“Sogni e passioni”, la Trinacria che si rimbocca le maniche

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Nel libro di Giuseppe Maurizio Piscopo, edito da Medinova, siciliani noti e meno noti raccontano una Sicilia particolare. La casa editrice di Favara alla Fiera del Libro di Torino.

Giuseppe Maurizio Piscopo

Non solo solo numeri quelli che stiamo dando. Un editore “passionario”, Antonio Liotta; uno scrittore “sognatore”, Giuseppe Maurizio Piscopo; un libro che ancora profuma di tipografia; 310 pagine; 60 interviste a personaggi noti e meno noti della Trinacria di oggi. E così, a Torino, nei padiglioni della Fiera del libro, i lettori potranno gustare una Sicilia particolare, fatta di artisti, poeti, medici, giornalisti, scrittori, protagonisti di una raffica di interviste curate da Giuseppe Maurizio Piscopo, docente di scuola elementare, scrittore, musicista di qualità, ricercatore storico, o meglio, sinteticamente “artista poliedrico”.

In “Sogni e passioni”, edito dalla casa editrice favarese “Medinova”, l’autore ha voluto raccogliere le 60 interviste pubblicate in una rubrica sul sito siciliaonpress diretto da Franco Pullara.

Il libro, presentato in anteprima nell’auditorium della Rai nella sede siciliana di viale Strasburgo, in questi giorni sarà oggetto di dibattito a Torino, capitale della lettura grazie ad una Fiera che dimostra che il libro cartaceo ancora ha fascino ed è apprezzato da una popolazione di lettori quotidianamente minacciati dal web e dalle letture digitali.

Giuseppe Maurizio Piscopo è un vulcano in piena attività. Le sue giornate spesso hanno più di 24 ore nel quadrante, se pensiamo che di mattina è in classe con i suoi alunni di scuola primaria, i suoi primi autentici fans. Poi nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, ha ancora “fame”, divorando documenti storici, incontrando artisti e personaggi pubblici e meno noti, scrivendo spartiti per la Compagnia di Canto Popolare, telefonando a giornalisti, editori, fotografi, critici letterari, proponendo lavori inediti mentre ancora in tipografia sono in stampa suoi lavori o in sala discografica si sta incidendo l’ultimo cd.

“Nel libro troviamo testimonianze di vita vissuta –ci dice l’autore- in  uno scrigno di storie e ricordi nelle varie professioni di gente che si impegna ogni giorno e non si piange addosso, ma si rimbocca le maniche per cambiare questo nostro Paese. Personaggi famosi come Pietrangelo Buttafuoco, Salvatore  Ferlita, Alessandro Russo, Umberto Palma, Giuseppe Vullo, registi come Rosario Neri, Aurelio Grimaldi, Salvo Cuccia, Pippo Gigliorosso, Toni Trupia, Maestri noti come Alex Corlazzoli, Rosa Alba Saieva, Francesco Pintaldi, i vigili del fuoco, non vedenti come Calogero Zarcone, ilpittore Pippo Madè, Daniela Spalanca, Peppe Calabrese, Francesco Buzzurro, Nonò Salamone e poi tanti medici importanti del nostro territorio Antonello Bosco, Giuseppe Pecoraro, Michele Amenta,  Roberto La Galla, tanti giornalisti da Mario Pintagro, Salvatore Cusimano, Silvana Polizzi e tanti altri personaggi come Antonio Sutera, Peppe Giuffrè, Edoardo Alaimo, il poeta Angelo Scandurra”.

Il libro sarà presentato al Festival internazionale del libro  di Torino il 19 Maggio. L’autore sarà presente nella città della Mole fino a domenica mattina, per poi raggiungere nella stessa serata Porto Empedocle, per un concerto con il suo gruppo musicale nell’ambito del “Festival della Strada degli Scrittori”.

Medinova alla Fiera del libro di Torino

Nel padiglione 118, grazie ad Antonio Liotta, coraggioso editore dell’area mediterranea, c’è presente un bel “pezzo” di Sicilia, con  oltre 50 libri editi dalla casa editrice che ha sede a Favara.

“Oltre a Giuseppe Maurizio Piscopo –ci dice al telefono Antonio Liotta- Medinova animerà il dibattito culturale tra gli stand del libro con altre due prestigiose firme: quelle di Daniela Spalanca e Maria Concetta De Marco. Medinova ha ormai superato da tempo gli steccati locali, grazie ormai ad un catalogo di titoli di tutto rispetto. Tra tutti cito l’ultimo andato in stampa, “Lo sfascismo” di Antonio Russello, scrittore favarese dalla scrittura brillante, dall’intelligenza non comune, e che solo a distanza di anni dalla sua morte, sta avendo il giusto riconoscimento da parte della critica e dei lettori”.

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