Sei del mattino

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Il tuo racconto per Malgradotutto

Continuano ad arrivare al nostro sito i racconti in duemila parole che partecipano al concorso lanciato da Malgradotutto. Vi ricordiamo che per inviarli c’è tempo fino al 30 novembre. Le modalità di partecipazione le trovate sul sito Malgradotutto web nella sezione “Il tuo racconto”.
Oggi pubblichiamo “Sei del mattino” di Giusy Mendola.
Buona lettura

Sei del mattino
di
Giusy Mendola


Giusy MendolaSei del mattino, accompagnate da una leggera brezza di fine estate.

Si estende di fronte a me un manto turchese di microscopiche ondulazioni che procedono lente, se tutte insieme, e solerti se con uno sguardo ne isoli una singola, fuggente mentre si disperde e si ricrea nuovamente, tessendo in estemporanea una tela acquatica in continuo divenire.

 

Seduta in compagnia di un elegante lampione nero anni trenta, erge il palcoscenico della vita.

Tutte quelle onde ora alludono alla traversata degli uomini sulla terra, ora rimandano alle salite e discese che inevitabilmente il grafico dell’umana esistenza presenta, secondo principi di casualità necessaria, o se volete, per chi non crede che vere scire est per causas scire- la conoscenza vera è conoscenza di cause- per mera fortuita fortuna.

Quante interpretazioni può assumere il mare, avvolto da un’aura di misticismo e così affascinante perchè intrinseco di segreti. E di sguardi.

Cattura gli occhi di ogni vivente e rimanda a chissà quale altra stramba fantasticheria, variando di soggetto in soggetto, e di immaginazione in immaginazione.

altSe la nostra capacità di interpretare la realtà se non in termini esclusivamente razionali blocca la curiosità di andare oltre ciò che si sta osservando -e deformando- secondo il proprio intendimento di stare al mondo, allora il mio io, l’io artistico al centro di me stessa, si sarebbe ribellato e sarebbe scaturito da lì, da quell’opera d’arte in quiete al mio cospetto, imponente.

Impossibile non contemplarla neanche per l’essere più effimero: l’alba del nuovo giorno nascente, pronta a spalancarsi in tutta la sua sublimità e il suo fulgore.

Si stende perpendicolarmente un tappeto aureo costellato da brillii iridescenti sospesi tra il colore del mare e quello del sole, un intenso azzurro aureo all’orizzonte non ne definisce la fine e lo rende la scalinata per l’eden.

Corona il tutto una palla accecante di luce bianca, più potente di tutti quegli infiniti riflessi che emana: il dio dell’energia, della fantasia. Il dio Sole.

Giusy Mendola

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