Si accendono le stelle alla Kolymbetra

|




Domenica 12 agosto un grande evento nel cuore della Valle dei Templi. Gli scienziati Umberto Guidoni, Tommaso Parrinello ed Ettore Perozzi raccontano la Notte delle Stelle tra scienza e mitologia

alt“Se le stelle, anziché brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo”. Sono parole del filosofo Seneca, riprese da Margherita Hack nel suo libro Notte di stelle. Scrive ancora la Hack:” tutte le sere, quando si apre il sipario della notte e nel cielo si accendono le stelle inizia uno spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono personaggi vari tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà”. Lo sappiamo bene, “le amiche luccicanti della notte” sono state sempre inesauribili fonti di riflessione e di ispirazione per scrittori, poeti, studiosi, artisti. Alle stelle si legano miti e leggende che la credenza popolare ci tramanda puntualmente da secoli.

 

Una su tutte la Notte di San Lorenzo, quando milioni di occhi si alzano verso il cielo nella speranza di cogliere qualche stella cadente e di poter esprimere un desiderio. Il fascino e la magia che da sempre accompagnano questo romantico appuntamento non hanno mai conosciuto l’usura del tempo. Ecco perché ogni anno, nelle notti attorno al 10 agosto, ritroviamo il cielo stellato pronto e disponibile a regalarci le emozioni che cerchiamo. Quest’anno quello con le stelle di San Lorenzo ad Agrigento sarà un appuntamento molto speciale. Tommaso ParrinelloIl FAI, infatti, ha organizzato un grande evento nel quale tre scienziati-Tommaso Parrinello, responsabile della Missione Cryosat dell’Agenzia Spaziale Europea, Umberto Guidoni, astronauta e Ettore Perozzi, noto divulgatore scientifico- racconteranno e spiegheranno La Notte delle Stelle tra mitologia e scienza. Il luogo scelto per l’evento è il Giardino della Kolymbetra, legittimamente considerato un “autentico gioiello archeologico e paesaggistico” nel cuore della Valle dei Templi. “L’idea dell’evento-ci spiega Tommaso Parrinello-mi è nata nell’Agosto dell’anno scorso quando, in occasione di un concerto al Kolymbetra, fui colpito dalla magia di quel giardino. Compresi immediatamente che era il luogo adatto per ospitare un evento suggestivo, come “le stelle cadenti” di San Lorenzo, che conciliasse scienza, mitologia e tradizione popolare. Ne parlai subito con Giuseppe Lo Pilato, direttore del Giardino, il quale, entusiasta, non esitò un attimo a dare la sua piena disponibilità per l’organizzazione dell’evento”.

Ettore PerozziSulle stelle cadenti nei secoli è fiorita tanta letteratura e anche una forte credenza popolare. Ma, in realtà, qual è la spiegazione di questo fenomeno dal punto di vista scientifico?
Le “stelle cadenti” non sono in realtà delle stelle che cadono, ma è uno sciame meteorico cioè una nuvola di piccoli frammenti di roccia o ghiaccio che, entrando a contatto con l’atmosfera terrestre, bruciano per l’attrito, dando luogo a quelle spettacolari scie luminose che noi chiamiamo “meteore” o, in gergo popolare, appunto “stelle cadenti”. Queste particelle entrano in contatto con l’atmosfera terrestre ad alta velocità e per questo motivo, risentono di un enorme attrito che le riscalda fino a temperature elevatissime rendendole colorate e brillanti. Questo fenomeno accade ogni anno nello stesso periodo in Agosto, perché il nostro pianeta, nel suo moto di rivoluzione attorno al sole, attraversa ogni anno la stessa zona di spazio dove staziona questa nuvola e come un grande aspirapolvere cosmico, risucchia queste particelle e le brucia. Lo sciame meteorico che caratterizza il periodo estivo, quindi quello che ci interessa in questi giorni, è uno dei più importanti ed è noto anche come quello delle “Perseidi” dal nome della costellazione da dove sembra che lo sciame meteorico abbia origine nel cielo. In realtà, le particelle non sono altro che frammenti di una cometa chiamata Swift-Tuttle il cui ultimo passaggio vicino al sole è avvenuto nel 1992 e il prossimo si realizzerà nel lontano 2126. Quindi ogni anno non osserviamo altro che la fine “spettacolare” di frammenti di cometa che probabilmente si sono formati miliardi di anni fa al tempo della creazione del nostro sistema solare.

