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ANTEPRIMA ECLUSIVA. Il grande fotografo palermitano avrebbe compiuto 90 anni. Per ricordarlo, i figli Olivia e Antonio hanno ritrovato una cinquantina di immagini inedite, in gran parte scattate a Racalmuto nel 1966. A settembre saranno in mostra ad Agrigento. Il gioco dei destini che si incrociano: in questa foto anche mia nonna Angelina

Racalmuto, maggio 1966 (Foto di Enzo Sellerio)Oggi Enzo Sellerio avrebbe novant'anni. Ma con quel suo filo di brusca impazienza e di gusto per la beffa se ne è andato due anni prima di festeggiare la cifra tonda. Di certo gli avrebbero dato fastidio discorsoni e celebrazioni solenni. E così, per ricordare i novant'anni di un grande fotografo ed editore, i figli Antonio ed Olivia hanno evitato le parole, riunendo un po' di amici di Enzo e facendo parlare le sue immagini: le foto che Enzo Sellerio aveva scattato e custodito nel suo archivio.

Tra i fotogrammi mai resi pubblici sono saltati fuori alcuni scatti eccezionali. La gran parte, oltre una trentina, riguarda Racalmuto, più alcune foto della valle dei Templi. Insomma, un inedito Enzo Sellerio nella terra di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello che a settembre sarà in mostra alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento.

Queste foto hanno una storia. E una storia nella storia che passa attraverso fili sottili che il destino si diverte a ingarbugliare. Enzo Sellerio le scattò in un giorno di maggio del 1966. Sono immagini delle miniera di salgemma, immagini della piazza di Racalmuto in una vigilia elettorale – sono evidenti gli striscioni della Dc, del Pc - e in una giornata piovigginosa (tutti hanno un ombrello in mano). E poi contadini che arano la terra, con gli aratri trascinati dalle bestie.

Racalmuto, Enzo SellerioDa questi stessi rullini, Enzo Sellerio scelse le due foto di Racalmuto che – almeno fino ad oggi – erano le uniche note: quella dell'uomo a cavallo che accende la sigaretta dalla brace della sigaretta di un amico e quella del vecchio garzone di fornaio con una teglia di ciambelle e un carrettino.

E qui la storia diventa personale. Molto personale. Perché dopo la morte del loro papà, parlando più volte con Antonio e Olivia Sellerio, mi sono chiesto e ci siamo chiesti spesso come mai Enzo Sellerio che più di una volta era stato a Racalmuto con Leonardo Sciascia non avesse altre fotografie del paese, che sicuramente – a mio giudizio – doveva avere.

Chissà, forse sollecitati da questa domanda e dalla curiosità, Olivia e Antonio si sono fatti forza e hanno aperto l'archivio di Enzo Sellerio. Potete immaginare quale emozione per un figlio, per una figlia, mettere piede nell'antro magico, nel luogo segreto e misterioso dove il papà-fotografo ha conservato tutto quello che ha deciso di non rendere pubblico, magari perché sono scatti che non gli piacciono abbastanza, che non rientrano nei suoi progetti o solo per dimenticanza.

Olivia si è presto orientata nei criteri di catalogazione e archiviazione di suo padre. E ha recuperato dei negativi di rullini del maggio 1966. Sulla busta c'era il nome: Racalmuto. E l'anno: 1966. E qui c'è un'altra storia nella storia, buffa e commovente come spesso sono le vite.

Un giorno, dopo che i negativi delle foto racalmutesi di Enzo Sellerio erano stati passati su un computer, nella sede della casa editrice, in via Siracusa a Palermo, con Antonio e Olivia ci siamo messi a dare un'occhiata alle foto.

"Magari c'è qualcuno che conosci", mi dicono Olivia e Antonio. E certo riconosco i luoghi, qualche faccia (avevo appena due anni quando Enzo Sellerio si fece quella passeggiata a Racalmuto), di qualcuno ricordo i tratti, ma non il nome. Finché d'improvviso, tra quelle foto in bianco e nero che scorrono sullo schermo del computer, non viene fuori un volto che io conosco e ricordo benissimo: è quello di mia nonna Angelina che aveva in piazza la sua bottega di verdura.

Il corto circuito è improvviso. Il tempo si rapprende, i fili si attorcigliano e stringono. Mentre siedo allo stesso tavolo con i miei amici Olivia e Antonio Sellerio, scopro che il loro papà e mia nonna Angelina Tirone, vedova Petrotto, si sono incontrati, sia pure fugacemente per il tempo di uno scatto, di uno sguardo, di un otturatore che si apre e si chiude: click.

Quasi mezzo secolo dopo, quelle vite così distanti, unite solo da Olivia Sellerio
quello
scatto, trovano sintesi negli sguardi che Olivia, Antonio e io gettiamo, con stupore e commozione, su questa foto che ricollega destini e ricostruisce passi altrimenti perduti.

Ora gli inediti di Enzo Sellerio - compresa la foto di mia nonna Angela che controlla la verdura che gli è stata appena portata dall'orto a dorso d'asino - sono stati presentati in anteprima a Palermo, per un'occasione riservata agli amici più stretti.

"Abbiamo selezionato queste foto con un criterio arbitrario – spiega Olivia Sellerio – alcune secondo me sono eccezionali, altre costituiscono il documento di un documento. La testimonianza di un modo di costruire il racconto, del metodo che aveva mio padre di fotografare e di scegliere le immagini da pubblicare".

A settembre le foto inedite saranno in mostra ad Agrigento. E così Enzo Sellerio, quasi cinquant'anni dopo, tornerà dalle parti di Sciascia e di Pirandello.

Gaetano Savatteri