Malgrado Tutto Web

Racalmuto. L'incontro tra il deputato regionale Giovanni Panepinto  e i commissari non porta a una soluzione. Il politico allarga le braccia: "Il Signore ci deve aiutare". Tramonta l'ipotesi di una riduzione di orario. Tra venti giorni dieci persone perderanno il lavoro

L'On. Panepinto con i precari di Racalmuto La situazione non è delle migliori. Se ne è reso conto anche il deputato regionale Giovanni Panepinto che stamattina ha incontrato i settanta precari del comune di Racalmuto che rischiano il lavoro se non gli verrà rinnovato il contratto. Tanto che, uscendo dall'incontro con i commissari del Comune di Racalmuto, ha allargato le braccia esclamando in siciliano: "Il Signore ci deve aiutare". Una frase d'istinto che però dà il senso della drammaticità della questione.

Il 31 marzo scadono i primi dieci contratti e per questo già da alcune settimane sindacati e rappresentanti politici si stanno interessando della vicenda, chiamati ad intervenire direttamente da coloro che dal primo aprile non torneranno a lavoro.

L'altro giorno, dopo l'incontro con il sindacalista Alfonso Buscemi, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, sembrava delinearsi una soluzione: una riduzione d'orario a 18 ore settimanali, in cambio della prosecuzione del contratto. Ma nelle ultime ore anche questa possibilità è svanita.

Panepinto prima ha incontrato i commissari straordinari del Comune e i dirigenti dell'Ente. Con carte alla mano Enrico Galeani ha illustrato al deputato del Pd, sindaco di Bivona, la drammatica situazione economica del Comune di Racalmuto. Galeani, tra l'altro, ha spiegato che non è neanche possibile ridurre le ore di lavoro a 18 poiché – ha spiegato Galeani – con la finanziaria della Regione la norma è stata cancellata.
Giovanni Panepinto ha poi incontrato, in una saletta del Municipio, i numerosi precari. Si è fatto carico di organizzare un incontro a Palermo, all'Assemblea Regionale Siciliana, per chiedere un intervento straordinario per Racalmuto.