Spazzatura, l’immagine della vergogna

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L’emergenza rifiuti, il danno e la beffa metafora della Sicilia

Spazzatura nei pressi del CastelloLa spazzatura aumenta nei diciannove Comuni consorziati con l’Ato Gesa Ag 2. Torna l’emergenza. Da quattro giorni operai in sciopero. I sindacati chiedono all’Ato “una assunzione di responsabilità”. A Racalmuto, dove si paga la Tarsu più elevata d’Italia, oltre il danno la beffa. Quartieri sporchi e cassonetti stracolmi. La gente confusa con le bollette ancora nel cassetto. La piazza di Regalpetra ancora metafora del mondo

Ecco come si è svegliata Racalmuto stamattina. Cassonetti strapieni di spazzatura ovunque. Qui siamo in piazza Barona, ai piedi del castello Chiaramontano, sede di mostre d’arte ed eventi culturali. Stessa scena negli angoli più suggestivi del paese, vicino le scuole, in periferia. Sacchi di immondizia ammassati dentro e fuori i cassonetti. Montagne di pattume che da giorni ormai attira solo cani e topi.

Stesse scene drammatiche nei 19 Comuni della provincia consorziati con Gesa Ag2. Oltre al Comune di Racalmuto fanno parte dell’Ato rifiuti, costituita nel 2002, la Provincia Regionale di Agrigento e i comuni di Agrigento, Aragona, Cammarata, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Empedocle, Raffadali, Realmonte, San Giovanni Gemini, Sant’Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro e Siculiana.
Paesi e città che in questi giorni rivivono un’emergenza che sembra ormai una routine. La gente sembra ormai rassegnata.

Belvedere con spazzatura ad AgrigentoIntanto continua da quattro giorni lo sciopero degli operatori ecologici, che attendono i pagamenti da parte della società. Ieri sera il liquidatore dell’Ato Teresa Restivo ha riunito i sindaci dei Comuni per cercare ancora una volta una soluzione.

I cittadini che vivono in queste comunità si godono per ora la sporcizia e la vergogna di appartenere ad un territorio disastrato e abbandonato. I sindacati – Cgil, Cisl e Uil – chiedono a Gesa di pagare gli stipendi: “La gravissima situazione che si è determinata nell’ambito AG2 – si legge nella nota – dove i lavoratori che non ricevono da mesi la retribuzione, alla fine esasperati hanno interrotto le attività, necessita di una assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro i quali sono coinvolti, a vario titolo e livello, per trovare soluzioni anche estemporanee e tampone alla emergenza che si è delineata”.

L’esempio eclatante torna ad essere Racalmuto, la Regalpetra divenuta ancora una volta sciascianamente microcosmo e metafora dei mali dell’isola. La Tarsu da pagare è arrivata alle stelle. Le bollette in media raggiungono cifre esorbitanti. In alcuni casi anche oltre le mille euro (per non parlare di esercizi commerciali e Circoli ricreativi considerati tali). E’ la tassa sulla spazzatura più elevata d’Italia, che ha fatto scendere in piazza oltre quattrocento cittadini per protestare, per dire “no”.
Intanto però il pattume resta in strada. E restano sui comodini le bollette da pagare anche in rate diverse. La gente non sa che fare, è confusa. Aspetta un segnale da parte dei Commissari che amministrano il Comune che, a loro dire, rischia il dissesto. La gente, gli anziani, i disoccupati e i padri di famiglia vogliono chiarimenti. Molti chiamano direttamente l’Ato, ma come spesso accade i telefoni della sede della zona industriale di Agrigento, squillano a vuoto.
L’immagine del paese che tenta da anni di “sfruttare” le bellezze architettoniche e le pagine di Sciascia è ulteriormente danneggiata. L’esempio insomma di una vergogna agrigentina, una vergogna siciliana.

Salvatore Picone

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