Rien ne va plus, i giochi sono fatti (o quasi)

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Sindaco di Racalmuto. Salvatore Alfano analizza la situazione politica. La designazione di Emilio Messana per il Pd chiude i giochi: i partiti e i loro apparati hanno espresso il loro candidato. E’ il favorito, ma dovrà essere capace di far dimenticare anni di malgoverno

I giochi sono fatti. Così è stabilito, Emilio Messana candidato sindaco. L’area conservatrice del PD, ancora una volta, l’ha avuta vinta e ha prevalso sui renziani che, partiti per la presa della Bastiglia non avranno, a quanto sembra, neanche un assessore. Il paese rischia di tornare indietro di oltre tre anni, “nessun nuovo che avanza” come direbbe Felice Cavallaro. Anzi, in questo caso, “il vecchio che si riconferma”.

rouletteMa a chi va la responsabilità di quel mancato salto in avanti che avrebbe potuto proiettare Racalmuto verso un futuro di rinnovamento e prosperità? Sicuramente tutti abbiamo le nostre colpe, non siamo stati in grado di opporci fermamente ai soliti giochi di potere. Abbiamo anche strepitato, fermamente contestato, denigrato, candidature prestigiose che, sicuramente, avrebbero portato una fresca ventata di capacità e benessere, in grado di schiodare il paese da una profonda crisi. Ammaliati dalle solite promesse abbiamo dato spazio ancora una volta alla vecchia politica. Tutti, finalmente, si sono accasati, persino i ritardatari.

L’aria che si respira oggi in paese è quella di piena soddisfazione. Un aura di apparente tranquillità aleggia sul capo di tutti i politicanti che, a gruppetti, discutono delle novità, si animano per le mancate alleanze. I più preoccupati sembrano gli appartenenti all’area dei moderati, facenti capo al commercialista Carmelo Borsellino. Le preferenze su Messana, infatti, scaturiscono da un’ampia coalizione dei partiti che rischia di sbaragliare definitivamente l’ ipotetica alleanza Adile/Borsellino.

Il futuro sindaco, anche se espressione dei partiti e degli apparati di partito, avrà un impegno maggiore oltre quello di amministrare e risolvere i tanti problemi che insistono su Racalmuto. Dovrà essere capace, guardando negli occhi i propri concittadini, far dimenticare anni e anni di mal governo che ha ridotto il paese nello stato in cui versa.

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One Response to Rien ne va plus, i giochi sono fatti (o quasi)

  1. Calogero Taverna Rispondi

    24 marzo 2014 a 1:21

    Mi dispiace per l’amico Alfano ma mi sa che il suo destro vedere gli distorca il vero. Purtroppo per me, la sparata di stasera di tal maniglia, l’uomo che approda a sinistra chissà da dove, darà aire a questi ex signorotti di paese che invocando il loro nuovo vogliono l’antico vecchio. Messana al Comune sarebbe il nuovo, il pulito, il saggio, l’avveduto, l’avvenire. Viene dalla scuola del progresso, dalla predilezione per chi soffre, non avrebbe istinti a lasciare ricchi i ricchi fingendo pietà per i poveri. Non ha giochi di potere dietro le sue spalle, non viene da ricche cliniche, nessuno mai l’ha promosso podestà su nessun retrivo Foglio. Non è poi vero che sono stati i regimi locali a sconvolgere il paese. Lui non ci è mai stato. Viene da Caltanisetta, è partito per il Nord, è vissuto nelle grandi e reazionarie industrie che dalla Francia allattano i nostri bambini straarricchendo. Racalmuto si è fatto da sé, è progredito giorno per giorno per merito dei laboriosissimi e parchi suoi concittadini, che hanno sempre bene scelto, in modo rivoluzionario, cacciando a calci nel culo quei presutuosi del circolo sedicente nobile. Errori, grasti, disturbi e dove non ci stanno? Abbiamo visto cosa sanno fare i nordici a Milano, a Torino e i chierici a Roma. Ma mi facciano il piàcere. Sono tre anni che siamo amministrati dal Viminale. Che disastro!! La monnezza folle chi l’ha inventata. I sindaci passati o questi signori che se li critichi ti mandano i carabinieri dichiarndoti un calunniatore. Chi non ha risolto il problema del cimitero? I signori di Roma. Chi ha lasciato che cooperative rosse facessero scempio elle nostre ubertose lande senza assumere racalmutesi (solo 9+1 su 1600 addetti), ma sempre loro, non certo i miei compaesani che erano stati eletti democraticamente. Chi lascia gestire ai soliti noti le prebende culturali, chi se ne infischia del nostro patrimonio archeologico. Chi non controlla arcipreti he smarriscono cimeli archivistici seicenteschi. Chi non sa gestire 10 precari oggi e tanti domani per non sapere neppure applicare le innovazioni regionali. E potrei continiare. E la colpa è della inesistente mafia? e la colpa è di chi è stato allontanato poco democraticamente dalla gestione comunale. Mi embrano tempi apocalittivìci. Oddio, oltre agli urologi dobbiamo subire anche apolidi prefiche del nord?

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