Siamo gelosi? Parliamone

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Da cosa nasce la gelosia? Perché siamo o diventiamo gelosi?

Chi può dire di non essere o di non essere stato geloso almeno una volta nella vita? Ma da cosa nasce la gelosia, perché siamo o diventiamo gelosi? Si afferma che non c’è amore senza gelosia e quindi i due sentimenti rimandano l’uno verso l’altro, ma, in realtà, la gelosia non è un sintomo d’amore, ma un fattore di insicurezza.

E’ piuttosto una risposta emotiva alla paura di perdere qualcuno a cui siamo particolarmente legati da un forte sentimento e al quale vogliamo molto bene, ma la casistica è molto più ampia e più varia. La si può riscontrare all’interno di una coppia, ma anche tra fratelli, parenti, amici, colleghi di lavoro e in altri ambiti. La gelosia, però, tra innamorati è il classico più diffuso.

Si fonda sull’idea sbagliata, conscia o inconscia, che qualcuno ci possa o ci debba appartenere in esclusiva, perché ci piace e lo desideriamo solo per noi, perché ci fa stare bene e lo vogliamo sempre vicino tutto per noi, perché magari ci ricrea e ci diletta ma il suo saper divertire lo vogliamo gestire come pare e piace solo a noi per il nostro piacere e godimento.

Si fonda, però, anche sul timore che si possa essere abbandonati o esclusi, ovvero essere oggetto di scarsa attenzione o considerazione.  Bisogna allora partire dall’idea e vivere di conseguenza che l’Altro: fratello, sorella, compagno/a, fidanzato/a,  coniuge, partner, amico/a, collega che sia, non è un oggetto , di cui impossessarsi, ma è un SOGGETTO, una PERSONA, un IO PENSANTE con il quale bisogna ricercare e stabilire un rapporto di equilibrio. L’ espressione, spesso reiterata sino all’ossessione: “ sono preoccupato/a per te “ oppure il chiedere continuamente :“ mi ami? … che fai?… dove sei?… con chi sei?… mi pensi?… farai tardi? … sei già al lavoro?… quando torni a casa?… cosa stai scrivendo?… con chi parlavi al telefono … con chi stai chattando su fb…?” e così via, non giustificano la gelosia, ma rivelano solo un difetto di iperprotezione, che inconsciamente nasconde il desiderio di tenere il partner possessivamente legato a sé. E questo è la causa prima del fallimento di molte unioni, unitamente alla incapacità di sviluppare un dialogo maturo, responsabile e improntato al rispetto della indipendenza, dell’ autonomia, fisica e psichica, della persona verso al quale viene indirizzato il proprio sentimento o il proprio interesse. L’essere iperprotettivi o gelosi non è sinonimo d’amore.

Ogni persona è giusto che abbia diritto a vivere la propria vita in autonomia e libertà, senza necessariamente subire i controlli o le censure del partner. Dire “ti amo” non vuol dire “ sono il tuo detective”. Ognuno, che sia uomo o donna, ha il diritto di vivere, di pensare, di fare e di decidere in assoluta libertà. La libertà nella coppia, fondata sulla reciproca fiducia , è presupposto basilare di equilibrio e di armonia e quindi di felicità, nella vita e nel rapporto di coppia. Nella relazione d’amore la paura, spesso esagerata e ossessiva, di perdere la persona che si ama significa che non si è felici con se stessi e sicuri dei propri sentimenti e pertanto che il nostro benessere dipenda dallo stare con qualcuno del quale si vuole essere il pensiero primo ed esclusivo. Questo atteggiamento o modo di pensare è dannoso del proprio IO, perché manifesta che la persona è infelice.

Allora costruire sulla fiducia e il diaogo, costante e continuo, nel rispetto della indipendenza del partner, accettandone i difetti e valorizzandone i pregi, con assoluta obiettività di visione e di analisi, e soprattutto accettare e comprendere i reciproci sentimenti e parlarne, ricercando la migliore integrazione dell’uno con l’altro, penso sia un relativo modo per affrontare le proprie debolezze e soprattutto il difetto della gelosia. Nello specifico l’Amore è il sentimento più bello che può esistere tra due esseri viventi. Viviamolo sempre in assoluta serenità secondo il principio che amare è donare.

Foto da Internet

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