Sbiancamanto anale. Meglio se provate con il succo di limone

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Lo sbiancamento è un intervento estetico per il quale  spesso vengono proposti, a costi molto elevati, trattamenti a base di “idroquinone”, una sostanza estremamente pericolosa, perché nociva, irritante, allergenica e cancerogena. I rimedi naturali sono decisamente meno rischiosi.

donne e succo di limone

Alcuni argomenti d’interesse scientifico meritano d’essere approfonditi, soprattutto se diventano motivo di “notizia” o di inaspettata scoperta per il lettore.. Di conseguenza, è importante sapere come meglio utilizzare le informazioni su certi interventi che riguardano la chirurgia estetica e che richiedono consulenze, operabilità ed esperienza da parte di specialisti del settore; i rischi infatti ci sono e non sono pochi.

“Anale bleaching” in inglese, o ” sbiancamento anale” è un trattamento estetico che consiste nello schiarimento del colore della pelle nella zona attorno all’orifizio anale. E’ un trattamento estetico perché gli interessati sono spesso individui dello spettacolo o coloro i quali effettuano depilazioni integrali e indossano perizoma o tanga; ma è un intervento richiesto anche in legame a fluttuazioni ormonali, alla gravidanza, all’obesità, allo strofinamento degli indumenti stretti e di fatto, molti uomini e molte donne, effettuano lo sbiancamento anale, soprattutto a Miami, Venezuela, Colombia.

Fisiologicamente, con il passare degli anni, l’ano, le ascelle, la vagina, assumono una colorazione piuttosto scura detta: “melasma”.

Ma…negli anni passati, chi di noi avrebbe mai pensato a rendere meno antiestetiche certe parti del proprio corpo, per ovvie ragioni nascoste? Sono parti intime, protette dall’attenzione della gente, zone normalissime nella loro pigmentazione scura, non certo un problema!

Negli ultimi tempi, invece, sembra addirittura naturale pensare o “esigenza” intervenire con la chirurgia estetica su queste zone del corpo, oramai considerate “antiestetiche”. La moda, del resto, porta gli individui a cambiare ciò che nel proprio corpo è assolutamente normale nella forma o nel suo colore. Innegabile, dunque, che, ai giorni nostri, gli usi e i costumi degli italiani sono cambiati molto. La depilazione integrale, la cosiddetta “ceretta brasiliana”, riveste molta importanza fra chi ritiene che i genitali non debbano più essere eccessivamente coperti dai peli corti o lunghi e il motivo, a quanto pare, non è solo estetico, ma pratico e per una migliore igiene. Si comprende da ciò come una totale depilazione esponga certe zone in contrasto con altre, a causa della diversa colorazione della pelle. Per altro, come detto, con il passare degli anni il colore scuro di queste zone del corpo tende a peggiorare: ecco che per alcuni, il colore marrone attorno a certi orifizi, risulta sgradevole alla vista, tanto da far sembrare poco attenti all’igiene personale.

Lo sbiancamento anale può essere praticato da un chirurgo estetico, da un’estetista oppure direttamente dall’individuo, attraverso l’applicazione di particolari tipi di creme e dopo aver letto per bene l’utilizzo delle stesse e gli eventuali rischi. Il tempo di applicazione delle creme va dai 30 ai 40 giorni. Quindi un trattamento che si può effettuare a casa propria senza alcun imbarazzo e a costi nettamente inferiori. Rivolgersi ad uno specialista infatti può costare anche 1,500 euro, contro le 30,00 euro per un flacone di crema.

Però, lo sbiancamento anale può essere pericoloso; bisogna fare molta attenzione. Come evidenziato da un recente servizio televisivo de “le iene”, spesso vengono proposti a costi molto elevati trattamenti a base di “idroquinone”, una sostanza estremamente pericolosa, perché nociva, irritante, allergenica e cancerogena. È importante sapere che l’utilizzo dell’idroquinone come agente sbiancante nei cosmetici è vietato in tutta Europa; i prodotti a base di idroquinone vendibili sono dei farmaci a determinate concentrazioni e acquistabili solo dietro presentazione di ricetta medica: queste sostanze, infatti, pur risultando efficaci, a lungo andare, possono causare una colorazione scura e bluastra della zona trattata.

Un altro fattore di rischio è quello legato al luogo dove si effettua l’intervento; per esempio, se il centro in cui viene effettuato il trattamento non rispetta le norme igieniche adeguate, i pazienti potrebbero essere esposti ad infezioni batteriche, come: l’herpes, che potrebbe creare difficoltà nell’evacuazione.

Le creme per lo sbiancamento anale possono inoltre servire per schiarire la pigmentazione di altre parti del corpo come: capezzoli, viso, interno cosce, vagina, petto, mani. Ma l’ attenzione non è mai troppa perchè le creme specifiche  possono, tuttavia,  causare irritazioni in alcune parti più delicate di altre, sindromi allergiche e alcuni prodotti, oltre l’idrochinone, possono contenere il mercurio, con effetti collaterali anche gravi.

Lo sbiancamento anale può essere eseguito tramite laser, ovviamente da un medico specialista che dopo avere studiato per bene il tipo di pelle, sceglierà il trattamento più idoneo. Il laser, interagendo con il pigmento della pelle, ossida quella zona e genera lo sbiancamento; e’ una tecnica che impiega tempi brevi di intervento e riduce rischi ed imbarazzi per il paziente, ma deve essere eseguita da mani esperte perchè il rischio di ustioni e infezioni è alto.

Esistono anche i rimedi naturali per chi volesse sbiancare alcune zone del proprio corpo: il succo di limone, ma attenzione che la pelle sia ben integra o il bruciore ci farebbe pentire amaramente d’averci provato; buoni risultati inoltre, con l’estratto di vitamina B3, con l’ acido lattico e con l’ acido glicolico.

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One Response to Sbiancamanto anale. Meglio se provate con il succo di limone

  1. Carlo Barbieri Rispondi

    30 giugno 2017 a 8:42

    Ma perché non si lasciano le intimità alle colorazioni sabilite da madre natura? Invece alcuni sbiancatori potrebbero concentrarsi sullo sbiancamento della propria coscienza, che probabilmente ha molto più bisogno di una ritinteggiatura.

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