Sciacca. Arriva la tassa di soggiorno, ma gli ospiti più ricchi pagheranno di meno

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Il provvedimento, approvato dal Consiglio Comunale, accende le polemiche. Gli albergatori: “In un così grave momento di crisi ci mancava pure questo balzello”

Dal primo gennaio dormire a Sciacca costerà di più. Il turista che deciderà di trascorrere le vacanze nella città termale, oltre alla normale tariffa giornaliera della camera in albergo dovrà pagare anche l’imposta di soggiorno.
Il Consiglio comunale ha dato il via libera al provvedimento stabilendo anche le tariffe: il posto letto nel bed and breakfast, nelle case vacanze e nelle altre strutture non classificate costerà 50 centesimi al giorno; 1 euro il posto letto nell’hotel a 3 stelle, 1 e 50 quello negli hotel 4 stelle. A sorpresa, all’ultimo momento è sceso a 3,50 (dalla previsione iniziale di 5 euro al giorno) il costo per il cliente del resort di Rocco Forte, l’unico
albergo a cinque stelle del territorio. Dalla maggioranza è stata ritenuta
eccessiva la somma di cinque euro perfino per gli ospiti ricchi. “Sarebbe stata una scelta punitiva – ha detto Salvatore Alonge dell’UDC – mentre dobbiamo considerare l’istituzione del provvedimento ancora come un’iniziativa del tutto sperimentale”.

 

 

Una decisione, quella di abbassare la tariffa per gli ospiti di Rocco Forte,oggetto di polemiche. “Ma facciamo lo sconto agli ospiti VIP?”, si è chiesto Paolo Mandracchia di SEL, che ha poi aggiunto: “Proprio quegli ospiti sono quelli che possono dare qualcosa in più, e noi riserviamo proprio a loro l’occhio di riguardo?”. E’ stato il sindaco Fabrizio Di Paola a chiarire: “Abbiamo ritenuto eccessivo lo sbalzo tra un euro e 50 centesimi del 4 stelle e 5 euro del 5 stelle”. Ma a pregiudicare ulteriormente il clima di sostanziale concordia che aveva accompagnato la predisposizione del provvedimento sono state le modalità di convocazione decise per il tavolo tecnico tra operatori turistici e amministratori. Istituzione, il tavolo tecnico, utile a stabilire la destinazione degli introiti dell’imposta di soggiorno. “Si convochi quando

 

ce n’è bisogno e anche su richiesta di due soli consiglieri”, avevano chiesto dai banchi dell’opposizione. “No, si convochi almeno una volta l’anno e comunque solo su iniziativa del sindaco”, è stata la risposta. A questo punto alcuni consiglieri hanno abbandonato l’aula per protesta, altri invece sono rimasti pur decidendo di astenersi sulla votazione finale. Alla fine l’imposta di soggiorno è stata approvata ma in un clima di scontro politico, malgrado la vigilia avesse fornito scenari diversi su una possibile intesa bipartisan. “In commissione avevamo raggiunto un’intesa che poi sindaco e maggioranza si sono rimangiati”, ha detto Filippo Bellanca dell’API. Preoccupazione è venuta fuori soprattutto sull’utilizzo dell’introito dell’imposta di soggiorno.
L’Amministrazione non ha escluso che parte dei 400 mila euro (stima in difetto) che si attendono possa servire a finanziare il Carnevale. Un’ipotesi che non piace a chi ritiene che occorra, piuttosto, puntare sul miglioramento dei servizi e su un arredo urbano degno di questo nome. “Siamo una città senza servizi che farà pagare i turisti”, ha detto il patron di Aeroviaggi (la società che gestisce gli alberghi di Sciaccamare) Antonio Mangia. Il quale ha tentato di convincere fino all’ultimo momento il comune a soprassedere: “Lasciate perdere l’imposta di soggiorno, puntate piuttosto a restituire splendore alle Terme”, ha detto. Albergatori contrari per un motivo semplice: “Il mercato è già in crisi, ci manca pure il vostro balzello”, ha detto Francesco Picarella di Federalberghi. Il comune di Sciacca è andato avanti.
L’imposta di soggiorno adesso è in vigore. Una goccia nel mare di un comune che deve tentare di scongiurare il dissesto economico e finanziario.

Massimo D’Antoni

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