Le Rubriche

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Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Un contributo letterario con forte valenza sociale nella raccolta di ...

Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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Rubriche - Vesper

Il medico, fondatore della Banca del Cordone Ombelicale di Sciacca, riabilitato dopo cinque anni dalle sentenze della Magistratura. Devolverà i 493.000 euro di risacimento per l'ingiusto licenziamento alla ricerca scientifica

altRaccontano che una volta, una trentina d'anni fa, ad una bambina affetta da anemia mediterranea in cura all'ospedale di Sciacca che tentava di ribellarsi alla inevitabile trasfusione Lillo Ciaccio abbia dato cinquantamila lire: "Ti compri una bambola, smetti di piangere" le disse, convincendola così a farsi curare. Raccontano, poi, che due giorni dopo i genitori persuasero la piccola a restituire i soldi al dottore, ma che lui rifiutò: "La prossima volta voglio conoscere la tua bambola". Raccontano anche che, quando cinque anni fa la Guardia di finanza si presentò dentro la Banca del cordone ombelicale per sigillare la struttura, Lillo Ciaccio si era illuso che si trattasse di un controllo di routine. Non sapeva ancora che, al contrario, stava calando il sipario sulla sua creatura. Quella alla quale aveva dedicato gli anni più intensi della sua vita di medico della strada. La vita di uno che i capelli li porta lunghi perché trova che andare dal barbiere sia una insopportabile perdita di tempo. Tra la sorpresa generale e lo sconcerto di un'intera città, Lillo Ciaccio finì sotto processo. Insieme a lui ci finì pure la biologa Michela Gesù. Più che per le accuse rivolte alla sua persona, lui non ha mai sopportato quelle contro la sua più stretta collaboratrice. Accusati entrambi di aver conservato le sacche di sangue cordonale senza seguire correttamente i protocolli sulla sicurezza. Una delle sacche sequestrate conteneva cellule staminali compatibili con un bambino francese affetto da una grave malattia. Non fu possibile recapitargliela.

Non si sa come finì. Intanto la Banca del cordone fu sequestrata. E l'allora manager del "Giovanni Paolo II" Luigi Marano firmò il licenziamento di Lillo Ciaccio. Proprio così: l'ematologo dovette lasciare l'ospedale. E dire che quando quella di Sciacca era diventata la seconda Banca al mondo per numero di cordoni conservati in azoto liquido, lo stesso Marano non perdeva certo occasione per presenziare alle conferenze stampa in cui Ciaccio annunciava che una sacca di sangue cordonale compatibile era in partenza per Israele per salvare la vita di un bambino di Tel Aviv, o che un'altra era pronta per essere trasportata in un ospedale di Parigi, dove un'altra ragazzina sperava di continuare a vivere. Ma Lillo Ciaccio e Michela Gesù saranno assolti: "Procedure corrette, il fatto non sussiste", sentenziò il Tribunale. Ma nel frattempo Ciaccio ha trovato il tempo di iniziare uno studio in collaborazione con l'Università di Messina e con quella della Calabria. Obiettivo: verificare le modifiche al DNA delle popolazioni colpite dal terremoto del 1908. Scoprendo che sì, quel DNA si era effettivamente modificato, assumendo naturalmente anticorpi specifici atti a preservare eventuali conseguenze di nuove possibili scosse telluriche.alt Ma per continuare la ricerca, per scoprirne di più, servivano altri soldi. Che, nel frattempo, manco a dirlo, erano finiti.Ciaccio incassò felice l'assoluzione. La Procura non presentò nemmeno appello contro la sentenza che, dunque, divenne definitiva. Recentemente Lillo Ciaccio ha ottenuto un'altra sentenza a suo favore: quella del giudice del lavoro del Tribunale di Sciacca Cinzia Alcamo, la quale ha sancito che il medico non doveva nemmeno essere licenziato, condannando l'Asp a risarcirlo: 493 mila euro. Ma Lillo Ciaccio ha già fatto sapere di non volere un centesimo.Non gli interessano i soldi. "Saranno destinati alla ricerca scientifica, occorre tornare subito a Messina e proseguire gli studi sul DNA".Un'ultima accusa pende su Lillo Ciaccio: quella di turbativa d'asta. Per questa ipotesi è tuttora sotto processo, in uno stralcio dell'inchiesta sulla Banca del cordone. Il medico è accusato di aver agevolato una casa farmaceutica piuttosto che un'altra nella fornitura delle sacche dove conservare il sangue cordonale. A breve ci sarà una sentenza anche qui. Ma la sentenza principale è quella che ha sancito che Lillo Ciaccio e Michela Gesù non hanno messo a repentaglio la vita di nessuno. Lillo Ciaccio non è più quello di un tempo. Il tempo è passato, e i suoi 73 anni pesano assai più di quanto non si pensi. E Lillo Ciaccio si commuove mentre dice: "Basta così, non ce l'ho con nessuno, non ho alcuna voglia di rivalsa, non m'interessa dimostrare più delle carte giudiziarie che non ho lavorato male. Vorrei solo che la Banca del cordone ombelicale tornasse ai fasti di un tempo".

