Le Rubriche

I cilindri del potere e le città vuote nelle opere

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Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di ...

Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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Piazza Regalpetra

Rubrica a cura di:Salvatore Picone

Salvatore Picone
L'attualità, la Sicilia come metafora.
Storie e microstorie raccontate nella piazza di ieri e di oggi...

Rubriche - Piazza Regalpetra

Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di Racalmuto la mostra di pittura dell'artista agrigentino. Un viaggio nel tempo, tra maschere cappelli e identità perdute

Particolare di un'opera di ErriuPeccato che la mostra è durata solo pochi giorni. E si, perché le opere di Alessandro Erriu – esposte fino a stasera nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di Racalmuto – andavano assaporate meglio per coglierne la pittura pura, senza discorsi né orpelli. E fissare moderni paesaggi e figure, piazze cappelli e cilindri.

Che siamo? - pare chiedersi l'artista – e dove andiamo?

Malinconia e struggente ricordo nei volti che assieme fanno popolo. Masse che non pensano, con molte ombre e senz'anima, che in queste opere fanno da spunto ad uno sguardo insistente alle cose di ieri e di domani: per capire le complessità e i bisogni di oggi in relazione al passato.

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"Ricordo i cappelli, i vestiti, le feste e le passeggiate in campagna". Rosalia Messana custodisce la memoria di un tempo: le amicizie, gli antenati, i familiari. Una siciliana insolita: "Sono sempre stata una donna libera e indipendente". E non ha mai rinunciato a un'edizione del festival di Sanremo

La signora Rosalia Messana (foto Salvatore Alfano)Quando è nata lei non c'era ancora Sanremo. Non c'era nemmeno la televisione. Ma del festival della canzone italiana ha visto quasi tutte le 64 edizioni. La prima, andata in onda in tv sessant'anni fa, la ricorda benissimo. Un gruppo di persone incollate davanti a quella scatola nuova che aveva portato il teatro e il cinema nel salotto di casa. Quando è nata lei, non c'era ancora Sanremo, eppure nel suo paese c'era un teatro che funzionava benissimo. Quando è nata lei, era il 1914, a Racalmuto furono uccisi due carabinieri da banditi a cavallo. E nel mese in cui lei è venuta al mondo – era il 21 febbraio di cent'anni fa – al palazzo municipale si discuteva se aderire o no al consorzio idrico del Voltano. Allora come oggi, a gestire le sorti del Comune c'era un commissario governativo. Cent'anni sono passati da allora, ma Rosalia Messana ricorda tutto con illuminata lucidità.

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Il fotografo ha aperto una galleria a Ragusa, dove custodisce i suoi scatti. I ricordi dell'amicizia con Leonardo Sciascia. Il suo sguardo sulla Sicilia dai cento volti

Il fotografo Giuseppe LeoneSorridono i tre scrittori in posa. E sorride anche chi fotografa Sciascia, Consolo e Bufalino alla Noce in quell'estate del 1982. E sorride ancora oggi, guardando questo scatto memorabile, Giuseppe Leone, il celebre fotografo che immortala i tre grandi autori all'ombra della casa di campagna di Racalmuto, dopo una battuta che ha scatenato la risata arguta di Vincenzo Consolo, quella barocca di Gesualdo Bufalino e quella mitica di Leonardo Sciascia. "Mi sono sempre chiesto cosa abbia scatenato quelle risate – ci racconta Leone che siamo andati a trovare nella suo studio-galleria, nel cuore di Ragusa – e riguardando i diversi fotogrammi della pellicola mi sono ricordato che poco prima Sciascia aveva raccontato qualcosa. Ho fotografato tutti i momenti e lo scatto arriva dopo una battuta di Leonardo". E dunque rivive nel ricordo del fotografo della "contea di Modica" non solo quella giornata di luglio in campagna da Sciascia, ma un decennio che gli ha cambiato la vita.

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Dopo la denuncia di Malgrado tutto spuntano le due sculture dell'Ottocento. Una si trova al Comune, l'altra la conserva un artigiano locale

La scultura che si conserva in MunicipioDopo la nostra denuncia sulla scomparsa dei due vasi di pietra (leggi articolo) che adornavano l'ottocentesca fontana Novi cannola di Racalmuto ecco venire fuori i manufatti artistici che raffigurano volti e motivi floreali. Uno si trova conservato al Comune di Racalmuto e solo otto mesi fa l'ufficio Cultura ha recuperato la scultura in pietra conservata e custodita dai fratelli Martorelli, gli ultimi canalara di Racalmuto. L'altro vaso, invece, si trova nel laboratorio di Giuseppe Barravecchia. Alcuni anni fa l'allora presidente della Pro loco Giuseppe Guagliano, con alcuni collaboratori, avevano rimosso la scultura perché "danneggiata e quindi ritenuta pericolosa per l'incolumità dei cittadini e dei tanti ragazzi che frequentavano la piazza".

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Racalmuto. Le due sculture che adornavano la storica fontana Novi cannola non sono al loro posto. Che fine hanno fatto?

La fontana Novi cannola oggi, senza i due vasi di pietraI due vasi floreali in pietra collocati alle estremità della fontana "Novi cannola" di Racalmuto non sono più al loro posto da anni. Non si sa che fine abbiano fatto i preziosi vasi che adornavano la cornice dell'ottocentesca fontana costruita - secondo gli storici - nel 1847 per iniziativa del sindaco Giovanni Scibetta Giudice.

A guardarla ora, senza i due vasi di pietra, l'aspetto dell'importante struttura architettonica sembra abbia perso la naturale armonia pensata dal suo progettista, il Frà Vincenzo Di Carini.

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