Sciacca, San Paganino sciopera: congelati gli stipendi dei dipendenti comunali

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Nel mirino della crisi economica finiscono anche le garanzie di chi detiene il posto fisso

A Sciacca San Paganino (il 27 dStipendi congelatiel mese) è sempre più un ricordo sbiadito. La crisi economica non conosce ostacoli, nemmeno le storiche garanzie di chi detiene il cosiddetto “posto fisso”. Dopo i fornitori, che da mesi attendono di incassare, a bocca asciutta al comune adesso rischiano di rimanerci perfino gli stessi impiegati. Da mesi riscuotono lo stipendio in netto ritardo. E’ certo che quello di settembre lo percepiranno almeno un mese dopo. L’ufficio paghe è pessimista: “Non ci sono soldi in cassa”. Non è affatto escluso, dunque, che l’attesa della busta paga possa slittare di novanta giorni. Inevitabile l’effetto domino anche sui mesi di ottobre, novembre e dicembre. Per scaramanzia il sostantivo “tredicesima” i lavoratori nemmeno lo pronunciano. In questa storia di buono c’è solo una cosa: il senso di responsabilità dei dipendenti. La maggior parte dei quali, pur essendo monoreddito, comprende che la situazione è particolarmente difficile.

 

 

Ma non è solo questione di responsabilità. E che non c’è alternativa. Ma prima o poi i conti in banca dovranno pur essere rinfoltiti. Al settore finanze e tributi attendono accrediti su accrediti, sia dallo Stato, sia dalla Regione. I cosiddetti trasferimenti, tanto per intenderci. Che, oltretutto, hanno già subito consistenti sforbiciate. E ulteriori tagli patiranno ancora in futuro. E le priorità si accumulano, al comune non sanno quale emergenza fronteggiare prima.
Un esempio? L’ultimo pagamento della Regione di 60 mila euro è sparito in un lampo. Il Comune lo ha dovuto “giro contare” immediatamente alla Sogeir, la società che si occupa del servizio di smaltimento della spazzatura. Nemmeno lei naviga in buone acque. Ma qui i dipendenti hanno già minacciato lo sciopero. Ed è un lusso, quello di non poter garantire il servizio rifiuti, che non ci si può certo permettere. La società d’ambito se non incassa il denaro dai comuni non è certo in grado di amministrare correttamente le spese per il personale. Insomma, un cane che si morde la coda.Municipio di Sciacca
Il sindaco Fabrizio Di Paola sta cercando di correre ai ripari. Ha chiesto ai colleghi dei comuni vicini di “fare cartello”, di rivendicare un’attenzione superiore da parte degli organi sovra comunali. Perché se Sparta piange, Atene non ride di certo. Il concetto è millenario: l’unione fa la forza. E se siamo al punto che nemmeno lo stipendio dei dipendenti pubblici è più sicuro, la scure sui consumi è scontata.

A Sciacca sono a decine ogni mese i negozi costretti ad abbassare la saracinesca. Sono già andate in fumo le liquidazioni di genitori apprensivi che avevano investito tutti i loro risparmi per aprire un’attività ai propri figli. E a Sciacca si moltiplicano a dismisura i cartelli che indicano la cessione di un’attività o la nuova locazione di un immobile commerciale.
L’economia è ferma, e chi sottovaluta il fenomeno non si sottrae a considerazioni stravaganti. “Le pizzerie sono piene, non è vero che c’è crisi”. Esperti di economia da baraccone, verrebbe da dire. Farebbero bene a chiedere ai proprietari delle pizzerie (tanto per rimanere sul loro terreno) come siano cambiate le cose per i loro volumi d’affari rispetto al recente passato.
Il Presidente del Consiglio Monti ha garantito che la ripresa è vicina, ma che questa inizierà solo nel 2013. Ma nel clima di sfiducia in cui ci si trova, l’unica cosa che la gente sente vicina è il salasso in arrivo sulla seconda rata dell’IMU.

Massimo D’Antoni

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