Le Rubriche

I cilindri del potere e le città vuote nelle opere

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Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di ...

Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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Spigolando in Archivio

Rubrica a cura di:Gigi Restivo

Gigi Restivo
Dagli scaffali di Malgrado Tutto, le foto, gli articoli, i ritagli di giornali divenuti pezzi introvabili....

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Cinque fotografi e un paese. Due scatti che ricordano la mostra di Giuseppe Leone, Melo Minnella, Mario Pecoraino, Ferdinando Scianna ed Enzo Sellerio. L'articolo di Leonardo Sciascia pubblicato su Malgrado tutto nel giugno del 1985

Ingresso alla mostra presso l'auditorium Santa Chiara. Si intravedono Sciascia e Gesualdo Bufalino (Foto P. Tulumello)

Fotografi «veri»
Racalmuto nelle fotografie

di Leonardo Sciascia

E' stato detto – ed è vero – che non c'è fotografia che nel giro di pochi anni non diventi «bella» per quel che vi si cristallizza di nostalgia, di rimpianto, di sentimento personale o collettivo. E insomma: perché è un «ricordo».

Ma ci sono delle fotografie che nascono «belle», che sono in sé «belle» (e ancora più «belle» si fanno quando la memoria individuale o collettiva in esse si riconosce e si riconosce): e sono le fotografie cui si può conferire, a modo di definizione, quel che Paul Valery diceva della danza: «L'istante genera la forma e la forma fa vedere l'istante».

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Documenti. Nel 2005, l'allora sindaco di Racalmuto Gigi Restivo, con un volantino alla cittadinanza e una lettera di protesta all'Ato rifiuti denunciava che la Tarsu sarebbe diventata presto insostenibile e avrebbe innescato rivolte popolari

Racalmuto, rifiuti abbandonatiNel 2005 veniva costituito l'Ato Gesa 2, incaricato di occuparsi della raccolta dei rifiuti e della riscossione delle tariffe. L'allora sindaco Gigi Restivo, per protesta, si dissociava dalla costituzione dell'Ato e con una lettera ai cittadini e una ai dirigenti dell'Ato denunciava che presto l'Ato sarebbe diventata una macchina per produrre stipendi, con un carico pesantissimo per i contribuenti. Riportiamo integralmente le due lettere per capire come si sia potuti arrivare all'aumento vertiginoso delle tariffe.

LETTERA AI CITTADINI - Maggio 2005

Sono pervenute numerose lamentele e parecchie critiche da parte dei cittadini sull'entità delle somme dovute a titolo di tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU) per l'anno 2004 che, rispetto all'anno precedente, è aumentata notevolmente.

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La campagna di Sciascia nel ricordo degli scrittori

Bufalino alla Noce con Sciascia e i nipoti dello scrittore racalmuteseContinuiamo, dopo il racconto di Leonardo Sciascia, la pubblicazione dei racconti dedicati alla campagna di Racalmuto dove l'autore del "Giorno della civetta" ha scritto quasi tutti i suoi libri.
I racconti, editi da Franco Sciardelli, sono stati pubblicati negli anni Ottanta dal giornale Malgrado tutto. Pubblichiamo oggi "Il vecchio e l'albero" di Gesualdo Bufalino che spesso andava a trovare Sciascia alla Noce.

A seguire le foto di Lillo e Gianmarco Conte sulla manifestazione di domenica scorsa nella terrazza della Noce, all'ombra della casa dello scrittore.

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Letture di Leonardo Sciascia, musica e conversazioni a Racalmuto, all'ombra della casa dell'autore de "Il giorno della civetta". Ecco il racconto di Leonardo Sciascia su Contrada Noce

All'ombra della casa di SciasciaOggi, dalle 17, presso il nuovo B&B "Amici della Noce", nell'omonima contrada accanto alla casa dove lo scrittore Leonardo Sciascia ha scritto tutti i suoi libri. In quest'occasione ripubblichiamo - dal numero di "Malgrado tutto" dell'agosto del 1984 - il racconto dello scrittore racalmutese dedicato alla campagna che amò.

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Speciale teatro 2003-2013/Dieci anni dopo

 Le ansie, le preoccupazioni e la frenesia che accompagnarono la riapertura del teatro amato dallo scrittore di Racalmuto. La testimonianza di un protagonista di quei giorni

Il presidente Ciampi in teatroC'è un prima e c'è un dopo. C'è una lunga notte – ricordate? – una notte lunga quarant'anni. Una notte fatta solo di polvere, legni marciti, poltrone devastate. Una notte di buio, nella quale con il cuore stretto si passava davanti alla facciata del nostro teatro, sapendo che là dietro c'era solo abbandono. Poi, per altro tempo ancora, abbiamo aspettato: con pazienza, a volte con rabbia, altre volte con speranza. Ma i tempi erano lunghi. Non era più la notte, ma nemmeno l'alba: c'erano lavori in corso, eterni, accidentati, indefiniti. Quarant'anni così, di nulla o quasi nulla. C'è un prima e c'è un dopo. Il dopo è cominciato il 14 febbraio 2003. Ed è stata subito un'esplosione di colori, di suoni, di festa. Riapriva il teatro, il nostro teatro, così a lungo atteso, così a lungo cercato. E riapriva con i suoi incantevoli stucchi, i suoi ori, i suoi velluti, i suoi riflettori. Una festa alla quale ha voluto partecipare anche il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, in visita qui a Racalmuto, in visita al nostro teatro: era questo il dopo che avevamo immaginato.

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