Quando si diceva ti amo con le serenate

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E, a Racalmuto, nell’allegra brigata di quelli che facevano le serenate c’era pure Luigi Infantino, quel ragazzo dalla voce d’oro divenuto poi un grande tenore di successo.

Luigi Scimè, Luigi Infantino e Lillo Messina, primi anni ’30

Agli inizi degli anni Trenta nella sala del teatro di Racalmuto arrivò il cinematografo. E bisognava esserci per capire quanto importante fosse, per tanti giovanotti del paese, la visione di quelle pellicole.

Bisognava essere seduti in platea accanto ai giovani Lillo Messina e Peppe Falletta per capire quanto fosse fondamentale per loro essere lì nelle sere di quegli anni che vanno dal ’35 al ’50. Al cinema davano anche film e cortometraggi musicali. E i due ragazzi, appassionati di musica e teatro, a prendere appunti: su melodie e parole dei brani dei film eseguiti spesso da Beniamino Gigli o Tito Schipa.

Torna piccina mia“, “Dammi un bacio e ti dico di si, sono i titoli di alcune celebri melodie. E Messina e Falletta a prendere nota. Il primo a trascrivere sul pentagramma, l’altro a ricordare le parole. Per poi, la notte, risvegliare le fanciulle con le serenate.

Bisognava esserci, insomma, per capire quanto entusiasmo c’era tra quei ragazzi  che la notte si divertivano, cantavano e suonavano le serenate.

L’allegra brigata al suono di lu marranzanu era composta, oltre da Messina e Falletta, da Giovanni Mulè, Baldassare Romano, Giuseppe Capitano, uno dei leggendari chitarristi dell’epoca. E Luigi Infantino, quel ragazzo dalla voce d’oro divenuto poi grande tenore di successo.

Facevano le serenate e raramente cantavano in siciliano. I pezzi li riprendevano dai film visti al cinema. Così le notti del paese umido d’inverno e secco d’estate si accendevano nell’impeto della passione di chi avrebbe voluto dare un abbraccio, un bacio, una carezza.

Disegno di Gigi Scimè

Il bello delle notturne era, ci racconta l’ultranovantenne Lillo Messina che continua ad avere la musica nel cuore, il sapere che tutti ascoltavano senza pagare il biglietto. Il nostro palcoscenico, racconta, erano le strade illuminate dalla luna.

La chitarra, il mandolino, il violino e la voce del tenore di grazia per dire ti amoFermati, pedi miu, un jiri avanti/pacienza un ti stari arriminari./Finestra, fa miraculi di santi,/fammi, pi favuri, l’amanti affacciari.

Storie d’altri tempi che rivivono nel ricordo di coloro, come il maestro Messina, che hanno attraversato, con pietà e amore, quelle esperienze.

Ed è difficile credere che ancor oggi in certi paesi della Sicilia la notte regala suoni e canti rivolti ad una donna. E si sentono così le melodie dei più noti canti d’amore, da “Stiddra d’amuri” a “Nicuzza”, le più celebri, appunto, e le più conosciute.

Momenti che riportano a quello che Byron chiama “il buon tempo antico”, quando cantare e fissare lo sguardo ad una finestra o ad un balcone diventava attesa e speranza.

Così era a Racalmuto, a Grotte e in tanti altri centri della Sicilia. E rimane traccia ancor oggi di chi, negli anni prima e dopo la seconda guerra, animò piazze chiostri vicoli. Come Lillo Messina che per la sua amata, nel 1942, compose la musica che accompagna questi versi straordinari: “È dolce dirti t’amo/starti sempre vicino/amarti come il cuor conosce amor…“.

C’erano più cose allora e più vere, ricorda nostalgico Leonardo Sciascia ascoltando i canti e le serenate che l’amico tenore Infantino raccolse in “Sicilia amara e duci” – “Affacciati Saruzza pi’ sta vota, nun farimi stari ‘ccà tutta ‘a nuttata…” – recentemente riprese con successo, oltreoceano, dalla cantante Maria Elena Infantino, figlia del grande tenore racalmutese e del soprano Raina Nicolova.

E se è vero che ancor oggi a Racalmuto, così come in altri paesi dell’isola, continua l’usanza della serenata la notte prima delle nozze, vuol dire che ancora questo nostro tempo ha bisogno di cose vere e del suono di lu marranzanu che si disperde nel silenzio di queste notti inquiete con la voce di altri ragazzi e di nuove allegre brigate.

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2 Responses to Quando si diceva ti amo con le serenate

  1. tina Rispondi

    14 febbraio 2018 a 11:14

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  2. RAINA NICOLOVA INFANTINO Rispondi

    14 febbraio 2018 a 17:54

    Bellissimi tempi! Pieni d’Amore per l’Amata!
    Caro Salvatore, hai rievocato un’epoca piena di ricchezza dei sentimenti! Grazie anche per la Serenata che mi avete donato voi ragazzi tanto tempo fa, ma rimane sempre nel mio cuore! Grazie!
    Luigi vive con la Bellezza della Sua voce e Cuore eternamente!
    (Raina Nicolova Infantino)

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