Sulla luna l’impronta dell’uomo. Quella straordinaria notte di 45 anni fa

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Quarantacinque anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna. Franco Foresta Martin, giornalista scientifico, ricorda per noi quella notte storica attraverso le pagine del Giornale di Sicilia illustrate dai disegni di Andrea Carisi. In basso, la fotogallery

Da domani e fino al 10 maggio, alla Biblioteca Museo Luigi Pirandello di Agrigento, la mostra didattica “Il tempo della luna”  sulla più importante avventura umana  nello spazio. E’ la prima iniziativa dell’Associazione “Notte con le Stelle”, presieduta da Tommaso Parrinello. Per l’occasione Franco Foresta Martin, giornalista scientifico del Corriere della Sera, ha rievocato per noi quella notte.

Lo sbarco dell’uomo sulla Luna (Apollo 11, luglio 1969) ebbe su di me un duplice impatto emotivo: sia per l’eccezionalità dell’impresa, che potevo apprezzare fin nei minimi dettagli in quanto giovane cultore di scienze, sia perché rappresentò una straordinaria occasione di affermazione personale nella professione giornalistica.

Franco Foresta Martin

Franco Foresta Martin

Avevo 23 anni, ero studente della facoltà di Scienze di Palermo, laureando in Geologia, e da quattro anni  collaboravo assiduamente col Giornale di Sicilia, con articoli di divulgazione scientifica.  Ai primi di giugno del 1969 fui convocato dai due capiredattori centrali del giornale: Roberto Ciuni, il “politico”, e Giuseppe Geraci, il “tecnico”, entrambi due indimenticabili maestri di giornalismo, purtroppo scomparsi.

Mi chiesero se me la sentivo di curare la redazione di 3-5 pagine al giorno di servizi speciali che avrebbero dovuto illustrare e spiegare l’impresa, per tutta la sua lunga durata di dieci giorni. Se avessi accettato, avrei ottenuto, come premio, la firma in testa su ciascuna delle pagine speciali.

La prima pagina del Giornale di Sicilia con il disegno di Andrea Carisi

La prima pagina del Giornale di Sicilia con il disegno di Andrea Carisi

Ovviamente accettai e cominciai subito a predisporre dei servizi di spiegazione tecnica e scientifica, che poi avrei affiancato alla cronaca dei fatti e ai commenti di altri collaboratori. Una cura particolare doveva essere dedicata alle illustrazioni tecniche per spiegare l’impresa, che avrei abbozzato io stesso alla meno peggio, ma che poi sarebbero state artisticamente interpretate da un giovane e bravo disegnatore agrigentino: Andrea Carisi, con cui ebbi il piacere di collaborare in quella circostanza.

Il 16 luglio, con il lancio del potente Saturn V, ebbe inizio il grande balzo, reso più emozionante da una sorta di gara che si era ingaggiata fra l’Apollo 11, con i tre astronauti americani a bordo, e una sonda automatica russa, Lunik 15, anch’essa indirizzata verso la Luna, ma poi destinata a fallire l’atterraggio morbido.  E anche per me iniziò la maratona delle pagine “Speciale Luna”.

Le complesse manovre orbitali, come si vive nella capsula Apollo, cosa mangiano i tre astronauti, i pericoli cui sono esposti durante il viaggio di 380.000 km; ma anche l’impatto politico e culturale dell’impresa, come essa fosse stata preconizzata dai grandi autori della letteratura di tutti i tempi: tutti questi erano i temi con cui riempivo le pagine speciali, suscitando il vivo interesse dei lettori i quali, a quei tempi, partecipavano con telefonate di curiosità e apprezzamenti.

Andrea Carisi (Fonte Grandangolo)

Andrea Carisi (Fonte Grandangolo)

Il pomeriggio di domenica 20 luglio, quando il mitico LEM, il modulo di escursione lunare con Armstrong e Aldrin, si accingeva a lasciare l’orbita lunare per atterrare nel Mare della Tranquillità, proposi ai capiredattori, in caso di successo, di uscire con un’edizione straordinaria, prima ancora che si compisse la famosa passeggiata, programmata per le 3-4 del mattino successivo (ora italiana).

Col consenso del direttore e co-editore Piero Pirri Ardizzone, la proposta fu accettata, e così, poco dopo le 22, appena le agenzie annunciarono che il LEM aveva poggiato le sue zampe di ragno sulle rocce lunari, mandammo in macchina l’edizione straordinaria, con un titolo color arancione che occupava tutta la prima pagina: “Sulla Luna l’impronta dell’uomo”.

Franco Foresta Martin con l'edizione straordinaria del Giornale di Sicilia

Franco Foresta Martin con l’edizione straordinaria del Giornale di Sicilia

Quando la rotativa si mise in moto, Ciuni, Geraci ed io scendemmo al piano terra per il piacere di salutare l’uscita di quello storico numero del giornale.

Io presi la prima copia ancora fresca d’inchiostro e chiesi ai due capiredattori di apporre il loro autografo in prima pagina, in ricordo di quella indimenticabile avventura professionale.

L’ho conservata per 45 anni e proprio quest’anno, accompagnando un gruppo di studenti delle scuole di Ustica (la mia isoletta natìa) in  visita alla redazione del Giornale di Sicilia, l’ho “riportata a casa”, donandola all’archivio del giornale.

 

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One Response to Sulla luna l’impronta dell’uomo. Quella straordinaria notte di 45 anni fa

  1. Antonio Vanadia Rispondi

    7 maggio 2014 a 22:32

    Il 21 luglio del 1969 avevo 9 anni e mi trovavo a Lampedusa allora l’isola era splendida….7-8 auto, qualche motocicletta,una sola pensione e un locale che definire trattoria era azzardato,un negozietto che vendeva di tutto,non esisteva il porto e nemmeno l’aeroporto…a mezzogiorno sulla spiaggia completamente deserta dell’isola dei conigli trovai sulla battigia il piastrone di una caretta abbandonato da un pescatore.
    La sera nei vicoli del paese si spargeva il profumo del pesce che gli abitanti arrostivano sull’uscio di casa….ricordo che vidi più di una mamma chiamare a raccolta i propri bimbi perchè quella sera sbarcavano sulla luna ed era pericoloso stare in giro …..chissà ,dicevano le mamme preoccupate ,la luna potrebbe cadere….

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