Sardo: “Ecco quale è stata la nostra più grave responsabilità”

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Il  noto esponente del Pd, per ben trent’anni protagonista della vita politica e amministrativa di Racalmuto, ha deciso di non candidarsi . Spiega le ragioni in una lettera inviata al segretario del suo partito, dove tra l’altro ammette: “Quando si è presentata l’occasione per staccare la spina non lo abbiamo fatto”

Salvatore Sardo

Salvatore Sardo

Affida ad una lettera, inviata al segretario del suo partito, Vincenzo Maniglia, la decisione di non candidarsi alle prossime elezioni amministrative. Una decisione, come scrive, sulla quale medita da tempo, e che ormai sembra definitivamente presa. Salvatore Sardo, medico, iscritto al Partito Comunista dal 1967, e da ben 30 anni, come lui stesso ricorda, protagonista della vita politica e amministrativa di Racalmuto, comunica, comunque che il suo impegno politico continua e che non farà mancare il suo apporto in  campagna elettorale al candidato sindaco del Pd Emilio Messana. Di seguito il testo integrale della lettera.

Caro Segretario,

da alcuni mesi mi vado chiedendo se sia opportuno riproporre la mia candidatura alle prossime elezioni comunali  oppure, come si usa dire in queste circostanze, fare il classico “ passo indietro” per dare spazio alle nuove generazioni. Premetto di essermi iscritto alla FGCI nel 1967 e da allora ho sempre fatto  politica per passione ed impegno civile.Faccio parte di quella generazione che tra la fine degli anni ’60 e tutto il decennio successivo, cioè gli anni del Liceo e dell’Università, è stata attratta dal fascino della “Rivoluzione” intesa come mezzo per cambiare il mondo, cioè i rapporti di forza tra le classi sociali, per stabilire maggiore giustizia sociale,  più welfare, diritto allo studio come strumento per la mobilità sociale, diritto alla salute, più democrazia  ecc.

Mentre i galoppini e i “paglietta” frequentavano le segreterie dei notabili democristiani alla ricerca di un impiego sicuro, senza sudore e senza  tanti sforzi, i giovani di sinistra sceglievano il PCI  come strumento per cambiare l’intera società e conseguentemente i loro destini personali. Con questa visione dell’impegno politico ho svolto per 30 lunghi anni la funzione di consigliere comunale, assessore e vicesindaco guardando all’interesse generale e al benessere della nostra comunità. Durante tutto questo tempo, a differenza di moltissimi amministratori e politici inquisiti e condannati per gravi reati commessi durante il loro mandato, non ho mai ricevuto neppure una multa per divieto di sosta!

Neppure la Commissione di Accesso Prefettizia che,  in seguito alle dimissioni di Petrotto,  ha ispezionato gli atti amministrativi  del nostro comune ha trovato alcun ché da segnalare né sul mio conto né su quello dei consiglieri e amministratori del PD. Quindi avrei tutte le carte in regola per avanzare la richiesta di candidatura alle prossime consultazioni comunali.

Tuttavia, l’intero consiglio comunale, a causa di una sciagurata legge,  è stato sciolto per condizionamento  ed infiltrazione mafiosa anche se la maggior parte dei consiglieri nulla ha avuto da spartire con la mafia ed i poteri criminali!  Senza alcuna distinzione, dunque, tutto il consesso è stato macchiato,  infangato,  bollato di mafiosità;  e questo è inaccettabile.

Proprio per evitare strumentalizzazioni, per togliere argomenti a chi è a corto di idee e anche perché sono fortemente convinto che è necessario affidare ad una nuova generazione il compito di continuare il lavoro fin qui svolto che ho deciso di non avanzare la mia candidatura alle elezioni del prossimo 25 maggio.  Certamente il mio contributo non verrà meno;  metterò a disposizione del partito la mia esperienza,  la mia competenza e le mie relazioni sociali per concorrere a far vincere questa importante battaglia.

Chi veramente vuole rendersi conto dei motivi che hanno portato allo scioglimento del consiglio e delle responsabilità di amministratori e  burocrati comunali,  questo i giornalisti nostrani lo sanno bene,  non può non  tenere presente dei sotto elencati documenti:

  • Relazione finale della Commissione di Accesso Prefettizia
  • Deposizioni del collaboratore di Giustizia Maurizio Di Gati
  • Decreto di archiviazione nei confronti dell’ex sindaco Petrotto.

