Rudere: “Quando l’arte dà vita alle vecchie case abbandonate del centro storico”

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Da oggi ad Agrigento un evento che regalerà ai visitatori esperienze e luoghi mai vissuti prima

RudereGiovani, creativi e visionari da oggi alle 16 e fino al 31 marzo daranno vita ad una vecchia casa abbandonata nel centro storico di Agrigento. “Rudere” è in via Neve e, a detta dei suoi organizzatori, intende essere il primo di una serie di eventi temporanei e itineranti, capace di “catalizzare idee, arte, allestimenti estremi e artisti, regalando ai visitatori esperienze e luoghi mai vissuti prima”. 

 

 

Il rudere, infatti, sarebbe rimasto tale, se non fosse scaturita la scintilla, l’idea creativa di renderlo un’esperienza unica: un luogo intenso di emozioni e di sorprese, tra installazioni, graffiti, proiezioni, fotografie. Sarà aperto fino a domenica, alle 22. Gli allestimenti e le installazioni sono di Dettofatto e di Chrome Surgery, le opere sono di Carmelo Nicotra, Lorenzo Romano e Livia Di Rosa, le fotografie di Nuccio Zicari. “Rudere” nasce un po’ per caso da un incontro tra l’architetto Luigi Greco del laboratorio di design di Dettofatto e il proprietario della casa, che è Nuccio Zicari. “Ci siamo uniti a un altro collettivo, Chrome Surgery, e ad altri artisti, tra cui Carmelo Nicotra – spiega Luigi Greco – per realizzare un evento temporaneo dentro una casa abbandonata da più di trent’anni. L’idea nasce dall’esigenza di sfruttare location fantastiche come questa, senza alcuna pretesa, ma solo allo scopo di portare persone in un luogo altrimenti inaccessibile. “Tre anni fa – afferma Zicari – quando per la prima volta entrai in questa casa, dopo averla acquistata, rimasi affascinato dalla possibilità di sfruttare un luogo non consueto per un evento dalla valenza artistica.

Era rimasta soltanto un’idea nel cassetto; quando ho conosciuto Luigi abbiamo pensato di dar vita finalmente a questa casa, coinvolgendo artisti, anche di grande fama nazionale come Carmelo Nicotra, originario di Favara, che è un vanto per noi. Con i due collettivi di Dettofatto e Chrome Surgery stiamo cercando di dar vita a questa utopia”. Ci saranno altri “ruderi”? “L’idea è creare una comunità di artisti, di creativi, di cittadinanza attiva che possa individuare postiDa oggi ad Agrigento come questo e progettare al loro interno eventi temporanei a budget ridotti – puntualizza Luigi Greco – ; ruderi abbandonati sono nelle città, nelle campagne e spesso in luoghi bellissimi e attendono solo di essere utilizzati. Io immagino un seguito di questo evento e le più svariate e meravigliose location. Quello dei ruderi, della case abbandonate nei centri storici spopolati è un problema pressante in Italia, perché non esistono vere politiche di riuso o di ripopolamento, né reali agevolazioni per la ristrutturazione: tutto è molto complicato e farraginoso; è un problema percepito fortemente soprattutto da chi ancora vive nel centro storico di Agrigento, come in quello di Favara, o di qualunque altra cittadina medio-piccola in Italia”. Per questi giovani designer e creativi tutti coloro che hanno una casa abbandonata, che pensano di ristrutturare tra dieci o vent’anni, dovrebbero pensare di poter realizzare eventi temporanei di questo tipo.

