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Il caso dei precari del Comune di Racalmuto che rischiano di perdere il posto di lavoro 

Giovanni PanepintoGiovanni Panepinto, deputato regionale del Pd, dopo avere incontrato ieri al Comune di Racalmuto i Commissari con i quali ha affrontato lo spinoso problema degli undici LSU contrattisti ai quali a fine mese non sarà rinnovato il contratto ha diffuso alla stampa un comunicato nel quale con estrema chiarezza sostiene che a pagare per gli errori che negli anni sono stati commessi non possono adesso essere i soliti noti, cioè i più deboli. "Ho trovato-dichiara Panepinto- disponibilità a trattare il caso degli undici LSU contrattisti del Comune di Racalmuto a cui non sarà rinnovato il contratto a fine mese. Ovviamente ci troviamo davanti a uno dei tanti comuni siciliani che ha disponibili risorse umane in sovrannumero rispetto a parametri ed esigenze.

Non deve accadere che in un comune sciolto per infiltrazioni mafiose, il ripristino della legalità produce licenziamenti. Undici agnelli sacrificali a cui negare il futuro e con il loro sacrificio assolvere funzionari, dirigenti di regione e comune che per anni non hanno potuto impedire che l' Ente locale diventasse un ammortizzatore sociale. Con tutta la cautela del caso credo che servono altri rimedi, altri interventi per risanare il bilancio. Chiederò-continua Panepinto- insieme al PD siciliano e agrigentino l' intervento del Prefetto di Agrigento dott. Diomede, del ministro degli interni Alfano, del governo regionale e un appello faremo al presidente del senato sen. Grasso. Lui che ha fatto la lotta alla mafia per davvero,deve intervenire con tutta la sua storia e la sua autorevolezza per evitare che si dica e si pensi che il ripristino della legalità e la lotta alla mafia coincida con il licenziamento dei soliti noti. In Sicilia i soliti noti sono poveri cristi che pagano per gli altri".