Sciascia per Racalmuto vale due milioni di euro. Camilleri quasi 45, ma finiscono a Ragusa

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Quanto pesa uno scrittore? Uno studio misura il valore economico di poeti e letterati e la ricaduta per i luoghi dove sono nati. Leopardi per Recanati vale un miliardo e mezzo, Aci Trezza con Verga può contare su un “marchio” da 860 milioni di euro.  Queste cifre possono diventare moneta sonante.

La letteratura ha un peso economico. Un poeta o uno scrittore possono innescare processi economici positivi. Così come la Tour Eiffel a Parigi e il Colosseo a Roma attraggono milioni di turisti, la presenza di uno scrittore in un paese o in una città può portare un indotto economico.

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La statua di Sciascia

Chi lo ha sempre pensato e creduto, adesso ha uno studio scientifico, curato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza. Anticipata da un articolo di Repubblica di sabato 29 marzo, l’analisi fa la mappatura del business dell’arte e della poesie.

Per fare degli esempi. Quanto vale per Recanati il fatto che vi sia nato Giacomo Leopardi? Gli esperti della Camera di Commercio di Monza valutano questa ricaduta in un miliardo e mezzo di euro. E Giovanni Verga, ad Aci Trezza, vale 826 mila euro. Centri piccoli, che hanno dato i natali o hanno ospitato uno scrittore, diventano così famosi nel mondo.

Si chiama “brand”, è il valore di un marchio. Un valore di riconoscibilità, di prestigio e di reputazione. Naturalmente, il “brand” da solo non basta. Se questi soldi devono diventare moneta sonante ci vogliono idee, promozione, iniziativa.

Nella tabella preparata dalla Camera di Commercio spuntano anche due scrittori della provincia di Agrigento. Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Da quest’analisi risulta che Sciascia per Racalmuto “vale” due milioni di euro. Non è uno dei primi, ma nemmeno l’ultimo.

“Pensiamo cosa sarebbe Sansepolcro senza Piero della Francesca o la Sicilia senza Sciascia”, spiega su Repubblica il sociologo Aldo Bonomi. In questo caso, il “brand” riguarda proprio Racalmuto. Questi due milioni virtuali, con qualche iniziativa – come ad esempio vuole fare Felice Cavallaro con “La strada degli scrittori”, l’idea di unire con percorsi turistici l’Agrigento di Pirandello, la Racalmuto di Sciascia e la Porto Empedocle di Camilleri – potrebbero diventare molti di più, innescando reazioni positive a catena.

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

“C’è una stretta correlazione tra la reputazione di un paese e la decisione di visitarlo. La reputazione è denaro che alimenta l’economia”, scrive Repubblica. In altre parole, a dispetto di chi pensa che investire sulla cultura sia uno spreco, la letteratura può produrre economia. E per un paese come Racalmuto che ha Leonardo Sciascia questa è una fortuna. Toccherà alla prossima amministrazione comunale e alla Fondazione che porta il nome dello scrittore tradurre questo “marchio di qualità” in progetti concreti.

Il paradosso, però, riguarda Andrea Camilleri. Lo scrittore empedoclino,  secondo lo studio della Camera di Commercio di Monza, ha un valore di quasi 45 milioni di euro. Peccato che questo aumento di valore non interessa la sua città, Porto Empedocle, ma la località di Punta Secca, in provincia di Ragusa, dove i turisti accorrono per fotografare la casa del commissario Montalbano. In questo caso, il Camilleri televisivo ha spodestato quello letterario. E quei 45 milioni di euro portano vantaggi alla provincia di Ragusa più che a quella di Agrigento.

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