Sciacca, “Mafia Ridens” e Moncada fa recitare l’assessore

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Una fantastica serata al Circolo di Cultura per la presentazione del libro di Raimondo Moncada, stimolato a dovere da Massimo D’Antoni. Gran finale con l’assessore al turismo Salvatore Monte che rispolvera il suo passato di attore brillante(scuola Enzo Garinei)

Moncada duetta con l'assessore MonteSuccesso di pubblico ieri sera per la presentazione del romanzo umoristico di Raimondo Moncada “Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)”, inserito quest’anno tra gli eventi collaterali dello storico e atteso Carnevale di Sciacca. Un Circolo di Cultura pieno di spettatori ha seguito con interesse e attenzione la relazione letteraria del giornalista Massimo D’Antoni, gli interventi dell’autore, del sindaco Fabrizio Di Paola e dell’assessore al Turismo e allo Spettacolo Salvatore Monte fino al reading finale.

Con continui rimandi alla realtà siciliana, Massimo D’Antoni ha colto il cuore del romanzo frutto della fantasia del suo autore che ha già toccato l’argomento, in modo episodico e sempre in chiave umoristica, in sue precedenti opere come: “Odissea: Ulissi, i froci e ‘na troia”, “Ti tocca anche se ti tocchi” e “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”. In “Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)”, pubblicato da dario Flaccovio Editore, quello della sottocultura mafiosa diventa il tema centrale, affrontato con una sottile e pervadente autoironia dall’amaro retrogusto. Si sorride, si riflette e si prende coscienza di mentalità, abitudini, modi di fare esecrabili, incarnati da uno dei due imbranatissimi protagonisti del romanzo, Calogerino, il quale, dopo una esistenza di sfottò, decide di imitare il personaggio recitato da Marlon Brando ne “Il padrino” per essere quello che non è mai stato con inevitabili esiti comici.
Per parlare del romanzo di Moncada, Massimo D’Antoni ha cominciato la sua relazione partendo da due attori straordinari, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, alla cui memoria Raimondo Moncada ha voluto dedicare il libro. Ha accennato al film “I due mafiosi” che girarono nel 1964, parlando di personaggi irreali e di personaggi in carne e ossa protagonisti di “scene drammaticamente reali – in interrogatori o confronti processuali – in cui vengono fuori situazioni irreali, perfino comiche”.
D'Antoni e MoncadaNel libro di Raimondo Moncada, ha detto Massimo D’Antoni, “ci sono tanti aspetti divertenti: il gioco di parole, la presa in giro dei preconcetti, la commedia degli equivoci, il modello raffazzonato di personaggi spassosi quanto improbabili. Diventa esilarante il tentativo di pretendere il pizzo finendo col pagare chi si voleva taglieggiare. Ed è divertentissimo il ‘briefing’ durante il quale i due protagonisti, Calogerino e Pasqualino, studiano le varie ipotesi di attività illecita da compiere”.
Spassoso il duetto finale di Raimondo Moncada con l’assessore al Turismo e allo Spettacolo Salvatore Monte, che si è spogliato delle sue vesti di amministratore per indossare quelle di attore brillante (viene dalla scuola di Enzo Garinei). Moncada e Monte hanno recitato un brano tratto da “Mafia ridens” riscuotendo l’applauso del numeroso pubblico presente.
Il libro è già stato presentato alla Mondadori di Palermo e a “Kaos”, il festival dell’editoria e della legalità che si è svolto a Montallegro. A breve sono previste altre presentazioni.

Lino Coriandolino

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