Dall’ evento, infatti, parte un messaggio: “Se possiedi un rudere e adesso sai cosa farci, contattaci”. Dettofatto torna protagonista di grandi eventi ad Agrigento: “È una realtà che abbiamo fondato sei mesi fa e che ci entusiasma moltissimo; realizziamo un progetto dietro l’altro – sostiene Luigi Greco -; siamo giovani professionisti, abbiamo fatto esperienza fuori e siamo tornati per caso. Nessuno ci vieta di riandarcene e di ritornare, non c’è niente di definitivo. Ci cimentiamo con tante iniziative, anche fuori dalla Sicilia. La prossima settimana saremo al Salone del Mobile a costruire una sauna pubblica per il centro di Milano, siamo impegnati anche con Farm Cultural Park. La nostra è una realtà che si proietta al mondo intero. Abbiamo una rete di contatti europea: la sfida per noi è il quotidiano”. Il futuro è possibile anche ad Agrigento? “Sì perché no? Il futuro è giorno per giorno, anche ad Agrigento; non mi sembra impossibile”. Carmelo Nicotra esporrà gli “ultracentenari” protagonisti due anni fa alla Biennale di Venezia e definiti “contenitori viventi di tempo e sapere”, che ci rammentano, nella trasparenza dei volti, “che siamo destinati tutti a scomparire lasciando dietro di noi solo indumenti e ricordi di una vita conclusa”. “Ho scelto di portare i tre ritratti – chiarisce Carmelo Nicotra – perché li ho ritenuti molto attinenti allo spazio: un luogo pregno di memoria, di storia. Sentivo di dover proporre dei lavori che si avvicinassero molto alle sensazioni che sprigiona questo luogo”. L’artista ha anche elaborato un’installazione che è una sorpresa per i visitatori. Nicotra, 29 anni, è uno degli artisti contemporanei più apprezzati in Italia.

Agrigento, centro storicoLa sua caratteristica è l’approccio antropologico, che gli “consente di sviluppare dei progetti legati ad aspetti marginali, come la lingua e le tradizioni, o che indagano mutamenti sociali e architettonici di un contesto urbano”. Tanti i suoi progetti futuri, anche all’estero. “Per ora sono impegnato in un progetto per Zac, il museo di Arte contemporanea della Zisa di Palermo – dice Nicotra -: un’esperienza interessante che sta dando la possibilità ai giovani artisti di esporre in uno spazio molto all’avanguardia come i cantieri della Zisa, che hanno finalmente aperto dopo tanti anni”. L’inaugurazione della mostra è in programma per il prossimo 3 maggio. L’artista concede un’anticipazione: “Sto realizzando un lavoro che è frutto della ricerca avviata in questi anni sull’incompiuto e che guarda all’architettura esterna di alcuni edifici della nostra provincia. Ho rapportato tale visione all’idea di interno, intervenendo su un comodino degli anni Trenta. L’ho pensata per Zac perché nei primi del Novecento nello stesso luogo c’erano fabbriche di mobili in stile liberty, le Officine Ducrot”.

Tra le esposizioni di “Rudere”, anche le foto di Nuccio Zicari, medico chirurgo, appassionato di fotografia: “Quando sono entrato per la prima volta nella struttura ho cominciato a fare delle foto. È stato lo spunto per una mostra non in senso canonico, per creare un contrasto tra il nuovo apporto artistico di installazioni, video-proiezioni e altre opere, e le immagini originarie della casa: un confronto diretto tra ciò che era prima e quel che abbiamo voluto creare adesso”. Zicari ha seguito un corso di fotografia alla Naba, Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, in associazione con Forma, la Fondazione internazionale per la fotografia: “Tornando nella mia terra anch’io ho voluto dare il mio piccolo contributo a questa volontà di rinascita” ammette. La casa si estende per 400 metri quadrati su due livelli. “Rudere” nasce dall’armonia e dalla bellezza di un lavoro di insieme: “Dieci creativi ogni giorno entravamo nelle stanze e pensavamo a cosa realizzare con i materiali e gli spazi che avevamo a disposizione – precisa Luigi Greco – ; è un’esposizione, ma avrebbe potuto essere qualunque altra cosa: si poteva realizzare un convegno, poteva essere un bar per tre giorni, qualunque cosa… Una casa abbandonata può essere ripensata in qualsiasi modo. L’idea del nostro gruppo collettivo è di non limitare il rudere all’arte, ma di fare cultura in ogni caso”. Al visitatore viene proposta una mostra insolita, un modo alternativo di utilizzare gli spazi dedicati all’arte. L’elemento centrale è la scoperta, l’emozione di svelare questo luogo. Infine, una curiosità: la casa apparteneva al medico Giovanni Vadalà, a cui è dedicata la piazzetta accanto alla Caserma dei carabinieri di Agrigento. Alcuni suoi oggetti, ritrovati all’interno delle stanze, torneranno in vita grazie a quest’iniziativa.

Anna Maria Scicolone

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