Le Rubriche

I cilindri del potere e le città vuote nelle opere

News image

Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di ...

Sabato, 8 Marzo 2014

Leggi tutto

Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

News image

Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

Leggi tutto

E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

News image

E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

Leggi tutto

Rubriche - Sussurri e grida

E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione cinica dei condottieri che sanno che la via del potere è sempre lastricata di tradimenti e slealtà

Matteo RenziVeni, vidi, vicit. Come un Cesare dei giorni nostri, Matteo il Magnifico s'è preso l'Italia con la velocità del lampo. Con un blitz durato poche settimane e la determinazione  cinica dei condottieri che sanno che la via della gloria e del potere è sempre lastricata di tradimenti e slealtà, ha asfaltato senza alcuna pietà i suoi avversari e si è assiso in trono. Non sappiamo se a lui un Manzoni de noantri dedicherà tra qualche tempo panegirici del tipo "due volte nella polvere, due volte sull'altar" ne se sarà vera gloria.

Ai posters l'ardua sentenza verrebbe da scherzare imitando il Presidente di una squadra ci calcio che anni fa storpiava in questo modo quell'altra perla di saggezza. Certo Renzi concentra oggi nelle sue mani un potere assoluto che nessun uomo di sinistra ha finora avuto, come giustamente sottolinea Lucia Annunziata.

Ha distribuito incarichi di sottogoverno a tutte le componenti del Pd, è segretario del partito, ha pacificato le forze centrifughe, istallato a Palazzo Chigi, nei ruoli chiave della Presidenza i suoi uomini e le sue donne più fidate. Per il bischero fiorentino capace solo di far battute, cime lo dipingono ancora miopi detrattori, un capolavoro di astuzia degno di un altro grande fiorentino. Machiavellico come pochi Matteo dimostra una lucidità, ma soprattutto una determinazione nell'uso  del potere pari solo ad un altro uomo di sinistra, Romano Prodi. A differenza di quello però, di chi non possiede ancora le vaste relazioni internazionali, e forse proprio memore delle ragioni che al professor bolognese costarono il potere, si è preso insieme a Chigi anche il Partito. Così che non vi sia più un D'Alema che gli faccia le scarpe dalle segrete stanze. Ora la partita è tutta nelle sue mani. E' l'uomo solo al comando che può morire solo di tracotanza. La Hybris, come ci hanno insegnato i greci, è sempre in agguato, e ci condanna. Siamo uomini, non caporali. Spetta anche a noi vigilare affinché quest'altra avventura non sia l'ultima prima del diluvio.

Luigi Galluzzo