Sciacca: un’intera comunità sconvolta per la tragica morte di Pierpaolo

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Aveva appena 24 anni. Il “mare che spacca” ha restituito il suo corpo

Pierpaolo RuffoOggi il mare spacca. È stato questo l’ultimo post, pubblicato sul suo profilo facebook pochi minuti prima di morire, di Pierpaolo Ruffo. Un post che, a posteriori, ha il carattere del più drammatico dei presagi.
Pierpaolo Ruffo aveva appena 24 anni. Figlio del consigliere comunale Santo Ruffo, bancario, e di Anna Rita Curreri, dipendente degli uffici giudiziari. Il giovane viveva a Jesolo, dove lavorava come animatore turistico. Si trovava a Sciacca per una vacanza. Venerdì pomeriggio, 7 giugno, intorno alle 18, insieme ad altri tre amici è andato allo Stazzone. “Andiamo a raccogliere ricci”. Questa la decisione del gruppo. Decisione fatale. Prima il tuffo dagli scogli, poi la morte.

Stando a quanto si è appreso dalla ricostruzione dei fatti, Pierpaolo non avrebbe calcolato bene il peso necessario della cintura zavorrata in dotazione ai sub. Forse era troppo pesante per lui. Fatto sta che il giovane è finito sotto il pelo dell’acqua, in una zona peraltro poco profonda, appena 3 metri, non riuscendo più a riemergere.

I compagni che erano con lui per la battuta di pesca di ricci hanno subito lanciato l’allarme. Sul posto la guardia costiera. Qualcuno ha poi avvisato i familiari.

Pare che fosse la prima volta che Pierpaolo indossasse una muta da sub. Il mare inoltre venerdì era piuttosto agitato. Le ricerche pomeridiane di Pierpaolo Ruffo sono state vane. Diversi i sommozzatori locali che si sono tuffati per cercarlo. L’acqua antistante la zona dello Stazzone, però, era particolarmente torbida, e nessuno è riuscito ad individuarlo. Sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco provenienti da Palermo a ritrovarlo, dieci metri al largo. Era trascorsa la mezzanotte. Alle ricerche avevano dato un sostegno anche alcuni pescherecci della flotta saccense, in particolare il Rita Madre, il San Pietro, l’Eva e il Maria Carmela.

A riva, sulla spiaggia dello Stazzone, intanto, genitori, familiari e amici aspettavano notizie. Quella arrivata è stata ovviamente la più tragica. Fin quando il cadavere non era stato ancora ritrovato era ancora accesa una flebile fiammella. Ma difficilmente l’epilogo sarebbe stato diverso.
Il medico legale incaricato dalla procura della repubblica non ha potuto far altro che constatare il decesso da annegamento. Il magistrato di turno Giovanni Lucio Vaira ha disposto la riconsegna del corpo alla famiglia. Non ci sarà alcuna autopsia.

Su facebook si rincorrono i messaggi di sconcerto degli amici e dei conoscenti di Pierpaolo Ruffo. Una tragedia incomprensibile, che ha gettato nello sconforto un’intera comunità e fatto riemergere gli interrogativi di sempre sulla pericolosità del mare.

Massimo D’Antoni

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