a curare i feriti. Tra questi c’erano dodici soldati tedeschi condannati alla fucilazione. Schierati davanti ad un muro dell’ospedale, dove il plotone era pronto a fare fuoco ecco, furono salvati dalla suora che, con tanto di coraggio, si pose davanti ai fucilieri americani gridando fortemente “Sparate anche su di me e che Dio vi perdoni”. I soldati tedeschi restarono vivi grazieAlla manifestazione presenti anche i familiari di Suor Cecilia all’intervento della suora racalmutese: “Una lezione lontana nel tempo – ha scritto da Palermo il Console onorario della Repubblica Federale di Germania Vincenzo Militello in occasione della cerimonia di oggi – ma la cui eco per fortuna non si è spenta ancora per quella scelta priva di esitazioni di proteggere chi in quel frangente appariva soccombente alla forza delle armi”.

Questo drammatico episodio e il grande atto di eroismo di Suor Cecilia sono rimasti quasi nel silenzio. Lei stessa, raccontano coloro che l’hanno conosciuta, non ne parlava. Rifiutò persino medaglie e ringraziamenti ufficiali. “Quando veniva a Racalmuto – ricorda l’arciprete Don Diego Martorana – se ne stava in preghiera, mite e sicura di se”.
Stamattina la cerimonia d’intitolazione della via, nei pressi della chiesetta del Serrone, alla presenza dei Commissari straordinari del Comune di Racalmuto Galeani, Buda e Salerno, del sindaco di Niscemi Francesco La Rosa e del presidente del Consiglio comunale (ancora preoccupati per le sorti dell’ospedale dedicato alla suora di Racalmuto che rischia di chiudere per via dei tagli alla sanità) e di una rappresentanza dei ragazzi dei due paesi. C’erano anche le suore della sacra Famiglia di Niscemi e tanti giovani delle due comunità.

Un momento della manifestazione al CastelloPoco dopo, al castello Chiaramontano, l’incontro sulla figura di Suor Cecilia Basarocco alla presenza dei rappresentanti dei Lions e degli studenti. Gli alunni della scuola media “Pietro D’Asaro” Melania Marchese, Roberta Noto Campanella, Daniela Sardo ed Eliana Scimè hanno letto le loro riflessioni sulla figura di Suor Cecilia. Il gruppo “Bonilli band” di Niscemi, composto da una decina di ragazze e ragazzi, hanno interpretato con le musiche e le parole di Aurora Evola e Simona Maria Magmano, i momenti della vita della suora di Racalmuto.
Commovente il ricordo della superiora delle suore della Sacra Famiglia, Suor Silvia Minutilli: “La manifestazione di oggi – ha detto – è un segno di vera riconoscenza per una suora che si è incarnata nella realtà storica e ambientale di Niascemi al punto di essere identificata come l’ospedale stesso di Niscemi”.
Una manifestazione sobria, quella di oggi, dedicata ad una figura importante che appartiene a tutta la Sicilia. Il nome di una donna che si può ben inserire nell’albo d’oro delle donne siciliane protagoniste della storia.

Salvatore Picone

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