Quindi quelle che osserviamo non sono stelle ma comete cadenti. Come possiamo conciliare tutto ciò con la mitologia e la tradizione popolare?
Le “stelle cadenti” sono uno spettacolo che hanno attirato l’attenzione dell’umanità fin dall’antichità .Si narra, infatti, che i cinesi, già nel 40 a.C. fossero a testa in su ad osservare le stelle cadenti. Per alcuni, sono stati segno di sventura ma per altri sono diventati parte integrante della nostra tradizione popolare. Questa notte è da tempi immemori, dedicata al martirio di San Lorenzo, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo. La tradizione vuole che per ogni “stella cadente” avvistata, bisogna esprimere un desiderio recitando la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”.
Si tratta di un magico tocco leggendario e poetico nel rapporto tra uomo e natura, che funge da collante tra la nostra quotidianità e la grande disinteressata e affascinante forza della natura. Anche Pascoli tra gli altri, nella sua poesia il x Agosto ne rimase incantato, trovando in quello che credette essere il pianto del cielo, il conforto per la morte del padre: “San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla.Ritornava una rondine al tetto:l’uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini… “Umberto Guidoni

Versi sublimi che mi permettono di rispondere alla sua domanda in modo più diretto: direi che oggi, più di prima, abbiamo bisogno di punti di riferimento e di certezze che soltanto la scienza con il suo rigore può offrire; ma allo stesso tempo, abbiamo bisogno di riscoprire e rinverdire la nostra tradizione e la cultura popolare di cui siamo figli. Abbiamo bisogno insomma di conoscenza ma anche di poesia. La notte di San Lorenzo è tutto questo.

Margherita Hack, pur sostenendo che il cielo stellato sia uno spettacolo di una bellezza unica, in un’intervista al quotidiano La Stampa ha dichiarato che per lei la Notte di San Lorenzo è diventata un vero tormento. Che ne pensa?
Umberto GuidoniMargherita Hack è una splendida novantenne e un’eccellente astrofisica, una delle più importanti esponenti nel campo della ricerca astronomica, ma anche una battagliera impegnata nelle attività sociali e politiche. Sicuramente il suo tormento si riferisce al fatto che le domande dei giornalisti sulla Notte di San Lorenzo siano sempre le stesse con le solite risposte. Credo, però, al di là della sua proverbiale ironia, che la Hack volesse sottolineare come la notte delle stelle sia soprattutto importante come momento di divulgazione per avvicinare le persone a scrutare il cielo e ad appassionarsi a questa scienza che fu la prima tra le civiltà antiche.
Alla Kolimbetra oltre a lei ci saranno Umberto Guidoni ed Ettore Perozzi. Può anticiparci qualcosa su quello che ci racconteranno?
Umberto è una persona che ha realizzato il suo sogno di adolescente di diventare astronauta, quel sogno che moltissimi di noi hanno avuto osservando le imprese spaziali della conquista della luna. E’ stato il primo astronauta europeo a conseguire la qualifica di “mission specialist” che lo ha abilitato a volare a bordo dello Space Shuttle della Nasa e a visitare la Stazione Spaziale Internazionale. E’ un onore averlo ad Agrigento per la Notte delle Stelle il 12 Agosto e non è stato facile averlo con noi a causa dei suoi tanti impegni scientifici e istituzionali. Attraverso i suoi viaggi a bordo dello Space Shuttle, Umberto Guidoni racconterà le sue indimenticabili ed entusiasmanti esperienze nello spazio, dalla preparazione al lancio, alla sua permanenza a bordo della stazione spaziale e al suo rientro sulla Terra. Una serata quindi che coinvolgerà spero tante persone e soprattutto tanti giovani che vorranno incontrare e fare domande a un vero astronauta. Ettore è un noto divulgatore scientifico italiano che si occupa di dinamica del sistema solare, meccanica celeste, missioni spaziali ma anche di formazione. Con Ettore abbiamo condiviso parecchi eventi pubblici dove si è parlato di scienza, di cosmologia (il suo campo di ricerca) e di cambiamenti climatici (il mio). Oltre alla produzione scientifica ha scritto numerosi libri di carattere astronomico e spaziale anche per ragazzi. L’asteroide n° 10027 porta il suo nome, quindi una persona che ha un grande interesse per la scienza e che riesce a comunicarlo agli altri con semplicità e coinvolgimento.

Giuseppe Lo PilatoDall’intervista che gentilmente Tommaso Parinello ci ha rilasciato si evince chiaramente che quello del 12 agosto, alla Kolymbetra, sarà un grande evento che, tra scienza e mitologia, ci consentirà di scoprire aspetti sconosciuti di quel meraviglioso e inimitabile spettacolo della natura che è il cielo stellato. Una grande occasione per Agrigento che, oltre a quello del FAI, ha anche ottenuto il sostegno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, dell’ESA, della Provincia Regionale di Agrigento e della Moncada Energy. L’evento si avvale inoltre del patrocinio del Lion’s Club Host di Agrigento e della sponsorizzazione del Kokko fitness club di Agrigento e della Sala trattenimenti Madison di Realmonte.

                                                                         Egidio Terrana

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *