“Sale e sapienza”, viaggio a Racalmuto nel cuore della terra





Empedocle lab in visita alla miniera dell’Italkali. 

Studenti e docenti del Liceo “Empedocle” in visita all’Italkali

Nella quinta giornata dell’alternanza scuola lavoro i ragazzi della III C del liceo classico Empedocle di Agrigento hanno visitato la miniera Italkali di Racalmuto. L’Italkali è la principale azienda in Italia per l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del salgemma.

Gli studenti sono stati accolti da Gigi Scibetta, direttore della miniera. “Il lavoro in miniera – ha spiegato il direttore –  non è più come settant’anni fa – non è più come quello raccontato da Leonardo Sciascia nelle “Parrocchie di Regalpetra”, molti i passi avanti che si sono fatti grazie all’aiuto della tecnologia, che permette ai lavoratori di eseguire i loro compiti nella totale sicurezza e serenità”.

Scibetta ha anche spiegato che il lavoro svolto ogni giorno in miniera è tantissimo, perché tutto il sale estratto deve contribuire a soddisfare il fabbisogno italiano, che col passare degli anni cresce sempre di più. Infatti il 70 percento del sale alimentare utilizzato in Italia proviene proprio da questa miniera. Il direttore ha qundi illustrato come si suddivide la miniera, spiegando i vari livelli, le varie gallerie, e come riesce a garantire la sicurezza dei suoi colleghi.

Il direttore Gigi Scibetta, al centro, con i suoi collaboratori

Poi l’ingresso in miniera, accompagnati dagli esperti. Un giro in jeep tra le gallerie, potendo ammirare il cuore della terra ed essere testimoni dell’impegno e del coraggio che i lavoratori dimostrano ogni giorno scendendo a quelle profondità, e letteralmente affascinati dalla fase dell’estrazione del salgemma attraverso una fresa meccanica che carica direttamente sui camion il sale estratto.

Di grande interesse anche l’impianto dove il sale viene confezionato prima di raggiungere lo scaffale di un supermercato. “Il nostro sale – ci spiega – Giuseppe Bonfiglio, l’ingegnere responsabile del settore – non viene trattato, è naturale così come lo abbiamo trovato dopo millenni”. Il marchio “Sale di Sicilia”, tra le tante produzioni dell’Italkali, è il sale iodato più venduto in Italia.

Nelle gallerie della miniera Italkali

Prima di concludere questa cronaca va sottolineato quanto sia stata calorosa da parte del direttore Gigi Scibetta, e di tutto il personale della miniera, l’accoglienza che è stata riservata agli studenti e ai loro docenti, e va anche sottolineato quanto calore umano e spirito di squadra vi sia in quell’ambiente di lavoro.

Va, inoltre, ringraziato il giornalista di Malgrado tutto Salvatore Picone che ha introdotto la nostra visita all’Italkali leggendoci una pagina di Leonardo Sciascia nella quale, tra l’altro si trova scritto: “Racalmuto era per antonomasia “lu paisi di lu sali”, il paese del sale; e salinari erano i racalmutesi, tutti i racalmutesi… E c’era anche in orgoglio, in esaltazione, il dire “sale e sapienza”, quasi che il sale, elemento del battesimo, di ben altra quantità, qualità ed efficacia fosse in chi a Racalmuto nasceva. Averlo sotto i piedi, nel sottosuolo, evidentemente si riteneva un tutt’uno con l’averlo nella testa: discernimento, acutezza di giudizio, capacità e prestezza d’apprendimento…”. Picone, tra l’altro, ci ha spiegato che la miniera di Racalmuto, così come la Fondazione Sciascia, il teatro, le chiese, i circoli e i castelli, è tappa fondamentale di un progetto turistico-culturale denominato “La strada degli scrittori” che ripercorre, attraverso un vero e proprio “viaggio sentimentale”, i luoghi che in qualche modo hanno un legame con Leonardo Sciascia e con le sue opere.

L’ingegnere Giuseppe Bonfiglio con alcuni studenti, Salvatore Picone ed Egidio Terrana

Siamo tornati tra i banchi di scuola affascinati e arricchiti da questa forte esperienza, con un pezzetto di sale sotto forma di pietra per ricordare l’affascinante mattinata.

Foto di Giusy Alaimo

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