Storia di Cudduredda

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Il terremoto del 1968 in Sicilia

Copertina del libroOgni giorno continuiamo a vedere in tv i disastri causati dal sisma dei giorni scorsi in Emilia: l’Italia continua a piangere i suoi morti, a contare i danni e la maggior parte degli osservatori ritiene che l’intraprendente popolo emiliano saprà riprendersi velocemente da questa terribile calamità.
E’ quello che crediamo e speriamo anche noi.
La notte tra il 14 ed il 15 gennaio del 1968, anche la Sicilia fece i conti con uno straordinario terremoto che, anche soprattutto per la povertà strutturale ed economica delle zone colpite, fu un vero e proprio disastro: centinaia i morti, decine di migliaia gli sfollati, numerosi paesi – Montevago, Salaparuta, Gibellina, Santa Margherita Belice – praticamente rasi al suolo.

In un’epoca in cui non esistevano norme di prevenzione, non esisteva la Protezione civile e in un’area della Regione, la Valle del Belice, che viveva quasi esclusivamente di agricoltura e pastorizia si assistette per lunghe settimane a vere e proprie scene di disperazione.
Al confine tra occidentale tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo furono mesi di angoscia cui seguì un’infinita opera di ricostruzione che chissà se oggi, può dirsi ancora conclusa: varie comunità furono ricreate ex novo nei pressi delle vecchie città.Terremoto Belice
A poche settimane dal sisma l’editore Andò pubblicò un libro, ormai molto raro, in cui raccolse cronache, fotografie, testimonianze e riflessioni, pubblicate su quotidiani nazionali e regionali, di giornalisti come Felice Chilanti, Marcello Cimino, Roberto Ciuni, Giuseppe Quatriglio e di intellettuali come Leonardo Sciascia.
C’è un immagine pubblicata in quel libro che forse, più di ogni altra racconta la disperazione di una comunità che ha perso tutto e si ritrova in fila, con scodelle di fortuna, in attesa di un pasto caldo che, in quei momenti, tardava purtroppo ad arrivare.
Ed una storia, scritta da Giuseppe Servello, cronista del Giornale di Sicilia, che racconta di una piccola bambina di 6 anni e mezzo, “Cuccuredda”, che dopo aver resistito per ben 60 ore sotto le macerie di Gibellina, non riuscì a vincere la più importante battaglia della sua giovanissima ed esile vita.

Visualizza l’articolo di Giuseppe Servello

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