Sulla “Strada degli Scrittori” arrivano i precari: “Il nostro futuro è incerto”

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Ieri sera a Racalmuto, durante la giornata conclusiva dell’evento, la protesta civile dei precari del Comune.

precari 2

E’ sembrato più un richiamo all’attenzione che una protesta vera e propria. Solo uno striscione, tenuto ai lati da alcuni precari del Comune di Racalmuto, ha rappresentato il loro modo di manifestare. Una maniera civile e democratica per dire: “noi ci siamo, siamo i precari del comune di Racalmuto. Non percepiamo stipendio da due mesi, il nostro futuro è incerto”.

Tutto questo è successo in occasione della kermesse di ieri sera in piazza Castello, a Racalmuto, che concludeva la manifestazione della “Strada degli Scrittori”. Numeroso il pubblico, rappresentato anche da esponenti politici, religiosi e militari.

Felice Cavallaro, dal palco,  ha  sottolineato  la presenza dello striscione, parlando dell’importanza del posto di lavoro e  invitando i presenti e, soprattutto le forze politiche, a cercare al più presto una soluzione soddisfacente.

precari 1

Per l’occasione, si aspettava  a Racalmuto, il presidente della Regione,  Rosario Crocetta – che  improrogabili impegni hanno trattenuto a Palermo – e forse questo era l’obiettivo dei precari, quello di rendere visibile a tutti e di sensibilizzare il governatore della Sicilia, su un problema che non può più attendere e che occorrerà affrontare al più presto, prima della fine dell’anno e prima che vadano in scadenza i contratti. Una incertezza che non lascia tranquilli questi lavoratori, che temono per il posto di lavoro, che hanno famiglia, figli, il cui lavoro rappresenta, per alcuni, l’unico sostentamento.

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One Response to Sulla “Strada degli Scrittori” arrivano i precari: “Il nostro futuro è incerto”

  1. angela fucà Rispondi

    13 settembre 2014 a 13:56

    “Non tutti ci sono e non tutti lo sono”
    così recita una scritta all’ingresso di un posto di dolore chiuso qualche anno fa grazie alla legge Basaglia. Non tutti eravamo presenti ieri, non importa, da che mondo è mondo alcuni vanno in prima fila, altri preferiscono non mostrarsi. Scelte, la vita è fatta di scelte! C’è chi la mattina si reca al proprio posto di lavoro e si adopera a dare il proprio contributo, c’è chi semplicemente timbra la presenza ed evapora, c’è chi preferisce presenziare il territorio senza mintiri un itu nnì l’acqua calla, c’è anche chi con assoluta dedizione e dignità produce se anche mezzi e habitat del posto di lavoro siano quasi proibitivi … Quelli che eravamo lì ieri, quelli dello striscione, abbiamo poco da rivendicare, stante che non abbiamo un contratto di lavoro e dubito mai l’avremo. Non temiamo quindi di perdere un posto di lavoro perchè il nostro non è un posto di lavoro. Il governatore Crocetta dovrebbe spiegare dove son finiti i soldi del sussidio di disoccupazione, distolti per non si sa quale nobilissima altra causa, e dare direttive su come si arriva a fine mese se quello è l’unico introito del nucleo familiare. C’è silenzio, troppo silenzio sulla sorte dei precari, e se non cambia nulla, dal primo gennaio faremo tutti parte della tanto sbandierata macelleria sociale che in campagna elettorale il nostro presidente aborriva. Ma Crocetta e compagnia bella pare siano in tutt’altre faccende affaccendati…
    grazie per l’attenzione.

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