Rungu, nel cuore dell’Africa la solidarietà ha anche il volto di Fabio

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Fabio Castronovo è un giovane e brillante agronomo di Grotte attualmente impegnato in Congo in una importante missione. In esclusiva, per Malgrado tutto, racconta la sua esperienza.

Fabio con gli abitanti del villaggio

Fabio con gli abitanti del villaggio

Arrivo a Kinshasa, capitale del  Congo: le prime impressioni che provo sono lo smarrimento di fronte ad una città enorme e disordinata e lo stupore alla vista di un  gran numero di giovani e bambini, bambini spesso abbandonati dai loro genitori  perché ritenuti stregati, una vera piaga della città. Dopo un breve soggiorno al Foyer,  ospite del COE ( Centro Orientamento Educativo ), una ONG per la quale ho lavorato, riparto per Rungu. Il Foyer era la casa di un ex generale ora trasformata in residence, ove vengono accolti studenti universitari e bambini di strada. Dopo un volo di quattro ore arrivo a Isiro a 60 km da Rungu, località ove sono diretto. Rungu è un insieme di villaggi distribuiti su un territorio abbastanza vasto sito nella Provincia orientale del Congo a Nord-Est; arrivarci non è affatto facile, non ci sono strade e ci vogliono, se tutto va bene, 5 ore di macchina da Isiro.

Nel villaggio mi accolgono Maria, una infermiera volontaria che lavora lì da più di 20 anni, Georgine, una angolana  direttrice della scuola materna, Maria Antonietta, responsabile della formazione degli insegnanti, e due ragazze volontarie del servizio civile. Il villaggio vive ancora in una grande miseria, infatti manca quasi tutto: non ci sono luce, acqua potabile, fognature… ; soltanto il quartiere mission,  dove  stavamo noi dell’Organizzazione, i preti, le suore e qualche centinaio di persone, ha accesso all’acqua e alla corrente elettrica fornita da una piccola centrale idroelettrica  realizzata dai Belgi e ora gestita da un Padre comboniano: Paolo Tabarelli.

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Questa situazione è da attribuire, in parte all’azione negli anni passati dei ribelli, che hanno più volte saccheggiato il villaggio, in parte alla posizione geografica e al fatto che il villaggio è nel cuore della foresta pluviale ed è molto difficoltoso il trasporto di merci e persone. Malgrado queste problematiche ho potuto costatare, con piacere, una significativa solidarietà tra i cittadini: in ogni villaggio infatti tutti quelli che hanno un lavoro fisso versano, proporzionalmente al loro reddito, un po’ di denaro in una cassa che servirà per i bisogni degli abitanti più poveri.

A Rungu ho realizzato un giardino botanico di piante medicinali e nutrizionali locali importanti a fini propagativi. Dopo questa fase, con la collaborazione di  un professore di agraria dell’Università di Isiro e di un medico locale, mi sono dedicato alla formazione degli agricoltori e delle donne dei villaggi in merito alle tecniche agronomiche e all’utilizzo delle piante più appropriate, però la più appagante esperienza lavorativa e umana l’ho sicuramente avuta nella terza fase del progetto, che prevedeva  la formazione teorica degli insegnanti delle primarie e delle secondarie  in merito all’ecologia agraria  e ai sistemi agricoli innovativi e l’esecuzione pratica di alcuni lavori, come la realizzazione di campi di riso in irriguo e di orti. In questa fase sono stati coinvolti anche gli scolari. Debbo riconoscere un grande interesse da parte di entrambi, forse perché gli insegnanti hanno una maggiore sensibilità degli altri riguardo alle tematiche agricole e alimentari , difatti ognuno di loro possiede un campo.

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La speranza che nutro è che questa nuova generazione possa avere la forza e la volontà (questa fortunatamente sembra esserci) per poter cambiare qualcosa , visto che il futuro dipende soprattutto da essa e che il governo faccia la sua parte.

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3 Responses to Rungu, nel cuore dell’Africa la solidarietà ha anche il volto di Fabio

  1. antonio Rispondi

    5 settembre 2014 a 0:41

    “Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo”. Confucio

  2. Rosalia Barba Rispondi

    5 settembre 2014 a 16:58

    La tua esperienza mi ha commossa. Vai avanti nel tuo progetto. Per me quello di andare in AFrica è rimasto un desiderio che nutro sempre in fondo al cuore.

    • Fabio Castronovo Rispondi

      21 settembre 2014 a 21:39

      Ciao Rosalia, grazie!

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