E sul finire la “rossa fiesta” lascia tantissima “dolcezza”

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Racalmuto, per la Festa del Monte realizzati una torta a forma di Cero dei borgesi e il santuario della Madonna del Monte di cubbaita e zucchero caramellato. Un’antica tradizione che potrebbe essere valorizzata con momenti dedicati alle specialità dolciarie del territorio.

La festa del Monte (foto Giovanni Bello)

Non c’è festa senza dolci. Un elemento delle feste di piazza che non perde il suo fascino resta senz’altro la cubbaita, un’eccellenza araba che è parte integrante di ogni festa. Così come resta fondamentale il dolce in sé. A Racalmuto, per esempio, durante la festa del Monte – siamo ormai alle battute finali, con la chiusura delle iniziative collaterali domani sera in piazza Crispi – i dolci la fanno da padrone.

Gelati, granite, taralli (zucchero filato per i più piccoli) e cubbaita sono elementi che non devono mancare. Quest’anno addirittura la festa si è contraddistinta anche per una torta sontuosa a forma di Ciliu, realizzata dal pasticcere Ivan Parisi per la presentazione della nuova bandiera del “Cero dei Borgesi” di Salvatore Lauricella, e per quel monumento di mandorle e zucchero esposto in piazza, accanto la statua di Leonardo Sciascia, dal torronificio di Sandro Nitro che ha realizzato una piccola chiesa del Monte, con tanto di scalinata, con mattoni di mandorle e impasto di zucchero.

Due “dolci” monumenti che racchiudono gli elementi fondamentali della festa barocca e colorata dedicata alla Madonna del Monte. Del resto, la tradizione della cubbaita per la festa di Racalmuto è assai antica. E ce l’ha raccontata anche quest’anno Nino Li Calsi che da una vita mantiene fissa la posizione della sua colorata bancarella nel cuore della piazza: “Si, la tradizione è antica – ci racconta – noi siamo qui da sessant’anni. 

Nino Li Calsi

Avevo 15 anni quando sono venuto la prima volta. Da questa bancarella ho visto passare mezzo secolo di processioni, tamburi, cilii e bande. Ricordo che ai tempi di mio padre Girolamo veniva a sedersi qui Nardo Vella, un racalmutese che sapeva fare bene la cubbaita. Era in pensione e si godeva la festa da qui, accanto al profumo dello zucchero caramellato“.

Gruppo Tammurinara “Maria SS. del Monte”

Ed ecco l’idea, magari per i prossimi anni: dedicare a questo dolce di mandorle che sa davvero di festa, uno spazio nel programma, magari con esposizioni e degustazioni. Per esaltare, come si fece per esempio fino all’anno scorso per i tammurinara, con la giornata di raduno dei gruppi siciliani organizzata da Lorenzo Gagliardo, una particolarità della festa che si caratterizza sempre di più per il valore che si dà alle tradizioni che piacciono ai cittadini prima di tutto, ma anche ai turisti.

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