Rischio idrogeologico in provincia di Agrigento, la Uil sollecita il Governo

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Intervenire su aree del territorio che presentano fragilità e necessitano di interventi immediati.

Gero Acquisto

Rischio idrogeologico in provincia di Agrigento, la Uil sollecita il Governo regionale ad intervenire in maniera organica e celere sui territori della provincia di Agrigento che presentano delle emergenze e costituiscono rischio  per l’incolumità pubblica e privata.

“Sottolineiamo positivamente – scrive il segretario provinciale del sindacato Gero Acquisto – che qualche piccolo passo in avanti la provincia di Agrigento comincia a farlo per la messa in sicurezza del territorio, dopo gli interventi programmati sull’ erosione della fascia costiera di Eraclea Minoa prima e adesso dovrebbe essere risolto con i 417 mila euro stanziati dalla rimodulazione dell’ fsc il costone della Scala dei Turchi  con la messa in sicurezza della parte rocciosa. Il sito turistico è probabile candidato a diventare patrimonio Unesco, avendo bellezza e rilevanza turistica e paesaggistica che è sotto gli occhi di tutti, almeno così ha garantito il governo e l’Assessore regionale al territorio e ambiente”.

Ma il Governo, sottolinea Acquisto, “non può fermarsi solo a questi interventi sulla fascia costiera” e deve “proseguire con una programmazione mirata e una azione di governo interventistica e risolutiva di altre aree del territorio che presentano fragilità e necessitano interventi immediati. In particolar modo si deve dare seguito ai Piani di assetto idrogeologico che individuano nei comuni le zone r3 e r4, che presuppongono interventi di mitigazione del rischio di incolumità perché aree sostanzialmente fragili ed esposte a rischi di calamità. Quindi, per trovare le soluzioni, la politica collabori e agisca prontamente: dagli interventi dei fiumi Salso e Verdura per evitare straripamenti, alle zone montane a rischio frane e tutte quelle aree che da un momento all’altro potrebbero avere cedimenti, in primis centri storici e abitati vicini a zone a rischio geologico”.

La provincia di Agrigento e i comuni – prosegue il segretario della Uil –  necessitano pertanto di interventi sostanziali a queste problematiche, dando piena attuazione ai pai e trovando le coperture economiche. Infatti dal Governo regionale all’Assessorato regionale al territorio e ambiente, all’ufficio speciale del dissesto idrogeologico, alla protezione civile e al Ministero delle infrastrutture si deve seguire un piano e un iter con i comuni dove la programmazione e gli interventi delle zone sovraesposte sono prioritarie. Non è plausibile temporeggiare e impastoiarsi in carte che viaggiano a destra e a manca, perché gli interventi sono indispensabili, dalle risorse economiche alle procedure: dalla progettazione alla fattibilità, alla realizzazione delle opere che devono essere attuate con tempi certi e duraturi…”.

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