In questi atti sono spiegati con chiarezza e precisione i motivi e le responsabilità personali che hanno portato allo scioglimento del consiglio e al conseguente disastro politico-amministrativo-economico-sociale ed etico della nostra comunità.

La responsabilità, allora, è sempre e comunque solo degli altri?  No.

C’è pure una nostra responsabilità politica! In questi anni abbiamo ecceduto in tatticismi,  cioè abbiamo tenuto comportamenti miranti ad acquisire  posizioni per non essere esclusi dal gioco politico,  dal momento che la partita veniva giocata senza regole e con un arbitro inaffidabile  e all’uopo alleato di volta in volta,  e a secondo delle convenienze,  con elementi delle squadre avversarie. Questo nostro atteggiamento, anche se accompagnato da aspre critiche all’operato del sindaco e delle varie giunte, come parecchi documenti politici da noi resi pubblici testimoniano,  non ha portato a risultati positivi né per il partito e neppure per il paese!

Quando, poi, si è presentata l’occasione per staccare  la spina,  non l’abbiamo fatto; è stata questa la nostra più grave responsabilità.  Per il resto, come dice San Paolo, “omnia munda mundis”.

Oggi è necessario ripartire con slancio e determinazione, tutti compatti a sostegno del nostro candidato sindaco, Emilio Messana, cui è stato dato l’onore e l’onere di guidare un ampio schieramento di forze responsabili che hanno l’ambizione di raddrizzare il corso storto della nostra storia recente.  Per questo motivo è incomprensibile che qualcuno dentro il PD possa mettere ipoteche su questo generoso tentativo o ancora peggio possa subordinare il sostegno elettorale in cambio di qualche posto in lista.

La situazione è drammatica: assai deludente è stata  la gestione della Commissione Straordinaria che alla fine del suo mandato lascia un paese deluso,  sfibrato,  impotente,  sovraccaricato di tasse e balzelli senza prospettive e senza speranza.

Chi si aspettava che la salvezza potesse venire dall’esterno e dai commissari si è sbagliato:  tocca a noi del PD e alle forze della coalizione ridare la speranza, indicare la prospettiva, affrontare le questioni insolute con il concorso di tutti senza la velleità come dice Emilio  “di un uomo  solo al comando” .

I cittadini hanno sperimentato sulla loro pelle e per lungo tempo  questa visione populistica e demagogica della politica;  ora si cambia, il sindaco deve essere “primus inter pares” che assieme agli altri prende le decisioni e tutti assieme se ne assumono la responsabilità di fronte alla gente.

C’è lavoro per tutti,  innanzi tutto per fare la campagna elettorale e far vincere la nostra coalizione.

Con sincerità.

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7 Responses to Sardo: “Ecco quale è stata la nostra più grave responsabilità”

  1. Calogero Taverna Rispondi

    7 aprile 2014 a 9:32

    Leggiamo anche fra le righe. Non vedo alcuna irriducibile volontà a non continuare nella sua indispensabile attività politica: Totò Sardo è combattente di razza, è comunista indefettibile, è una risorsa ammnistrativa, è un saggio ed ha appunto trentennale esperienza. E’ una irrinunciabile risorsa per la collettività. Fra giorni torno a Racalmuto e mi batterò con tutte le mie forze per Sardo in lista. Certi scimmiottatori renziani di paese lo vogliono rottamare. Se non desistono mi sforzerò per rottamare codesti rottamatori (costoro davvero sono da rottamare). Vedo Malgradotutto scadere in una titolazione davvero callida. L’incidentale richiamo a responsabilità che traspaiono essere ritenute inestistenti viene subito acchiappato da quello che fu il giornale di Scascia per sprecare caratteri cubitali nel dare un titolo ad una nobilissima e compostissima lettera d’alto spessore politico. Non praevalebunt.

  2. Lillo Mendola Rispondi

    7 aprile 2014 a 10:09

    Sempre più la selezione politica somiglia ad un “casting”,si distribuiscono le “parti” di una finzione il cui finale è scontato e risente degli umori del momento,la coerenza è un valore desueto, è un optional purtroppo.

