Renzi: un voto in più di Grillo o il banco rischia di saltare

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Il rottamatore fiorentino si gioca tutto in queste settimane. Le altre indiscrezioni dai Palazzi che contano.

Renzi e Grillo

Renzi e Grillo

Grazie per gli auguri! Ma dove diavolo avete trovato quella foto che avevo fatto di tutto per far sparire?

Anyway , rituffiamoci nella banale attualità del nostro blog. Sono giorni di promesse e di contese. Silvio Berlusconi aspetta acciaccato che lo mettano ai domiciliari, o ai servizi. Si è molto fantasticato sulla reale ragione della risalita al Quirinale. Dicono gli informatissimi che al Cavaliere Napolitano abbia spiegato con secchezza che se vuole la grazia deve abdicare dal suo ruolo politico, lasciar il campo ufficialmente ad una delle sue figlie, verosimilmente Barbara, e farsi un pò di esilio. Gli informatissimi aggiungono che a giugno Re Giorgio lascerà, e che in pol position per la successione c’è il prode Romano Prodi.

Dicono che Renzi si giocherà tutto in queste settimane, taglierà le tasse, taglierà le teste, metterà i suoi uomini nei posti che contano, modellerà i Palazzi a sua immagine e somiglianza, avete visto quanto sono scialbi i Ministri, a parte la Boschi, vera reginetta delle’Esecutivo? Renzi deve ottenere almeno un voto in più di Grillo alle elezioni, altrimenti il banco salta, l’Europa ed i mercati si terrorizzano, l’Italia diverrà no man’s land. Dal Veneto intanto arrivano pesanti segnali, non è tanto la furia rivoltosa di un manipolo di improvvisati eversori a spaventare, ma l’odio verso lo Stato centrale. Sa tanto di capro espiatorio per la verità, addossare sugli altri le colpe che sono soprattutto nostre.

E’ un vecchio ritornello “i veri mafiosi sono a  Roma, il Nord ci sfrutta, i meridionali sono lazzaroni, vengono a rubarci il lavoro”, frasi trite e ritrite per non guardare in faccia le vere ragioni.  Diffido sempre dei portatori assoluti di verità, mi piace molto Grillo ad esempio e mi piacciono molti 5 Stelle, ma il loro manicheismo mi avvilisce, sarebbe così bello se esistessero davvero i buoni ed i cattivi.

Ma come ben insegnano Shakesepaere e Simenon, non miseri umani non siamo ne buoni ne cattivi, possiamo essere sia l’una che l’altra cosa a seconda delle circostanze, abbiamo visto troppo miti padri di famiglia trasformarsi in bestie feroci sull’onda di un’emozione.

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