Sciascia, la stagione degli asparagi e il leader che non c’è

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MEMORIE DI CONTRADA NOCE. Aldo Scimè rievoca le discussioni con Leonardo Sciascia alla vigilia delle elezioni amministrative. “Diceva che non c’erano politici all’altezza. E concludeva con una frase in dialetto: d’unni s’accumencia?”

sciascia con nina e aldo scimè

Leonardo Sciascia con Aldo e Nina Scimè a Racalmuto, in una foto degli anni ’80 (ph: Pietro Tulumello/Mt)

Elezioni, da dove iniziamo? Avrebbe commentato così Leonardo Sciascia le vicende pre-elettorali di Racalmuto, parola di Aldo Scimè. “Si, parlava spesso così quando Racalmuto andava alle urne – racconta Scimè, racalmutese doc, quasi novant’anni e sempre legato al paese delle sue radici – perché in realtà comprendeva che non c’erano leader veri in campo”.

Aldo Scimè non perde occasione per ricordare Sciascia, l’amico di una vita. Non si stanca di dire che qui, alla Noce, il vuoto è incolmabile. “Alla Noce – dice – a Racalmuto e in tutt’ Italia”.

E’ tempo di asparagi per ora. Quelli di questa contrada sono famosi. Piacevano a Sciascia, a Carmelino Rizzo, a Nenè Cavallaro. E a tanti tantissimi che qui venivano anche per gustare i piatti dello scrittore, come Ferdinando Scianna.

Aldo Scimè (Tulumello)

Aldo Scimè, uno dei primi giornalisti Rai in Sicilia, è vice presidente della Fondazione Sciascia. (C.da Noce, foto di Pietro Tulumello)

La signora Nina, moglie di Scimè, ricorda le frittate di asparagi che lo scrittore preparava: “Venite qui da noi – ci diceva – la frittata è pronta. E spesso ci metteva le fave appena raccolte, una delizia”.

“Amava cucinare, questo è risaputo – aggiunge Scimè – e si divertiva con le verdure che lui stesso raccoglieva qui intorno”. “Ma non si divertiva affatto quando vedeva che le cose nel nostro paese non andavano bene – chiosa – e anzi quando eravamo soli si confidava: non ci sono politici all’altezza”.

“Come no, parlavamo di elezioni, e anche da giovani, quando passavamo ore intere su e giù dalla Matrice alla piazzetta – ricorda ancora Scimè – parte di quelle vicende sono state raccontate nelle Parrocchie. Era legato al paese, nonostante tutto, e perciò ha voluto qui la Fondazione”. “E dunque d’unni s’accumencia, mi diceva. Da dove si inizia. E’ irredimibile”.

Sciascia alla Noce

Lo scrittore con la moglie alla Noce (Foto P. Tulumello)

Scimè guarda la campagna deserta: “Venne l’ultima volta qui a marzo e lui è morto a novembre. Sono passati venticinque anni – gli luccicano gli occhi – tanti miei amici non ci sono più eppure noi continuiamo a venire e ad amare questa campagna e questo paese”. E continua: “Ci sono le elezioni e mi auguro che tutto vada bene. Ma da dove si comincia? Ci sono tanti problemi da affrontare. Penso che la grande intelligenza dei racalmutesi, la perspicace ironia siano ancor oggi componenti di disfacimento e non di crescita”.

La palma della terrazza di casa Scimè è stata abbattuta da pochi giorni. Si trovava a pochi metri dalla piccola stalla che ospitava la cabina della Sip che serviva a tutti i residenti della zona per telefonare quando ancora i cellulari erano un miraggio. E da dove Sciascia dettava spesso i suoi interventi per i giornali. “Vedi – dice con ironia Scimè – il punteruolo rosso è arrivato anche alla Noce. Ora si che possiamo dire che anche questo paradiso è stato globalizzato”.

Contrada Noce (Foto A. Jyoti)

Contrada Noce (Foto A. Jyoti)

Contrada Noce, Racalmuto. La casa dei nonni paterni di Leonardo Sciascia (Foto A. Jyoti)

Contrada Noce, Racalmuto. La casa dei nonni paterni di Leonardo Sciascia (Foto A. Jyoti)

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