Sciacca, una brutta faccenda

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Sull’arresto di Frà Davide Mordino, accusato di aver pagato minori in cambio di prestazioni sessuali, colpevolisti e innocentisti si inseguono sul web

Sciacca“Portatemi subito a Sciacca”. Massimo Cucinotta è un frate francescano. E’ lui il ministro del Terzo Ordine Regolare, istituto religioso che sovrintende all’attività pastorale presso la Basilica di San Calogero di Sciacca. E’ a lui che è giunta notizia di un chiacchiericcio dal contenuto sconcertante che riguarda un fratello, Davide Mordino, rettore del convento. E si presenta a Sciacca, Fra’ Massimo Cucinotta. Vuole approfondire, verbo dal sapore politico e nobile dietro il quale, perfino un seguace di San Francesco può permettersi di nascondere una vera e propria inchiesta. Che culminerà con l’allontanamento da Sciacca di Fra’ Davide, in attesa che si faccia la dovuta chiarezza sulla vicenda.

E’ il 2009 quando accade tutto questo. Chiacchiericcio scabroso, quello riguardante il frate. Sullo sfondo: voci di rapporti omosessuali di cui si sarebbe reso protagonista. La Diocesi prende tempo, i frati francescani no. Loro fanno presto, e chiudono il caso. Possono farlo, perché nell’organizzazione ecclesiastica della Chiesa dispongono di procedure specifiche, quasi indipendenti.

L’arresto del prete, 41 anni, palermitano, sembra dare ragione ai frati. Le manette che scattano ai suoi polsi si inquadrano in un’inchiesta iniziata negli anni scorsi. Lo stesso periodo che induce Fra’ Cucinotta a correre a Sciacca. La Polizia intercetta alcune persone, che finiranno poi nelle maglie di un’operazione antidroga. In una delle conversazioni registrate al telefonino di uno degli indagati odono la voce di Fra’ Davide. Quello che dice appare loro come un elemento inequivocabile. Gli agenti riferiscono al magistrato inquirente. Sulla base dei primi accertamenti si ipotizza un episodio di prostituzione minorile. La Procura non può andare avanti, perché quello è un reato di competenza degli uffici giudiziari di Palermo. Ed è nel capoluogo che finisce l’inchiesta, culminata con l’arresto di Fra’ Davide.

Ad arrestarlo e a condurlo in una cella dell’Ucciardone di Palermo sono stati proprio gli agenti del Commissariato di Sciacca. Gli inquirenti riferiscono che Fra’ Davide ha pagato (tra 50 e 300 euro) per intrattenere rapporti sessuali con minori. Dicono anche che li adescava sottoponendoli ad improbabili test sulla sensibilità corporea, promettendo poi loro di farli entrare nello showbiz, addirittura a Mediaset, come concorrenti della trasmissione “Amici” di Maria De Filippi. Gli faceva compilare un modulo. “Ho le mie conoscenze, ci penso io”, avrebbe detto.

Fra’ Davide ha sempre respinto le accuse, ricordando: “Non sono mai stato denunciato”. Ed in effetti è così. E’ stata la magistratura, incidentalmente, ad aprire il fascicolo d’indagine a suo carico. Colpevolisti ed innocentisti intanto si inseguono sul web. I primi condannano Fra’ Davide senza alcuna attenuante. I secondi invocano la presunzione d’innocenza. Quando Fra’ Massimo Cucinotta ne dispose l’allontanamento, a Fra’ Davide non mancò il sostegno dei fedeli di San Calogero. Alcuni di loro sottoscrissero addirittura una petizione in sua difesa, inviata ai vertici della Chiesa.

                                                        Massimo D’Antoni

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