Sindaco di Racalmuto: chi entra e chi esce

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Le indiscrezioni pubblicate da Malgrado tutto scuotono la politica. Prime reazioni. Il segretario dell’Udc Carmelo Mulè: “E’ vero, sono candidato alla poltrona di primo cittadino”. Si tirano fuori Gigi Scimè e Vincenzo Chiarelli

Municipio di RacalmutoLe indiscrezioni pubblicate da Malgrado tutto smuovono i partiti e rendono incandescente il clima politico. E arrivano le prime reazioni. Conferma la candidatura il segretario cittadino dell’Udc Carmelo Mulè. Si tirano fuori, invece, Gigi Scimè e Vincenzo Chiarelli. Ecco le loro prese di posizioni che, di fatto, confermano che le voci raccolte e pubblicate da questo giornale circolano e che sono il frutto di discussioni, contatti e ipotesi fatti all’interno di partiti e movimenti.

 

Il primo a prendere posizione è Carmelo Mulè, segretario dell’Udc di Racalmuto. Con una lunga nota, Mulè sostiene le ragioni per cui il suo partito ha deciso di presentare una propria lista con lo stesso Mulè alla guida, come candidato sindaco: “per ora cominciamo da qui: noi, che non ci vergogniamo di stare dietro il simbolo di un partito che è l’UDC, convinti come siamo che nei partiti siCarmelo Mulè cresce spiritualmente e politicamente, consapevoli che la politica è sporca nella misura in cui gli uomini la sporcano e resta pulita nella stessa, identica misura, ci approntiamo a comporre una lista che andrà a concorrere alla prossima competizione, con un candidato sindaco che al momento coincide con la persona del segretario politico locale”.

Nella sua nota, Carmelo Mulè esordisce così: “Dalla prima alla seconda Repubblica; ora costruiamo la terza: tutta racalmutese. Se è vero, come riporta l’amico che scrive sulle pagine di Malgrado tutto, che nemmeno la potenza di Dio può modificare il passato, noi, oggi, con l’aiuto di Dio adoperiamoci per modificare il presente. Questo presente ostile, impervio e privo di speranza, creato dal dissennato senso di disgregazione sociale studiata ad arte come una strategia di guerra. Strategia ben riuscita che ricrea la tipica casta feudale in versione moderna, dove il ricco è sempre più ricco come il povero è sempre più povero”.
E ancora: “Auspichiamo un ragionamento sereno che metta in riga i problemi nell’unico intento di risolverli, laddove possono essere risolti. La Racalmuto che noi sogniamo e che abbiamo sognato è un posto pulito ed ordinato, gioviale e sereno dove ognuno possa trovare il piacere di viverci o di tornare, dove tutti devono sentirsi protagonisti della loro esistenza in una sorta di benevola competizione a far meglio onde poter, finalmente vivere una socialità autentica che potrà estrinsecarsi in un “A ciascuno il suo” nel senso migliore che queste parole possono esprimere”.

Già amministratore comunale negli anni Ottanta, quella di Mulè suona quasi come una rivincita della Prima Repubblica, concetto che lo stesso Mulè sottolinea: “Il nostro è un piccolo e sventurato paese, che poteva essere e non è stato, ma non è da buttare; noi sappiamo che è possibile riprendere il cammino. Noi, quelli della prima Repubblica, che non amano fare discriminanti e discriminazioni, nonostante le abbiamo subite. Noi, che non colpevolizziamo, nonostante siamo stati colpevolizzati e non crediamo nelle distruzioni di massa, convinti che crear macerie crea solamente il sacrificio postumo di rimuoverle; osiamo lanciare una sfida al destino di questo paese in un unico intento; non del ritorno al passato, ma alla costruzione di un futuro ove si respiri l’aria fresca che un certo passato ci ha fatto respirare”.

Dà forfait, invece, Vincenzo Chiarelli, indicato in un primo tempo, sia pure in modo “interlocutorio” – come lui stesso conferma – come possibile candidato del gruppo dei giovani di “Progetto Racalmuto” che sta provando ad autorganizzarsi. “Ho letto la notizia, pubblicata sul vostro sito, che vede il mio nome inserito fra quelli dei possibili candidati a sindaco”, precisa Chiarelli. “Ritengo opportuno precisare che, rispetto ad un ragionamento interlocutorio avuto nelle scorse settimane circa un mio coinvolgimento nella imminente campagna elettorale, ho dovuto evidenziare che, pur esprimendo un sincero apprezzamento per il progetto che mi era stato rappresentato, gli impegni lavorativi assunti NON mi permettevano di coniugare tali impegni con il peso e gli obblighi connessi ad un ruolo di grande responsabilità come quello di sindaco. Pertanto, per un dovere di chiarezza e trasparenza nei confronti della mia famiglia e di tutti quanti mi conoscono, chiedo cortesemente che possa essere data notizia della mia breve nota sopra riportata”.

Gigi ScimèDeclina la propria disponibilità anche il medico Gigi Scimè indicato come possibile nome di area del centrosinistra: “All’affettuoso saluto che rivolgo alla redazione associo alcune puntualizzazioni sull’ipotesi, divulgata il 13 gennaio scorso su Malgrado tutto web, che mi vede tra i probabili candidati a sindaco. In paese, si sa, basta pochissimo a far diventare il desiderio di alcuni amici fatto reale, certo e indiscutibile. Comprendo la necessità di informare e di avviare il dibattito riguardo le future candidature a sindaco nel nostro paese, ma, per quanto mi riguarda, non ho dato alcuna disponibilità”.

Il nome di Scimè era venuto fuori da alcune riunioni politiche informali, ma lui stesso spiega che difficilmente potrebbe conciliare politica e professione: “Chi non si sentirebbe onorato e orgoglioso di servire il proprio paese? Credo sia chiaro a tutti però, ora più che mai, quanto sia indispensabile il continuo impegno da parte dei futuri amministratori. Impegno difficile da conciliare con la mia professione. Mi auguro si possa arrivare ad un sindaco che non sia espressione di qualche partito o di qualche gruppetto, ma scelta voluta dalla gente. Ognuno di noi, anche da semplice cittadino, dovrà fare quel che potrà con spirito di volontariato e spinto dall’amore per il paese. A questo mi candido!

A nulla serve l’abbaio alla luna o lo starsene appostati come gechi al muro del nulla, pronti a colpire di lingua e di penna, in piazza e su facebook. Mi rincuora l’assoluta certezza che i racalmutesi non daranno ascolto alle favole di chi in questi anni di sfacelo ha taciuto o, peggio, di chi è stato responsabile delle gravi condizioni del nostro paese. Spero – conclude Scimè nella sua nota – che il filo della rinascita unisca coloro che invece hanno espresso la propria rabbia, che si sono adoperati per Racalmuto, che hanno informato, che in qualche modo hanno fatto da contrappeso al male”.

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