Sei di Racalmuto se… riesci a immaginare il futuro di questo paese

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VERSO IL VOTO. Dal totosindaco alla corrida delle idee. Finora quattro candidati e molti slogan: “Bei frasi, bei paroli”. E’ il momento di dare risposte concrete. Il dibattito con Felice Cavallaro sulle cose da fare organizzato da Malgrado tutto e dal Circolo Unione

Racalmuto, sala consiliare (Foto Angelo Pitrone)Si racconta di un paesano che, ogni qualvolta seguiva un comizio politico, commentava così: “Bei frasi, bei paroli”. A leggere le prime dichiarazioni dei candidati a sindaco di Racalmuto – guarda caso, tutti autopromossi, tutti autodesignati – viene spontaneo ripetere: bei frasi, bei paroli. C’è chi come Giuseppe Brucculeri promette la “normalizzazione”, sia pure dentro un “cambiamento”. Biagio Adile sogna un “rilancio economico”. Carmelo Mulè, candidato unico dell’Udc di cui è anche segretario, sventolando con orgoglio la bandiera della Prima Repubblica, disegna un “futuro ove si respiri l’aria fresca che un certo passato ci ha fatto respirare”. Enzo Sardo, già sindaco democristiano all’inizio degli anni Novanta, annuncia la sua “rivoluzione elegante”. Bei frasi, bei paroli.

 

Questo giornale ha partecipato al totosindaco: sport purtroppo obbligatorio per chi fa informazione, mettendo insieme indiscrezioni, ambizioni, sussurri e voci. Era un modo per cominciare a far uscire il dibattito dall’oscurità dando volti e nomi a chi si candida alla guida del paese.

Qualcuno ha smentito, qualcuno si è risentito, altri sono rimasti in silenzio e quattro hanno finora dato conferma, ufficializzando le indiscrezioni già apparse. Certo, il totosindaco è un passaggio riduttivo. Ha ragione chi invece chiede idee, programmi e proposte.

Ma finora di idee, programmi e proposte niente, se non bei frasi e bei paroli.

Adesso questo giornale, coerentemente alla sua storia, promuove assieme al Circolo Unione un incontro pubblico con tutte le forze politiche, i movimenti, con tutti gli autocandidati. Insomma, con tutti i cittadini interessati a occuparsi un po’ più del presente e del futuro, staccandosi magari per un attimo dalla contemplazione delle immagini del passato – la febbre di facebook con l’ottima pagina “Sali d’Argento” di Nicolò Rizzo, Piero Carbone, Nino Vassallo e Angelo Cutaia ha contagiato tutti – per associare alle ricerche sull’altroieri, a volte venate di nostalgia, anche uno sguardo sull’oggi e sul domani di questo paese che altrimenti rischia veramente di avere “un grande avvenire dietro alle spalle”.

Abbiamo chiesto a Felice Cavallaro, indicato qualche mese fa come possibile sindaco (proposta che ha respinto motivando le sue ragioni con la serietà che gli è consona), di coordinare questo dibattito – sabato 22 febbraio, alle ore 16, alla Fondazione Leonardo Sciascia – sulle idee per un paese. Un modo per uscire dalla retorica, per passare da “bei frasi, bei paroli” alle soluzioni concrete per una comunità che attraversa uno dei suoi momenti più drammatici.

Le grandi forze come il Pd e il centrodestra (più o meno alfaniano) quali punti indicano per il futuro di Racalmuto? E il Movimento 5 Stelle, che finora non ha chiarito la sua presenza o meno alle elezioni, cosa suggerisce?

A noi sembra che prima ancora che parlare di rilancio, rivoluzioni, normalizzazioni, sia necessario pensare alla soluzione di alcuni problemi che il sindaco e la maggioranza scelti dagli elettori dovranno affrontare.

La prima cosa da fare è verificare con esattezza la situazione dei conti comunali. Occorre una radiografia esatta del bilancio perché non c’è slogan o programma di alcun candidato e di alcun partito che possa prescindere dallo scenario reale e concreto. Un’esposizione debitoria altissima (si parla complessivamente di oltre dieci milioni di euro) e un Comune costretto a ripianare per i prossimi cinque anni vecchie sofferenze, su indicazione della Corte dei Conti, con oltre metà delle spese bloccate dagli stipendi del personale e il resto con i servizi essenziali, dà risicati spazi di manovra alla politica e agli amministratori futuri. Quali iniziative e quali progetti si possono realizzare se non ci sono i soldi?

E allora serve recuperare altre risorse. E come?

Con quali strumenti e progetti recuperare fondi per un bilancio comunale ormai ridotto allo stremo?

Con quali risorse andare a una riqualificazione del centro storico, partendo dal recupero dell’antico selciato della piazza?

Con quali strumenti rivitalizzare l’artigianato locale, il commercio e il tessuto economico del centro di Racalmuto?

Con quali iniziative tentare di fermare o addirittura invertire il decremento demografico?

Con quali strumenti e in quali tempi rendersi autonomi dall’Ato Gesa per la raccolta dei rifiuti, abbassando l’imposta Tarsu?

Quali scelte per ottimizzare e migliorare l’efficienza degli uffici comunali e del suo personale precario?

Basterebbe dare risposte precise a queste domande per tracciare un primo programma concreto delle cose da fare.

Le rivoluzioni più o meno eleganti, le normalizzazioni dentro il cambiamento, i futuri che odorano di passato, i rilanci economici sono slogan. Necessari, ma slogan. Bei frasi, bei paroli.

Adesso è l’ora di occuparsi delle cose e delle persone di un paese che non vuole morire.

Gaetano Savatteri

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One Response to Sei di Racalmuto se… riesci a immaginare il futuro di questo paese

  1. Giuseppe Piscopo Rispondi

    26 maggio 2014 a 12:21

    complimenti per il beo articolo

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