Le Rubriche

I cilindri del potere e le città vuote nelle opere

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Si conclude oggi nella galleria dello studio fotografico "Riflessi" di ...

Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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L'opinione

Rubrica a cura di:Felice Cavallaro

Felice Cavallaro
Scrittore e inviato del "Corriere della Sera", con affetti e radici a Racalmuto...

Rubriche - L'opinione

"Ha tradito, ma è meglio di Lombardo"

La sorella del giudice contro il governatore: mai con lui, è inquisito per mafia. E il Pd non dovrebbe sostenerlo

Maria FalconeSul suo ultimo libro appena pubblicato, a vent'anni dalla strage di Capaci, ci sono pagine di fuoco contro Leoluca Orlando, ricordato come il «traditore» di Giovanni Falcone. E deve essere stata una sorpresa per la sorella del giudice, Maria, ritrovarselo dopo tanto tempo sindaco in pectore proprio nei giorni in cui con la sua Fondazione prepara le commemorazioni del 23 maggio, aspettando il presidente Napolitano e il premier Monti, accanto ai quali con fascia tricolore potrebbe ritrovarsi l'uomo che firmò un esposto al Csm contro Falcone, accusandolo di tenere nei cassetti le prove contro i potenti. Dolenti ricordi evocati da Maria Falcone con l'aiuto di Francesca Barra in un libro entrato di forza nella polemica sul voto di Palermo perché a spoglio in corso il governatore Raffaele Lombardo, attaccato da Orlando, s'è affrettato a contrattaccare «il calunniatore di Falcone ». Ma è proprio questa polemica che irrita Maria Falcone, pronta a smarcarsi da Lombardo: «Non permetto ad altri di appropriarsi di questa storia per i loro interessi personali».

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Rubriche - L'opinione

Pubblichiamo la lettera che Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della sera, ha inviato prima dello scioglimento del comune di Racalmuto ad alcuni esponenti di partiti storici che gli avevano proposto la candidatura a sindaco

Ripartiamo da cultura e legalità

Un progetto di reale rinascita del paese è possibile, purchè a portarlo avanti siano gli uomini di tenace concetto

La statua di Sciascia fotografata da Alessandro GiudiceCari amici, con calorose e affettuose telefonate mi avete chiesto da domenica scorsa di dare un mio contributo alla rinascita della nostra amata Racalmuto accettando di concorrere alla carica di sindaco per le prossime elezioni. Sono lusingato e vi confesso che la proposta ha determinato un travaglio in me, tentato e dissuaso allo stesso tempo ora dall'entusiasmo di un diretto impegno per la terra delle mie radici ora da incompatibilità evidenti del ruolo con la mia professione di giornalista svolta prevalentemente in una Sicilia dove troppo spesso s'incrociano vita politica e cronaca giudiziaria. E' stato davvero un tormento per me in questi giorni quasi soffocare le vostre appassionate sollecitazioni che oggi mi vedo costretto a deludere con un diniego motivato essenzialmente per quella incompatibilità già evidente a me stesso sin dalla prima telefonata, ma confermata al massimo livello del giornale per cui lavoro. Si tratta di un motivo tranciante che, eseguito ogni ulteriore accertamento, mi impedisce di accettare la proposta, pur restando in me la convinzione di avere a questo punto firmato una cambiale da scontare nel futuro, anche nel futuro immediato, per un paese in cui tornare e impegnarsi soprattutto sul fronte della cultura e della valorizzazione di un tesoro sul quale siamo seduti da troppo tempo senza sfruttarlo adeguatamente. Penso a quel circolo virtuoso che attorno a Racalmuto si potrebbe attivare collegando, sullo sfondo dei Templi di Agrigento, come tappe obbligate per studiosi e visitatori, il Teatro Regina Margherita, la Fondazione Sciascia, la sua tomba, il Castello chiaramontano, il Castelluccio, le miniere, le cantine, le risorse di paesi vicini, a cominciare da Grotte.

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