“Se la morte arriva prima della vita”

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Due milioni e seicentomila bambini nascono morti ogni anno nel mondo. In provincia di Agrigento, mediamente, un al mese. Cosa può fare la prevenzione? Come muoversi sul fronte del sostegno psicologico alle coppie?

morte utero 2Sembrerebbe il titolo di un romanzo, un giallo magari o un noir, ma non è così. Quello che avete appena letto è il titolo di un corso di Aggiornamento rivolto ad ottanta operatori sanitari (medici, ostetriche, psicologi ed infermieri professionali) della ASP 1 di Agrigento, che si terrà il prossimo 13 giugno. Un tema forte, toccante, spesso affrontato con toni tenui quello della morte in utero, eppure frequente: le statistiche parlano di due milioni e seicentomila bambini nati morti ogni anno nel mondo, 3,5 su mille in Italia, 11-12 casi nella nostra Provincia. Numeri alla mano in provincia di Agrigento muore mediamente, ancor prima di nascere un bambino al mese, mentre in Italia ogni giorno sei nuove famiglie perdono un figlio nel terzo trimestre di gravidanza. È il “The Lancet”, rivista medica, che con un numero monografico interamente dedicato alla morte in utero, ha portato all’attenzione degli operatori sanitari di tutto il mondo questi dati.

Qui però non si parla solo di numeri, ma di un evento indubbiamente drammatico, quantunque frequente, rilevante dal punto di vista clinico e sociale, ma purtroppo vissuto ancora da molti come un tabù. Secondo gli esperti basterebbero “pochi semplici accorgimenti per dimezzare le morti attese ogni anno”, anche in Italia. Basterebbe applicare poche e semplici “evidenze scientifiche” da divulgare, su tutto il territorio nazionale, attraverso una buona prassi d’intervento. Ma da attenzionare sarebbero anche i risvolti psicologici del lutto nei genitori e nella famiglia: si stima che i genitori impieghino circa tre anni  per ripristinare il benessere percepito prima della perdita, e non sono rari casi di ansia e depressione che portano ad affrontare le future gravidanze con paura, sfiducia e ostilità. Per questi motivi è necessario aver cura di conoscere ed applicare le migliori strategie di intervento psicologico e di counseling, volto al miglioramento della qualità di vita del paziente attraverso il sostegno dei suoi punti di forza e delle sue capacità di autodeterminazione, fin dal momento della diagnosi infausta.

Sono questi alcuni degli argomenti che verranno trattati durante il Corso ECM sulla Prevenzione della Morte Endouterina fetale, il prossimo venerdì 13 giugno dalle ore 9 alle ore 18, presso l’Aula Gianbecchina, ex Collegio dei P.Filippini. in via Atenea ad Agrigento.

Salvatore Bennici (foto agrigentoggi.it)

Salvatore Bennici (foto agrigentooggi.it)

Salvatore Bennici, Capo Dipartimento Materno Infantile ASP di Agrigento spiega: “Il Corso inserito nell’ambito del piano periodico di Aggiornamento del Dipartimento Materno Infantile si propone di omogeneizzare i comportamenti clinici più appropriati ed aggiornati, di divulgare gli ultimi studi su cause e prevenzione della Mif, sul suo iter diagnostico, sul Counseling, e sul necessario Sostegno ed Accompagnamento medico e psicologico della Coppia, nell’ambito Provinciale, con l’apporto di Esperti Nazionali su un evento così drammatico. La divulgazione dell’evento risulta a tal fine importante a sostegno delle Utenti, delle Famiglie e degli stessi Operatori Sanitari”.

I lavori vedranno, così, la partecipazione di esperti relatori di chiara fama Nazionale e di specifica esperienza sul tema come Giuseppe Battagliarin (Rimini), Giovanni Bavetta (Trapani), Salvatore Bennici (Agrigento), Antonino Bucolo (Siracusa), Giuseppe Calì (Palermo), Nicola Chianchiano, Maria Rosa D’Anna (Palermo), Salvatore Incandela (Sciacca), Emiliano Maresi (Palermo).

 

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