Sciacca, Grand Hotel delle Terme Thrilling

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Scongiurata all’ultimo momento la chiusura della struttura. La Città  ha rischiato di fare una figuraccia. Tra i clienti che avevano prenotato anche Mogol, in questi giorni a Sciacca per alcune audizioni musicali

 

Il Grand Hotel delle TermeIl Grand Hotel delle Terme ha davvero rischiato di restare chiuso. Con la conseguenza che i clienti che avevano regolarmente prenotato il loro soggiorno, e che venerdì scorso si sono presentati a Sciacca, hanno corso il pericolo di andare incontro a gravissimi disagi. Ma è stata la città tutta ad aver rischiato di fare una figuraccia. Perfinocon Mogol. C’è anche lui, il poeta Giulio Rapetti ospite in questi giorni delGrand Hotel, dove ha organizzato alcune audizioni musicali. Per fortuna all’ultimo momento tutto è rientrato. Come un thrilling americano, dove il lieto fine si fa attendere fino all’ultimo fotogramma.

 

 

Ma sono state giornate convulse. Giornate che lo stesso sindaco Fabrizio Di Paola, insieme al commissario liquidatore della Terme di Sciacca Spa Carlo Turriciano hanno vissuto quasi con il fiato sospeso.
Il perché di questa vicenda è chiaro: la Regione impedisce le assunzioni di lavoratori presso gli enti partecipati. Le Terme sono uno di questi. Eppure quelli che attendevano di poter tornare al lavoro erano 55 lavoratori stagionali. Gente che ogni dodici mesi attende con ansia questi mesi ai quali, poi, associare il periodo di disoccupazione per completare l’anno solare, grazie al sostegno dell’ammortizzatore sociale. Nel divieto di assunzione nessuna differenza è prevista tra stagionali e non stagionali. Ne è venuta fuori una vertenza al cardiopalmo. Una corsa contro il tempo per evitare almeno tre scenari assolutamente nefasti: una crisi sociale ed occupazionale, un danno d’immagine pesantissimo per la città, il depauperamento ulteriore di un patrimonio delle Terme già ai minimi termini.
MogolNe sono venute fuori proteste dei lavoratori, che si sono incatenati ai cancelli del Grand Hotel. E poi: telefonate, spedizioni allarmate a Palermo, negli uffici dell’Assessorato regionale all’Economia. E ancora: incontri con i dirigenti della Regione, conversazioni con l’assessore Luca Bianchi. Tutto per avere un via libera di massima alla riassunzione dei lavoratori. Alla fine Turriciano ha rotto gli indugi: ha riassunto i lavoratori, ha fatto partire le strutture. Non solo il Grand Hotel, ma anche le piscine termali, le stufe di san Calogero, gli impianti curativi. Tutto funziona a pieno regime. Incarico ai lavoratori trimestrale. In altre condizioni sarebbe stato semestrale. Ma con questa norma tutta da decifrare non è stato possibile. Con l’ aggravante che se così restassero le cose, il 31 luglio prossimo questi lavoratori riassunti saranno nuovamente in mezzo alla strada. Per legge il Commissario dovrebbe incaricare una società esterna. Ma c’è il tempo per organizzare bandi, indagini di mercato, affidamenti e tutto quanto previsto dalla norma? A cercare di scongiurare questo scenario è un emendamento depositato all’Ars alla nuova legge finanziaria regionale tuttora in discussione. Porta la firma di Matteo Mangiacavallo, deputato regionale del Movimento Cinquestelle. Stabilisce l’esclusione dei lavoratori a tempo determinato dall’elenco di quelli a cui non si può più fare ricorso. Si riuscirà nell’intento? Ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo le Terme di Sciacca attendono di conoscere l’identità di chi si occuperà di gestirne il patrimonio. Si tratta di un privato che ha presentato una proposta specifica alla Regione siciliana. Forse davvero dopo 14 anni dalla legge regionale (governo Capodicasa) che sancì la privatizzazione delle Terme, siamo al punto di svolta. Una svolta che ha rischiato di registrarsi con l’albergo inesorabilmente chiuso al pubblico.

Massimo D’Antoni

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