                                                                         Massimo D'Antoni

PROVINCIA E DINTORNI

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Castrofilippo, Carnevale spostato a domenica

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Edilizia scolastica, la Provincia chiede finanziamenti alla Regione

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Redazione 07 Mar 2014 Notizie Provincia e Dintorni

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Redazione 07 Mar 2014 Notizie Provincia e Dintorni

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Gela,

Venerdì 14 marzo  incontro organizzato dall'Associazione CIFRA. Relatori Francesco Pira e Marco Trainito "I NUOVI LINGUAGGI DELLA POLITICA- Dalla retorica a Facebook,Twitter e Youtube- Dal "Vaffa" a "stai sereno".Questo il tema di un incontro che si svolgerà a Gela il prossimo venerdì 14 marzo organizzato dall'Associazione CIFRA (Cultura, Istruzione,Formazione, Ricerca, Autonomia) presieduta dal dottor Emanuele Antonuzzo, che introdurrà...

Redazione 06 Mar 2014 Notizie Provincia e Dintorni

Sciascia e Malgrado Tutto 

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Leonardo Sciascia

“Ho tentato di raccontare qualcosa della vita di un paese che amo e spero di aver dato il senso di quanto lontana sia questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione…. Tutti amiamo il luogo in cui siamo nati, ma Racalmuto è davvero un paese straordinario”.

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Leonardo Sciascia

“Malgrado tutto”: per il mio amico Bufalino – e anche per me – è il più bel titolo che si sia mai trovato per un giornale. Malgrè tout: un francesismo, direbbero i puristi che contiene una visione delle cose illuministica, diderotiana.Malgrado tutto, Ottobre 1987

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Leonardo Sciascia

I giornali locali dovrebbero fare opposizione seria sui fatti quotidiani, sulle cose da fare, prendendo così il ruolo di opposizione vera che in molte amministrazioni viene mancando. Opposizione quindi non per principio, per il gusto di farla: ma opposizione sulle cose concrete.Malgrado tutto, aprile 1985

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Leonardo Sciascia

La democrazia, da noi, è più forma che sostanza. Non basta che i cittadini votino – e da noi si vota continuamente, troppo – perché un paese possa dirsi democratico. Il banco di prova è l’amministrazione della giustizia. E si suol dire, retoricamente, che l’Italia è la culla del diritto: e invece ne è la bara.Malgrado tutto, giugno 1984

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Leonardo Sciascia

Ci sono i magistrati buoni, ottimi, perfetti: ma le leggi non servono contro i buoni cittadini, servono contro i cattivi; quindi è contro il cattivo magistrato che si vuole avere una regolamentazione, una disciplina, al di là di quelle che già ci sono e non funzionano.Malgrado tutto, agosto 1986

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Leonardo Sciascia

E’ stato detto – ed è vero – che non c’è fotografia che nel giro di pochi anni non diventi bella per quel che vi si cristallizza di nostalgia, di rimpianto, di sentimento personale o collettivo. E insomma: perché è un ricordo. Malgrado tutto, giugno 1985

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