Le Rubriche

I cilindri del potere e le città vuote nelle opere

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Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di ...

Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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Diceria della Ragione

Rubrica a cura di:Ignazio Scimè

Ignazio Scimè
Melodramma e ironia di qualsiasi lungo dire. Dal paese della ragione una ricca miniera di fatti e vicende che non si compromettono con le malizie della retorica...

Rubriche - Diceria della Ragione

Il preoccupante silenzio delle persone perbene nel paese della ragione

altVisto l'approssimarsi delle elezioni amministrative mi è venuto in mente di proporre al novello Sindaco di cambiare la frase dello stemma del Comune: "Ubmutui et silui cor meum enituit" ("Stetti muto e silenzioso, il mio cuore cominciò a brillare"). Più che un motto o un fregio questa frase oggi appare come una facile e maledetta profezia che detto alla nostrana un vero malu 'nunziu (malo annucio). Chi ha voluto questa frase nell'emblema municipale evidentemente conosceva visceralmente la natura dei racalmutesi o addirittura quella dei siciliani affetti da quel male endemico e strutturale della rassegnazione silente. Ormai molti politici giudizialmente interdetti ed altri auto interdettisi si sono rifugiati nel sottobosco sociale, dove continuano a lavorare instancabilmente alla ricerca di consensi usando i loro soliti mezzi (promesse e impegni), strisciano e scavano senza mai emergere alla luce del sole. (Nella foto di Alessansdro Giudice Jyoti cittadini racalmutesi conversano accanto la statua di Sciascia)

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Rubriche - Diceria della Ragione

Vecchi campanilismi addio. E nasce Racalgrotte. Meglio mettersi insieme per cantare e contare di più. Una riflessione di Ignazio Scimè alla vigilia di Natale

RacalgrotteAl grande concerto di Natale a Grotte, nella scuola che porta il nome di Leonardo Sciascia, c'ero pure io: casualità o causalità? Mi verrebbe da dire che in mezzo a tanta bei cristiani grottesi c'era un racalmutese. Nasce in me spontaneo il confronto tra la comunità grottese e quella Racalmutese e mi chiedo se quella racalmutese si può oggi definire ancora una comunità? Il vecchio ed ormai trapassato campanilismo Grotte-Racalmuto lo ricordo attraverso dei simpatici eventi che sono parte della nostra memoria, delle nostre tradizioni: oggi li racconto, spesso insieme agli amici di Grotte, come momenti divertenti del nostro recente passato.

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Rubriche - Diceria della Ragione

L'analisi di Ignazio Scimè: "Se mi chiedessero di definire l'ultimo ventennio  del mio paese direi: un tramonto lungo vent'anni e una notte"

Notte a Racalmuto"Più buia è la notte, più vicina è l'alba" (Daisaku Ikeda "maestro buddista"). "Dalle nostre parte non si tocca mai il fondo è come un continuo precipitare" (Leonardo Sciascia). Di fronte a due riflessioni così assolutamente vere, una relativa alla speranza spirituale l'altra allo scetticismo reale, la mia mente di racalmutese del 2013 si confonde, si sbaratta. La qualità della vita è ormai ridotta al "minimo sindacale", le condizioni del dialogo inesistenti, le relazioni sociali e politiche regredite alla regola del taglione "occhio per occhio dente per dente".

 

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Rubriche - Diceria della Ragione

Il ruolo di questo giornale: un luogo dove discutere e dibattere

Leonardo Sciascia con Gesualdo Bufalino Racalmuto, 1982"Alla distanza i miei allarmi, le mie constatazioni e contestazioni suoneranno sempre più di verità. Di questa piccola immortalità – nel senso che andrà, anche se di poco, al di là della mia mortalità- sono certo". Voglio ricordare il Maestro Leonardo Sciascia nella ricorrenza del 24° anno dalla sua morte. E lo voglio ricordare così come ci ha insegnato lui con la testa e non con le lacrime, con passione e stima e non con nostalgia e rimpianto, con l'ottimismo della volontà che deve avere il sopravvento sul pessimismo della ragione, parlando delle sue verità, della sua immortalità letteraria il cui mezzo è stato la ragione e l'energia propulsiva è stata il tenace concetto ovvero l'incessante travaglio per scovare la verità.

 

 

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