Sogni di una notte di mezza estate

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Quel groviglio di velleità per l’Italia di Monti

Mario MontiDentro o fuori. Sono giorni, anzi ore, decisive per Mario Monti. Il Presidente del Consiglio è sotto assedio, in Italia ed in Europa. I partiti ed i mercati sentono l’odore della crisi.
Monti per salvare il suo paese e l’Italia in pochi giorni deve tirar fuori un coniglio dal cilindro. Tutti lo aspettano al varco, il Coniglio d’Europa del 28 giugno è l’ultima chance.
In Italia il Pdl in dissoluzione sogna la spallata. Secondo l’Espresso Berlusconi avrebbe addirittura un piano segreto per far eleggere Renzi Premier e se stesso Presidente della Repubblica. Un po’ fantastica come ipotesi. E’ vero però che molte anime del Pdl, terrorizzate dal dissolvimento della coalizione, vorrebbero la spallata.

Nei giorni scorsi avevano pensato di dimissionare il ministro Fornero, sgradita ormai anche al Premier dopo i disastri sugli esodati. Ma la Fornero si è salvata ammettendo i suoi errori.
Ora si punta ad un prevedibile deludente esito europeo di Monti, il 28 è difficile che il Premier torni a mani piene, Angela Merkel sembra averlo ormai messo all’angolo ed anche i grandi giornali internazionali lo hanno un po’ abbandonato, Monti può contare solo sull’appoggio del Presidente americano Obama, ma Barak ha i suoi guai interni, deve guardarsi dagli appetiti dei cinesi, che hanno nelle mani il debito pubblico americano, e non è per niente sicuro di essere rieletto.
I mercati sono sempre in fibrillazione e lo spread in agguato, la Germani non ha intenzione di mollare la presa sul rigore, che si traduce sempre più però in implosione continentale, fino alle elezioni americane il sistema reggerà, poi potrebbe veramente deflagrare con conseguenze inimmaginabili per tutti noi.
Tornando ai fatti italiani dopo il 28 è probabile che il Pdl si sfili, a quel punto potrebbe nascere un Monti bis con l’appoggio della sola ala che si raccoglie intorno a Pisanu e trascinarsi fino alla primavera 2013 mentre in una lunga agonia elettorale.
Bersani sogna di fare il Premier e Casini il Presidente della Repubblica, ma il colle resta il sogno anche di Berlusconi, ma soprattutto di Napolitano a cui non dispiacerebbe prolungare il mandato nel nome dell’emergenza che esige un uomo di garanzia, e così dicono i bene informati si spiegherebbero gli ultimi attacchi al Capo dello Stato, i veleni intorno alle telefonate del senatore Mancino sulla scia della trattativa Stato Mafia.
Ma anche Monti in cuor suo sogna il colle, come premio per aver salvato l’Italia, se comunque ci riuscirà.
Ma qualcuno predice che al voto, qualunque sia il sistema elettorale, sarà Grillo a vincere con il 25 per cento. E allora tutti i calcoli sarebbero spazzati via. Resta il dramma di una nazione avvitata su se stessa perduta in un groviglio di velleità senza spessore.

Luigi Galluzzo

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