Sciacca. Turturici: Ex, ma sempre al centro delle polemiche

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L’ex sindaco e il resto della coalizione Di Paola ormai separati in casa.  “La mia maggioranza-dice- è la città, è alla città che devo rendere conto”

Mario TurturiciDa scomodo ad irriverente. Da rompiscatole ad antipatico. A Sciacca, ormai, si aggiorna di ora in ora il catalogo degli aggettivi che identificano l’ex sindaco Mario Turturici. Un politico sa bene di non potere piacere a tutti. Figurarsi se non lo sa uno come lui. Quando, però, ad affibbiargli gli epiteti peggiori sono i suoi stessi colleghi di partito e di maggioranza, la questione assume un’altra valenza. “Ma la mia maggioranza è la città, è alla città che devo rendere conto, e a nessun altro”, ha riferito qualche giorno fa Turturici durante una trasmissione televisiva. Una risposta che ha spiazzato il giornalista che gli aveva appena domandato se, a seguito di alcune polemiche specifiche, si sentisse ancora parte integrante della coalizione di governo che appoggia Fabrizio Di Paola, sindaco Pdl in carica da un anno.

Ma d’altra parte già poche ore dopo le elezioni Mario Turturici aveva preso le distanze da tutti. Precisando, distinguendo, correggendo, motivando. Perché l’immagine dello “yes man” no, nessuno deve potergliela affibbiare a Mario Turturici. E allora, a scanso di equivoci, ecco che lascia il Pdl del senatore Giuseppe Marinello. Partito che nel 2004 lo aveva proposto per la candidatura, risultata poi vincente, a capo del Comune di Sciacca. Sceglie di schierarsi con Grande sud e con, in particolare, Gianfranco Micciché. Ne scaturisce una candidatura alle regionali, ma con scarsi risultati. “Candidatura nata in pochi giorni”, si giustificherà Turturici. Ma è con Micciché che, nella diaspora con Michele Cimino, Turturici si schiera sin da subito.
Poi l’ex sindaco ha “licenziato” uno degli assessori. Si tratta del giovane attore e regista Salvatore Monte, a suo tempo da lui stesso indicato a Di Paola: “Non mi rappresenta più”, ha detto liquidando la questione e mettendo in difficoltà il sindaco, che comunque l’assessore se l’è tenuto.
Poi Turturici ha criticato più di una scelta compiuta dall’attuale sindaco. In pubblico e in privato. Nelle riunioni di maggioranza e sul suo affollato profilo facebook, che i giornalisti locali non dimenticano di visitare almeno tre volte al giorno. D’altra parte Turturici non si separa mai dal suo tablet. Nella home page del suo profilo pubblica in tempo reale tutto quello che gli passa per la mente o che sente il bisogno di esternare. Perfino durante le sedute consiliari.
Nelle settimane scorse la lite più violenta con lo stesso sindaco durante una pausa dei lavori del consiglio comunale. Turturici ha negato il suo sostegno ad una variante urbanistica finalizzata ad autorizzare l’edificazione di un grande centro commerciale alla periferia della città. Con queste motivazioni: “atto dalla legittimità non del tutto Fabrizio Di Paolaconvincente, progetto che si inquadra in politiche di sviluppo che rischiano di uccidere le piccole attività del centro storico”. Il punto è passato grazie all’opposizione. In particolare a tre consiglieri dell’Mpa e ad uno del Fli. E, ovviamente, ai voti della restante parte della maggioranza.
Ma non è la prima volta che Turturici fa una scelta diversa dagli altri. E dire che lui il sindaco lo ha fatto. E anche per lui non fu facile gestire il potere con una maggioranza consiliare che sin dalle prime battute gli diede del filo da torcere. E ora? Perché Turturici agisce così? “Si vuole vendicare”, dice maligno uno dei suoi colleghi di maggioranza. Ottenendo il risultato che l’ex sindaco si arrabbia ancora di più. “Non è vero che ho voglia di rivalsa o che sono vendicativo. Vedo le cose a modo mio, e sono convinto delle mie opinioni. Non c’entra niente la lealtà politica, nessuno si permetta di sollevarla”. Ecco perché Turturici ha anche negato che il no da lui opposto al centro commerciale sia un diniego “ad personam”, nei confronti del suo progettista, l’architetto Michele Ferrara, uno dei leader dell’Mpa di Sciacca, partito che nel 2009 non lo sostenne nella ricandidatura preferendo optare per il candidato del centrosinistra Vito Bono.
Qualche giorno fa Turturici si è messo in mezzo in una questione che ha riguardato la possibilità per i residenti della zona d’espansione Isabella di collegarsi con la rete fognante. Questione che preoccupava i cittadini, perché era circolata voce che per ogni allaccio occorresse sborsare cifre considerevoli. Turturici ha fatto telefonate, ha incontrato i dirigenti di Girgenti acque. Facendo poi sapere a tutti, attraverso un comunicato stampa, che non c’era niente di cui preoccuparsi. Apriti cielo! Gli altri consiglieri della maggioranza lo hanno additato come uno scorretto e poco rispettoso: “Ci siamo impegnati tutti, ma noi mica andiamo in televisione a dirlo”, hanno scritto in un documento. E Turturici? “I miei colleghi vogliono intimorirmi. Ma non ci riusciranno. E nessuno si permetta di accusarmi di slealtà. A me la lealtà non può insegnarla nessuno”.
Insomma: Turturici e il resto della coalizione Di Paola sono ormai separati in casa. L’abbandono della maggioranza sembra questione di ore. Tanto più che Turturici ha già detto: “Io eserciterò il mio ruolo di consigliere comunale da qualunque posizione: da maggioranza, da opposizione o da indipendente”. Messaggio chiaro. E dicono in giro che sindaco e maggioranza ormai non aspettino altro.

Massimo D’Antoni

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