  3. Salvatore Sardo V. Rispondi

    7 aprile 2014 a 16:46

    Come sempre accade, il giornalino “Malgrado tutto” trova sempre il modo di lanciare feroci attacchi alla sinistra. Ogni occasione è buona. Le parole, come si sa, hanno un peso e Malgrado tutto, conoscendo a perfezione la magistrale arte delle parole, e di questo devo riconoscere è molto bravo, riesce a trasformare quel peso in enormi macigni da scagliare. Ogni parola scritta dal “giornalino” nei confronti della sinistra, viene trasformata in una micidiale sciabolata dritta al cuore del centro sinistra. Anche oggi il “giornalino” non si è smentito. Infatti, ha trasformato la lettera del Dott. Sardo, ex Consigliere Comunale del centro sinistra e persona da sempre impegnata nella politica locale, fra l’altro scritta in modo sobrio e dettagliato, con la quale con motivate ragioni di grande spessore politico e, di opportunità, dichiarava la propria decisione a non candidarsi alle prossime elezioni Amministrative, in un’ammissione di gravissime colpe e responsabilità politiche del centro sinistra Racalmutese nelle passate legislature. Tutto questo con un titolone scritto a caratteri cubitali.
    Non conosco il Sig. Taverna, ma condivido a pieno il suo commento quando dice: “L’incidentale richiamo a responsabilità che traspaiono essere ritenute inesistenti viene subito acchiappato da quello che fu il giornale di Sciascia per sprecare caratteri cubitali nel dare un titolo ad una nobilissima e compostissima lettera d’alto spessore politico. Non praevaleunt”.

    • Redazione Rispondi

      7 aprile 2014 a 17:36

      Come sempre accade, ai compagni del Pd viene l’orticaria quando questo giornale si occupa di loro quasi fossero vittime di un complesso di persecuzione. Malgrado tutto si occupa e si è sempre occupato del loro partito per il ruolo centrale che lo stesso ha avuto negli ultimi vent’anni in seno all’amministrazione comunale di Racalmuto.
      Che poi il Pds prima ed il Pd oggi, partiti complessi, articolati e con una pluralità di posizioni al loro interno diano maggior lavoro ai giornali, piccoli o grandi che siano, dovrebbe andare a loro merito.
      Il dottore Sardo nella sua lettera che è stata integralmente pubblicata da Malgrado tutto, tra l’altro, scrive:
      “C’è pure una nostra responsabilità politica! In questi anni abbiamo ecceduto in tatticismi, cioè abbiamo tenuto comportamenti miranti ad acquisire posizioni per non essere esclusi dal gioco politico, dal momento che la partita veniva giocata senza regole e con un arbitro inaffidabile e all’uopo alleato di volta in volta, e a secondo delle convenienze, con elementi delle squadre avversarie. Questo nostro atteggiamento, anche se accompagnato da aspre critiche all’operato del sindaco e delle varie giunte, come parecchi documenti politici da noi resi pubblici testimoniano, non ha portato a risultati positivi né per il partito e neppure per il paese!
      Quando, poi, si è presentata l’occasione per staccare la spina, non l’abbiamo fatto; è stata questa la nostra più grave responsabilità. Per il resto, come dice San Paolo, “omnia munda mundis”.
      Per una volta, il dottore Sardo, ci ha quindi rubato il mestiere dal momento che è stato lui stesso a suggerire il titolo più adatto alla sua lettera.

  4. IRATUS PROCREATOR Rispondi

    8 aprile 2014 a 18:42

    Ci riprovo, nella speranza che la redazione non mi bocci nuovamente il mio intervento! Allora, il dott. “Sardo parla di galoppini e i “paglietta” che frequentavano le segreterie dei notabili democristiani alla ricerca di un impiego sicuro, senza sudore e senza tanti sforzi”. Chiedo al dott. Sardo (uso il condizionale e il dubitativo per non essere depennato, LO SPERO!!): caro dottore potrebbe essere che grazie alla sua “intercessione: ovvero la cosiddetta raccomantitio sine qua non” qualche suo vicino parente si sia impiegato (senza sudore e senza tanti sforzi) nell’amministrazione comunale?? E se è affermativa la risposta, le pare giusto guardare la “gobba” altrui quando invece Lei dovrebbe solamente fare non un passo indietro (non basterebbe) ma un salto in alto all’indietro! Ritirarsi in vita domestica e godersi la prossima vicina consistente pensione!!
    AD MAIORCA FARINACEE ESPERANDO SEMPER

  5. IRATUS PROCREATOR Rispondi

    8 aprile 2014 a 18:49

    Aggiungo ancora se non Le risulta che abbia mai operato la “raccomantitio sine qua non” allora le chiedo le mie umili e sentite scuse!!!

  6. SERENUS RACALMUTENSIS Rispondi

    8 aprile 2014 a 23:57

    Chi non ha peccati, scagli la prima pietra.

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