Salute. Qual è il segreto della longevità dei giapponesi?

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Sta nei geni? Nello stile di vita? Nell’alimentazione? O è solo frutto di combinazioni e casualità?

In Giappone esiste un’isola dove vivono molti ultracentenari. Ma il segreto di tanta longevità sta nei geni, nello stile di vita? Nell’alimentazione? O è solo frutto di combinazioni e casualità?

In realtà anche l’Italia ha una buona casistica di ultracentenari, soprattutto in Sardegna. Ma da cosa potrebbe dipendere tanta longevità? E cosa hanno in comune Italia e Giappone in tal senso?

Effettivamente la dieta giapponese e la dieta mediterranea hanno in comune tante cose. Intanto sono considerate le diete più sane del mondo. Il Dottor Kikuya Uno, direttore del Heart Rhythm Center presso la Sopporo Cardio Vascular Clinic  in Giapponbe, intervistato da “Sanità Informazione” ha spiegato che con certezza uno dei motivi che garantisce la longevità in Italia e in Giappone è l’alimentazione e su questo dato non vi è alcun dubbio. In entrambe le nazioni si consuma molto pesce fresco, seppure cucinato in maniera assolutamente diversa e in Italia l’olio d’oliva è un elemento prezioso per la buona salute, insostituibile.

Anche l’aceto balsamico ha delle proprietà salutari non trascurabili, ed è utilizzato in Italia tanto quanto dal Giappone. In Giappone l’aceto balsamico è il “Kurozu, un olio nero derivante dalla fermentazione di riso e koji. L’uso di questi prodotti migliora la circolazione sanguigna, garantisce una ottimale funzionalità cardiaca e previene le patologie di tipo cronico.

Ovviamente fra Italia e Giappone dal punto di vista alimentare le differenze nelle abitudini non sono poche. I giapponesi consumano molto riso e con il riso è molto più significativa la quota di carboidrati, mentre noi italiani introduciamo con la dieta più proteine. In Giappone non consumano i formaggi molto importanti, soprattutto quelli magri poiché contengono ferro.

La dieta mediterranea è e rimane un modello nutrizionale del nostro Paese, della Spagna, della Grecia e del Marocco, ed è stata riconosciuta dall’UNESCO bene protetto nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità nel 2010. Si basa sul consumo di cereali, frutta, verdura, semi, olio d’oliva, pesce, carne bianca, legumi, uova, latticini, vino rosso, dolci contenenti zuccheri raffinati o miele.

La dieta mediterranea, però, deve essere considerata nella sua globalità, perché, a parte l’olio d’oliva che possiede un suo ruolo specifico, gli effetti favorevoli sulla salute  non derivano dall’assunzione di un singolo componente e ad essa va associato lo sport o l’attività fisica, intesa anche come passeggiata giornaliera in modo da mantenere l’indice di massa corporea non oltre certi limiti.

Sarebbe bene abbondare con le spezie e gli aromi e sostituire l’olio non crudo nella preparazione del cibo. Quindi tanta  curcuma, zenzero e non ci sarà più bisogno di grassi dannosi per la nostra salute, e oltre al buon sapore, avremo consumato farmaci naturali, se è vero che stimolano le difese immunitarie ed hanno azione anti-infiammatoria fra le tante qualità.

Foto da Internet

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